Il basket rischia di scomparire da Torino. Il futuro del club cestistico piemontese è a repentaglio con il rischio sempre più concreto che il basket di vertice lasci nuovamente la città.
Il titolo sportivo della Reale Mutua Torino, oggi in A2, potrebbe infatti cambiare sede nell’ambito di un’operazione più ampia che vede come regista Paul Matiasic, imprenditore e avvocato statunitense già proprietario della Pallacanestro Trieste.
È passato oltre un mese dall’ultima gara stagionale di Basket Torino, eliminata al primo turno dei play-in dalla Juvi Cremona, e da allora intorno alla società è calato un silenzio sempre più pesante.
Le riflessioni del presidente Avino
Il presidente David Avino si era preso circa due settimane di riflessione per valutare il futuro del progetto avviato nel luglio 2021, quando aveva raccolto il testimone alla guida della società da Stefano Sardara.
Sul tavolo, secondo quanto riporta Tuttosport, restano formalmente tutte le opzioni: proseguire da solo, aprire a nuovi soci oppure cedere la società, con la possibilità che il titolo rimanga a Torino o venga trasferito altrove.
Con il passare dei giorni, però, le prime due strade sembrano essersi progressivamente indebolite, sia per ragioni economiche sia per l’assenza di partner pronti a entrare nel capitale.
Le risorse che Avino potrebbe mettere a disposizione non appaiono sufficienti per costruire un organico competitivo e sostenibile in un campionato complesso e competitivo come la A2.
La mancata risposta dal territorio
Nell’ultima stagione il bilancio di Basket Torino si è attestato intorno ai 2,4 milioni di euro, una cifra che già oggi sarebbe complicato confermare e che, anche se replicata, non garantirebbe margini ampi in termini di competitività.
Non sembrano aver prodotto svolte decisive nemmeno i contatti con possibili imprenditori locali interessati a rilevare il club per mantenerlo a Torino, con il territorio che non sembra aver risposto presente all’appello di Avino.
Un gruppo potenzialmente interessato ci sarebbe, ma secondo una ricostruzione non avrebbe ancora formalizzato una vera offerta d’acquisto; secondo un’altra versione, invece, la trattativa si sarebbe arenata anche per richieste economiche considerate crescenti da parte dell’attuale proprietà.
In questo quadro prende sempre più forza l’ipotesi più dolorosa per la piazza torinese: la cessione della società a un soggetto esterno, con successivo trasferimento del titolo sportivo in un’altra città.
Il disegno di Paul Matiasic
Al centro della manovra ci sarebbe Paul Matiasic, che dal 2023 controlla Pallacanestro Trieste e che sta lavorando a un progetto cestistico che punta allo sbarco a Roma abbandonando la piazza giuliana.
L’obiettivo dell’imprenditore statunitense è quello di posizionarsi nella Capitale in vista della futura NBA Europe, per la quale è entrato in concorrenza con la cordata guidata da Donnie Nelson, protagonista dell’operazione sulla Vanoli Cremona.
In questa partita, il titolo di Basket Torino potrebbe diventare una pedina funzionale al disegno dell’imprenditore statunitense, che mira a partire con la nuova squadra capitolina già dal prossimo anno nella massima serie.
Il titolo di A2 del club piemontese potrebbe infatti servire a rientrare in un incastro con altri club di A, tra cui le ipotesi principali sembrano essere Brescia e Scafati, che ripartirebbero dal campionato cadetto cedendo la licenza di Serie A al nuovo club romano.
La cifra dell’operazione
Sullo sfondo la posizione di Trieste, che sembrava poter essere coinvolta in questo risiko, ma il no compatto delle istituzioni cittadine e regionali sembra aver scongiurato l’ipotesi del ridimensionamento del progetto.
Nel frattempo, secondo quanto filtra, Basket Torino sarebbe già finita nell’orbita dell’avvocato di San Francisco, che avrebbe quantomeno opzionato il club per una cifra vicina al milione di euro.
La vicenda dovrebbe arrivare a una definizione entro la fine della settimana, quando sarà definitivamente chiaro se il titolo resterà legato alla città o se prenderà la strada di un nuovo progetto, in quello che per Torino sarebbe un epilogo particolarmente amaro.
La città ospita grandi eventi cestistici, dispone di impianti di livello e può contare su un movimento radicato e ricco di potenzialità, ma rischia ancora una volta di restare senza una squadra di vertice.