Sinner ferma la stagione: lo stop può costargli fino a 15 milioni

Jannik Sinner chiude in anticipo la stagione 2026 per il problema al ginocchio: tra premi, bonus ATP e mancati introiti, il conto può arrivare a 15 milioni.

TennisRoma2026 Sinner
tra premi e sponsor
Image credits: Antonietta Baldassarre / Insidefoto

La stagione 2026 di Jannik Sinner si è conclusa il 12 luglio, con il successo ottenuto a Wimbledon. Da allora il problema al ginocchio ha fatto saltare un torneo dopo l’altro e l’annuncio della fine anticipata della stagione, comunicato attraverso un video sui social, ha ufficializzato un’assenza che il circuito avvertiva già da mesi.

Il ritorno è previsto nel 2027, con gli Australian Open come primo appuntamento del calendario. Oltre alla dimensione sportiva, lo stop apre un fronte economico che interessa il giocatore, le emittenti e l’intero indotto del tennis.

Il conto per il campione

Le stime più prudenti, elaborate dal Sole 24 Ore, valutano il danno fino a 15 milioni di euro. La cifra comprende due voci: circa 10 milioni di euro di premi che Sinner, sulla base della media delle ultime due stagioni, avrebbe incassato nella parte conclusiva dell’anno, e 3,7 milioni di componente variabile degli sponsor, collegata ai risultati sportivi e corrispondente a circa il 10% della parte fissa.

Altre ricostruzioni risultano decisamente più pesanti. Il totale di premi, bonus e incentivi relativi ai tornei saltati, da Montreal e Cincinnati fino a Parigi e alle Atp Finals di Torino, viene quantificato in circa 17 milioni di dollari, ai quali si aggiungono le ulteriori ripartizioni dell’Atp. Il solo Six Kings Slam di Riad assicura un milione e mezzo di dollari con la sola partecipazione e sei milioni in caso di vittoria, risultato raggiunto dall’italiano nelle ultime due edizioni. Considerando tutte le voci, si arriva a parlare di oltre 20 milioni di dollari rimasti sul tavolo nell’arco di quattro mesi.

A queste cifre si aggiunge una perdita meno evidente. Sinner non incasserà il Bonus Pool dei Masters 1000, la quota aggiuntiva che l’Atp distribuisce a fine stagione sulla base dei punti ottenuti in questa categoria di tornei. Il regolamento riduce o elimina il premio per chi rinuncia agli eventi obbligatori e il numero uno ha saltato Montreal, Cincinnati e Shanghai, oltre all’assenza già annunciata a Parigi. Con quattro rinunce viene meno il diritto al bonus, nonostante i 5mila punti conquistati. Il valore dell’assegno perso è stimato in circa 5 milioni di dollari.

Il bilancio della stagione risulta così ridimensionato. Nella prima parte dell’anno il campione aveva incassato tra 11 e 11,6 milioni di dollari di montepremi, anche grazie alle vittorie ottenute in cinque Masters 1000, prospettando la possibilità di superare i 19 milioni del 2025, che erano già un record nonostante i tre mesi di sospensione legati al caso Clostebol. Il 2026 si concluderà invece con un calo e la leadership nel Prize Money Ranking è passata ad Alexander Zverev, che è destinato anche a conquistare la prima posizione del ranking Atp dopo che Sinner dovrà scartare oltre tremila punti.

Gli sponsor restano

Sul piano commerciale la situazione appare più rassicurante. Una ricerca di StageUp e ChainOn realizzata alla fine del 2025 stima in 37 milioni di euro all’anno le entrate fisse derivanti dalle sponsorizzazioni, mentre altre fonti parlano di circa 35 milioni. Gli accordi sono privati e le cifre non possono essere verificate, ma la struttura dei contratti è chiara: la componente legata ai risultati ha un peso ridotto e, di conseguenza, l’impatto dello stop rimane contenuto.

È difficile che i partner rinuncino a uno degli atleti più riconoscibili dello sport mondiale. Il vero costo è rappresentato da altro: meno partite significano meno visibilità e meno occasioni promozionali, con la possibilità di vedere comunque l’azzurro protagonista delle campagne pubblicitarie anche durante i mesi lontano dai campi.

Televisioni e organizzatori

Il contraccolpo più significativo per il mercato riguarda i diritti televisivi. Negli ultimi due anni la presenza di Sinner ha modificato il peso del tennis nei palinsesti: le finali Slam e gli incontri delle Atp Finals hanno spesso raggiunto ascolti paragonabili a quelli dei grandi eventi calcistici. Secondo indiscrezioni di mercato, Mediaset avrebbe acquistato i diritti in chiaro delle Atp Finals con un investimento vicino ai 4 milioni di euro, sulla scia della «Sinner-mania». In assenza del campione di casa, una stima prudenziale prevede una riduzione degli ascolti di almeno un terzo.

Per gli organizzatori delle ATP Finals di Torino la questione non riguarda i biglietti, dal momento che il torneo è sold out da tempo, anche se sono aumentate le rivendite dopo l’annuncio di Jannik. Diverso è invece il quadro per la Coppa Davis di Bologna, dove il pubblico presenta caratteristiche in parte differenti.

L’effetto è già emerso in altri contesti. Senza la rivalità con Alcaraz, e con lo spagnolo uscito ai quarti di finale, i grandi appuntamenti hanno perso attrattiva: i biglietti per le semifinali e la finale dello US Open 2026 sono stati messi in vendita a prezzi ridotti, quasi regalati, per incontri tra giocatori della top 10. Il caso evidenzia quanto il tennis dipenda oggi da due soli protagonisti.

Cambiare la programmazione

Il tema che emerge nel confronto tra gli addetti ai lavori riguarda la gestione del calendario. La sequenza di vittorie a Indian Wells, Miami, Montecarlo, Madrid e Roma ha sottoposto a forte pressione un fisico abituato a spingersi al limite.

La carriera di Sinner, che ha ventiquattro anni, è ancora lunga e tutelarla potrebbe rendere necessaria una selezione più accurata dei Masters 1000, anche a costo di lasciare per strada punti e premi.

Per il tennis, nel frattempo, la speranza è di rivederlo in campo il prima possibile.

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