America's Cup 2027, a Napoli il conto alla rovescia da un miliardo di euro

A un anno dalle regate dell’America’s Cup, Bagnoli è già un cantiere che non conosce soste. Dai 370 milioni di spesa turistica diretta ai 2mila posti di lavoro permanenti attesi, l’edizione italiana potrebbe battere ogni record.

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Image Credits: Ian Roman / America's Cup

A un anno dalle regate, Bagnoli è già un cantiere che non conosce soste. L’area della vecchia colmata, 200mila metri quadri nati come scarico dell’Italsider, in attesa di bonifica da oltre trent’anni, si sta trasformando a una velocità che in quella parte di Napoli non si ricordava. I lavori procedono e le scadenze tengono. I cantieri dovrebbero essere chiusi in tempo.

L’America’s Cup è arrivata dove nessun grande evento era mai riuscito.

L’impatto economico: un miliardo di euro sul piatto

Le stime, riportate da Il Mattino, parlano chiaro: secondo il ministro dello sport Andrea Abodi, la competizione potrebbe produrre un impatto socio-economico di un miliardo di euro. Dentro quella cifra ci sono 370 milioni di spesa turistica diretta tra hotel, ristorazione e trasporti, 70 milioni legati all’organizzazione, 21,6 milioni riconducibili alla presenza dei team velici per oltre tre mesi e 165 milioni di investimenti pubblici e privati su porti, bonifiche e fan zone.

L’onda lunga raggiungerebbe Roma attraverso la sua rete alberghiera di alto livello, mentre l’effetto indiretto sul Mezzogiorno coinvolgerebbe Puglia e Sicilia tramite forniture e servizi collegati alla competizione.

Sul fronte occupazionale, gli analisti stimano tra 10mila e 12mila posti di lavoro temporanei e fino a 2mila posizioni permanenti nei settori del turismo, della nautica e dei servizi.

Bagnoli, la scommessa urbana

Il governo aveva stanziato 1,2 miliardi dai fondi di coesione per la rigenerazione dell’intera area di Bagnoli ancor prima che Emirates New Zealand individuasse proprio in quella zona uno dei simboli del potenziale di sviluppo della città.

La coincidenza ha accelerato tutto: il sindaco Gaetano Manfredi, già commissario straordinario alla bonifica, ha ottenuto poteri speciali per velocizzare gli interventi collegati alla competizione. Al termine delle regate, l’area diventerà un parco a mare con spazi per lo sport e la balneazione diretta dalla colmata trasformata.

Marco Mezzaroma, presidente di Sport e Salute, ha già chiarito la prospettiva: l’obiettivo non si esaurisce nell’evento del 2027, ma punta a lasciare una legacy duratura sul territorio.

Il modello Cagliari e la sinergia tra regioni del Sud

Il termometro dell’entusiasmo si è già alzato a Cagliari, che ha ospitato le regate preliminari con risultati al di sopra delle attese. Il ritorno economico stimato per la Sardegna si aggira sui 50 milioni, ma la presidente della Regione Alessandra Todde è tra quanti ritengono quella cifra destinata a crescere.

«Siamo il contesto più importante per la vela, abbiamo un meteo meraviglioso, una rada che tutti ci invidiano», ha dichiarato, sottolineando come l’isola ospiti il team di Luna Rossa da dodici anni.

Il successo cagliaritano ha alimentato un coordinamento istituzionale inedito tra regioni del Sud: Campania e Sardegna si sono mosse in tandem, costruendo quello che Todde ha definito «un’iniziativa di sistema».

Il mercato si muove, gli industriali bussano

Sul fronte commerciale, Marzio Perrelli, amministratore delegato dell’America’s Cup Partnership, fotografa così l’attrattività dell’evento: «La nuova Coppa America interessa a tutti: lusso, tecnologia, mare, food, cultura. Nessun settore merceologico resta tagliato fuori».

Gli industriali napoletani hanno già bussato alla porta del sindaco-commissario Manfredi chiedendo di poter interagire con la manifestazione, forti della competenza che il porto, prima industria della città, può mettere in campo.

Napoli oltre Barcellona: la sfida è aperta

Il confronto con le edizioni di Valencia e Barcellona, entrambe capaci di numeri decisamente importanti, alimenta le ambizioni. Ma dopo Cagliari, la sensazione diffusa è che Napoli abbia tutte le carte in regola per superare quei precedenti.

Lo stesso team di Luna Rossa ha voluto mettere le mani avanti: «Napoli eredita un’eredità pesante: lo sfondo del Vesuvio sarà spettacolare, ma il confronto con Cagliari non sarà facile».

Un avvertimento che suona quasi come un complimento. E che a Bagnoli, con i cantieri aperti e il golfo ad aspettare, stanno già raccogliendo come una sfida.

Appuntamento prima con le regate preliminari di settembre a Napoli.