America's Cup, ora tocca a Napoli: una scommessa da 175 anni di storia

Per la prima volta nella storia, l’America’s Cup approda in Italia. Napoli sarà il palcoscenico di un evento che vale miliardi, ridisegna Bagnoli e punta a lasciare un’eredità sociale duratura.

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la scelta di Napoli
Image Credits: Ricardo Pinto / America's Cup

L’America’s Cup sbarca in Italia. Per la prima volta nella sua storia ultracentenaria, il trofeo velico più antico al mondo giunto alla sua 38ª edizione elegge Napoli come palcoscenico principale, trasformando il lungomare partenopeo in quello che Diego Nepi Molineris, amministratore delegato di Sport e Salute, ha già ribattezzato il Maracanà della vela.

Le regate preliminari di Cagliari, con base al Molo Ichnusa – quartier generale di Luna Rossa – hanno di fatto aperto i giochi. Settembre porterà le preregate nel Golfo di Napoli (24-27), mentre l’estate del 2027 sarà quella della resa dei conti definitiva.

Dalton e l’amore per Napoli

Dietro la scelta della città c’è una storia personale. Grant Dalton, numero uno di Team New Zealand e detentore del trofeo, non ha mai dimenticato le regate del 2011 nel Golfo partenopeo. «Dalle regate che facemmo nel 2011 non ho mai smesso di pensare a Napoli, – confida a Il Messaggero. – Quella volta vinse Luna Rossa, ma nonostante ciò Napoli è rimasta il mio pallino».

La svolta arriva a Barcellona, quando il team rompe con la tradizione di gareggiare esclusivamente in Nuova Zelanda. «Saremmo potuti andare al nord come Genova o Venezia, oppure anche al sud come a Palermo o Siracusa. Ma Napoli, beh… è Napoli, nessuno ce lo ha chiesto, lo abbiamo voluto noi fortemente».

A convincerlo definitivamente, racconta, la parata sul Lungomare per il quarto scudetto del Napoli: «L’America’s Cup 2027 me la immagino proprio così».

Non è un caso che gli AC 75 di New Zealand portino già sulle ali il nome di Napoli, colorato d’azzurro. La motivazione non è stata il marketing, ma un doveroso omaggio alla storia della città che ospiterà la competizione.

Bagnoli: la scommessa più grande

Se il lungomare sarà il teatro delle regate, gli occhi sono tutti su Bagnoli. La colmata a mare ospiterà gli hangar dei team, con il pontile nord che diventerà punto di osservazione privilegiato per il pubblico. Ma l’obiettivo dichiarato va ben oltre la logistica.

«L’America’s Cup sarà un acceleratore straordinario del grande piano di riqualificazione e rigenerazione che il Governo ha avviato per trasformare l’area di Bagnoli», sottolinea Nepi Molineris. Il modello di riferimento è Auckland, dove il porto era una sorta di città fantasma prima della Coppa e oggi rappresenta il quartiere più vitale della città, parole di Dalton stesso.

Perrelli, pur glissando su tempistiche e trattative per una possibile edizione 2029 a Napoli, registra con soddisfazione il ritmo di lavoro in corso: «Sto vedendo che lavorano h24 sette giorni su sette: questo per me è tanto e per il momento basta».

La legacy sociale

Il capitolo forse più significativo e meno visibile riguarda l’eredità sociale dell’evento. A Cagliari è arrivata una delegazione di atleti del Centro Sportivo Pino Daniele di Caivano, struttura riqualificata in sei mesi su impulso del Governo. Sport e Salute ha siglato con la Federazione Italiana Vela un accordo strategico alla presenza del ministro Andrea Abodi, con l’obiettivo di rendere la vela uno strumento di inclusione per le nuove generazioni.

«La vela non può essere percepita come una disciplina riservata a pochi», afferma Nepi Molineris a Il Mattino. Il programma Sport Illumina, finanziato con 31,8 milioni di euro, coinvolgerà entro il 2026 ottantacinque comuni italiani – sette in Campania – restituendo vita a piazze e spazi abbandonati.

Il messaggio è politico prima che sportivo: «Trattare tutti come i campioni. Entrare nei luoghi dove per troppo tempo sono rimasti gli ultimi e creare opportunità».

2027, e forse 2029

Roma, a un’ora di treno da Napoli, è già indicata come beneficiaria indiretta dei flussi turistici. Le istituzioni coinvolte – dal commissario straordinario per Bagnoli al sindaco Manfredi, passando per i ministri Giorgetti e Abodi fino alla presidente del Consiglio Meloni – disegnano un’architettura istituzionale inedita attorno a un evento sportivo.

L’America’s Cup non è mai stata solo una regata. E a Napoli ambisce a diventare un progetto di città.