MotoGP a stelle e strisce: Liberty Media spinge sull’America per allargare la fanbase

Il campionato motoristico punta ad ampliare la propria presenza globale guardando in primis agli Stati Uniti e all’America Latina, seguendo le orme del percorso intrapreso dalla Formula 1.

MotoGP Assen
la direzione del motomondiale
Image Credits: media Pertamina Enduro VR46 Racing Team

La MotoGP accelera negli Stati Uniti. Il motomondiale sotto l’ombrello di Liberty Media, gruppo proprietario anche della Formula 1, guarda sempre più al continente americano, e in particolare agli States, per rafforzare il proprio percorso di crescita internazionale. 

Dopo il cambio al volante la competizione ha improntato l’approccio verso la costruzione di un prodotto capace di attrarre nuovi tifosi e allargare il perimetro della fanbase verso un orizzonte sempre più globale. 

L’imperativo: aumentare i tifosi

La nuova proprietà ha portato in dote il know-how maturato con la Formula 1, campionato che si è sviluppato notevolmente sul fronte dell’intrattenimento, mentre ora il passaggio successivo sarà lavorare ad una maggiore integrazione tra le due corse.

Seguendo l’esempio del Circus, per imboccare la direzione della creazione di valore la MotoGP deve lavorare sullo sviluppo del prodotto. A spiegarlo, in un’intervista rilasciata a Palco23, è Enrique Aldama, direttore operativo di MotoGP Sports Entertainment Group.

«La strategia finale è ottenere più tifosi – ha riconosciuto Aldama, aggiungendo che – prima guardavamo il risultato finanziariamente, ora Liberty Media ci dice che bisogna ampliare la base dei tifosi e non cercare un risultato finanziario a breve termine, ma generare uno spettacolo migliore ed essere capaci di attrarre molta più gente».

Il format delle sprint e i mercati target

Il punto di partenza, in realtà, è già molto solido. Nel 2025 i circuiti che hanno ospitato un Gran Premio di MotoGP hanno superato complessivamente quota 3,6 milioni di spettatori, stabilendo il nuovo record storico della competizione. 

Una delle novità più apprezzate dal pubblico è stato l’inserimento delle gare sprint, una formula che secondo il dirigente «è piaciuta molto» e che rientra perfettamente nella logica di un prodotto più dinamico.

In questo percorso, il continente americano rappresenta una delle aree chiave. Già in passato Aldama aveva indicato gli Stati Uniti come uno dei mercati più interessanti, anche alla luce dell’esperienza di Liberty Media nel broadcasting e nella valorizzazione commerciale degli eventi sportivi. 

«Gli Stati Uniti sono il luogo in cui vogliamo crescere e, con il Gran Premio d’Argentina e quello del Brasile, avremo già tre gare nel continente americano», ha sottolineato Aldama, aggiungendo che «l’America Latina è un altro territorio che ci interessa». 

Gli obiettivi di crescita nelle Americhe

Dal 2027, dunque, il calendario dovrebbe contare tre appuntamenti nelle Americhe, ma l’obiettivo della società è arrivare in futuro «a quattro o cinque» gare, aumentando il presidio progressivamente ma inesorabilmente.

Tra le ipotesi più discusse c’è Miami, città che nelle ultime settimane è tornata al centro delle indiscrezioni anche dopo le parole del ceo di Liberty Media, Derek Chang. «Sarebbe fantastico, perché Miami riunisce tutti i requisiti che stiamo cercando, ma bisogna lavorarci molto».

A differenza di quanto accade in Europa, Medio Oriente o Asia, dove spesso esiste una forte componente pubblica o governativa nel sostegno ai Gran Premi, nel continente americano il peso dei circuiti privati è molto più rilevante.

I risultati finanziari

Parallelamente, la MotoGP sta affrontando anche il tema del controllo dei costi. Uno dei dossier più discussi è quello relativo a un possibile limite di spesa, o salary cap, che potrebbe incidere sui budget delle squadre a partire dalla stagione 2027. 

Aldama ha confermato che «ne stiamo parlando con i team per vedere come possiamo limitare i costi», precisando però che «la decisione non è stata presa». Sul fronte del business, il dirigente ha spiegato che, in questa fase, «la crescita del business è puramente organica». 

Il campionato ha chiuso la stagione 2025 con ricavi pari a 573 milioni di dollari, mentre per il 2026 le previsioni indicano il superamento della soglia dei 600 milioni di dollari, una cifra ancora lontana dai 3,8 miliardi raggiunti dalla Formula 1. 

Il peso della logistica per la redditività

La redditività, tuttavia, potrebbe essere più difficile da conseguire nell’esercizio in corso. Dopo un utile di 12 milioni di dollari nel 2025, la MotoGP deve fare i conti con un contesto internazionale più complesso, segnato dal conflitto in Medio Oriente e dal conseguente aumento dei costi logistici.

A pesare è soprattutto «un costo di trasporto sempre maggiore». Carles Jorba, responsabile delle operazioni di MotoGP Sports Entertainment, ha quantificato in circa il 30% il sovraccosto del trasporto tra Thailandia, sede della prima gara stagionale, e Brasile, che ospita il secondo Gran Premio dell’anno. 

La crescita del calendario si sta imponendo come una grande opportunità commerciale, ma allo stesso tempo rappresenta una sfida operativa ed economica sempre più rilevante specie alla luce dell’attuale contesto macroeconomico.

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