Lo sportswear è la nuova locomotiva della moda globale: ricavi +43,5% in sei anni

Il report Mediobanca sulle 75 maggiori multinazionali della moda certifica il sorpasso: tra il 2019 e il 2025 lo sportswear cresce più del lusso e del lifestyle. Il settore dell’abbigliamento sportivo guida su tutti i fronti.

Scarpe Nike
Report Mediobanca
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In un mondo dove brand di lusso e lifestyle si inseriscono sempre più nello sport, il report dell’Area Studi Mediobanca sul sistema moda mondiale evidenzia come lo sportswear abbia registrato i risultati migliori. L’indagine ha coinvolto le 75 maggiori multinazionali del comparto, tutte con ricavi superiori al miliardo di euro.

I numeri parlano chiaro: tra il 2019 e il 2025, l’abbigliamento sportivo ha registrato un balzo dei ricavi del 43,5%, distanziando nettamente il lusso (+36,2%) e il lifestyle (+23,1%).

Il motore? Una domanda strutturalmente crescente di prodotti legati a sport, salute e benessere. Un trend che ha trasformato le sneaker da accessorio a simbolo culturale e che ha portato lo sportswear a conquistare il 28% del giro d’affari globale del fashion, due punti percentuali in più rispetto al 2019.

La corsa del decennio

Se c’è un nome che sintetizza questa rivoluzione, è quello di On Holding. La società svizzera – che fa capo al marchio On, specializzato nel running premium – ha moltiplicato i propri ricavi per 11,3 volte rispetto al 2019, crescita interamente organica, senza acquisizioni. Un risultato straordinario che la pone al vertice della classifica per incremento dei ricavi, davanti a Crocs (+3,3 volte) e Birkenstock (+2,9 volte).

Anche nell’ultimo anno solare On Holding ha guidato la crescita, con un +30% sul 2024, seguita dalla finlandese Amer Sports (+26,7%) e dalla statunitense Kontoor Brands (+20,9%).

Sul fronte della redditività, il lusso mantiene la propria supremazia con un margine Ebit medio del 19,7%, contro il 12,2% del lifestyle e il 10% dello sportswear. Ma anche qui il trend è a favore dello sport: il profilo di margine è in crescita costante e si rivela difensivo, meno ciclico di quanto non appaia il lusso, che ha sofferto un calo dai picchi del 2023.

Occupazione e negozi: lo sport apre, il lusso chiude

Lo sportswear comanda anche sul piano dell’occupazione: le aziende del comparto hanno aumentato i dipendenti del 31,4% tra il 2019 e il 2025, contro il +19,4% del lusso e il -4,1% del lifestyle, ancora sotto i livelli pre-Covid. In totale, le 75 multinazionali analizzate hanno aggiunto 170mila posti di lavoro nell’arco dei sei anni considerati.

La stessa direzione emerge dai punti vendita: a livello globale la rete distributiva è cresciuta dell’1,2%, ma con una netta asimmetria. Lo sportswear infatti ha aperto il 7,2% di nuovi negozi in più, il lifestyle ha incrementato dell’1%, mentre il lusso ha ridotto la propria presenza fisica dello 0,3%.

La classifica: Lvmh in vetta, Nike e Adidas nei primi posti

Nel 2025 il giro d’affari complessivo delle 75 multinazionali ha raggiunto 541 miliardi di euro, in crescita dello 0,9% sul 2024 e del 32,7% rispetto ai livelli pre-pandemia. Lvmh si conferma il colosso indiscusso con 80,8 miliardi, davanti a Inditex (39,9 mld), Nike (39,4 mld), Adidas (24,8 mld), H&M (21,1 mld) e Fast Retailing-Uniqlo (18,5 mld).

Tra i player italiani, spicca l’ascesa di Prada, che con 5,7 miliardi di euro si piazza al 21esimo posto mondiale, guadagnando dieci posizioni rispetto al 2019. Seguono Oniverse (3,7 mld, 37esima), Moncler (3,1 mld, 42esima) e Giorgio Armani (2,3 mld), unico big italiano in arretramento: era 46esimo, ora è 54esimo.