Dopo oltre trent’anni di assenza, la Formula 1 si prepara a riportare il proprio Circus in Africa. Secondo indiscrezioni sempre più insistenti infatti sarebbe stato raggiunto un accordo per disputare un Gran Premio in Ruanda a partire dal 2030. L’ufficialità potrebbe arrivare nelle prossime settimane o, comunque, entro la fine dell’anno.
Il progetto prevede la costruzione di un impianto permanente a circa 40 chilometri dalla capitale Kigali, nei pressi dell’aeroporto internazionale di Bugesera, il cui tracciato sarà disegnato da WurzDesign, la società dell’ex pilota Alexander Wurz, che attualmente lavora con Tilke Engineering anche al Qiddiya Speed Park in Arabia Saudita.
L’ultima gara disputata sul continente risale al 1993, quando a Kyalami si corse il Gran Premio del Sudafrica, con Alain Prost (Williams) che quel giorno conquistò pole position e vittoria, davanti ad Ayrton Senna (McLaren) e a Mark Blundell (Ligier).
Una vita fa, soprattutto se pensiamo a cos’è diventata la Formula 1 adesso… Più che uno sport, sembra quasi un circo. Anche se, per fortuna, in pista ci sono ancora campioni che sanno onorare Senna, Prost e gli altri.
Il lavoro di Kagame trova riscontro
Dietro l’operazione c’è l’impegno del presidente ruandese Paul Kagame. Nel 2024 Kigali ha ospitato, su sua iniziativa, le Assemblee Generali e la cerimonia di premiazione della FIA, occasione nella quale il capo di Stato ha annunciato la candidatura del Paese a un GP. La notizia venne accolta con scetticismo, dato che il Ruanda non disponeva ancora di un circuito adatto, ma i piani sono comunque proseguiti.
Kagame ha assistito al Gran Premio dell’Azerbaijan del 2025 e ha mantenuto contatti costanti con il presidente della FIA Mohammed Ben Sulayem e con il presidente e CEO della Formula 1 Stefano Domenicali.
Già ad agosto Domenicali aveva spiegato che «le trattative in Africa stanno procedendo molto bene», aggiungendo che sono in corso discussioni anche con Paesi del Sud America e dell’Estremo Oriente.
A rafforzare le voci è intervenuto David Coulthard che, ospite del podcast Up To Speed con Will Buxton, ha dichiarato: «Sto sentendo voci secondo cui avremo presto un annuncio per l’Africa. Quindi andremo in Africa». I due commentatori hanno però evidenziato la difficoltà di inserire nuove tappe in un calendario già fissato a 24 gare, soprattutto dopo il ritorno di Portimao per il biennio 2027-2028 e della Turchia fino al 2032.
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L’alternativa sudafricana
Il Ruanda non è però l’unica candidatura in quanto si fa spazio una alternativa in Sudafrica. Un gruppo di imprenditori sudafricani del settore minerario, guidato da Neal Froneman, ha lanciato il progetto Blue Mountain Racing Grand Prix. Il piano prevede un complesso motoristico da 410 milioni di dollari nella regione dello Swartland, a nord di Città del Capo, con un circuito da 122 milioni di dollari e una capienza fino a 125 mila spettatori.
Rothschild & Co. è consulente finanziario dell’iniziativa e punta a ottenere il via libera della F1, ad attrarre sponsor e a garantire un finanziamento interamente privato, senza oneri per i contribuenti.
Resta inoltre in piedi l’ipotesi di adeguare il circuito di Kyalami.