I 60 anni del taekwondo in Italia: tutti i numeri di una federazione in crescita

Sessant’anni di storia, una crescita costante e il primato mondiale nel ranking della World Taekwondo. La Federazione Italiana Taekwondo celebra il suo anniversario con risultati sportivi, economici e digitali che la rendono un modello di riferimento.

Vito dell'Aquila - taekwondo
bilanci e risultati
Image Credits: Federazione Taekwondo

Il 2026 è un anno speciale per la Federazione Italiana Taekwondo. Il Grand Prix di Roma ha radunato 20mila spettatori al Foro Italico in quattro giorni per seguire dal vivo le gare tra i migliori atleti del mondo, con il pubblico italiano che ha festeggiato le tre medaglie vinte dagli azzurri Vito Dell’Aquila, Simone Alessio e Antonino Bossolo.

Il grande evento di Roma si è concluso con una cerimonia notturna, tra musica, danze, esibizioni freestyle e un suggestivo drone show a illuminare il cielo sopra lo Stadio Olimpico.

Uno spettacolo speciale organizzato dalla Federazione per celebrare in grande stile il 60° anniversario del Taekwondo in Italia: sessant’anni di storia e di valori trasmessi attraverso una disciplina che ha saputo crescere ben oltre i confini della pratica sportiva.

La crescita della Federazione fino al primo posto nel ranking

La FITA ha festeggiato l’anniversario in una posizione inedita: prima tra 215 federazioni nazionali nel ranking mondiale della World Taekwondo, davanti a Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna e Corea del Sud. Un primato che è il risultato di un decennio di lavoro che ha avuto il suo momento più buio proprio all’inizio.

Nell’estate del 2016, infatti, per la prima volta nella storia recente la Nazionale non riuscì a qualificare neppure un atleta per i Giochi Olimpici di Rio de Janeiro. Un’assenza arrivata dopo l’apice di appena quattro anni prima, con l’oro olimpico di Carlo Molfetta a Londra 2012, primo titolo olimpico nella storia del Taekwondo italiano.

I bilanci del decennio tracciano un arco preciso. Da una Federazione che faticava a crescere nel 2016 a un’organizzazione che nel 2025 gestisce quasi 9 milioni di euro di entrate, con la revisione contabile affidata ogni anno a Deloitte & Touche, 38mila tesserati, oltre 540 palestre e una nazionale che si presenta al ciclo olimpico verso Los Angeles con una generazione di atleti capace di competere ai massimi livelli internazionali.

I mandati del presidente Cito: dalla ricostruzione agli eventi internazionali

Con il primo mandato del Presidente Angelo Cito, la Federazione avviò un percorso di ricostruzione strutturale. Fu l’estate del 2021, con i Giochi disputati a Tokyo dopo il rinvio causato dalla pandemia, a segnare la svolta. Cinque anni dopo l’assenza totale di Rio, l’Italia tornò ai Giochi con due atleti in categorie diverse. E Vito Dell’Aquila, 20 anni, conquistò l’oro nella categoria -58 kg: il secondo oro olimpico nella storia del Taekwondo italiano.

Il riflesso sul bilancio fu immediato. Il 2021 chiuse con entrate a 6.145.587 euro e un utile record di 1.077.528 euro, il più alto fino ad allora, trainato da una crescita delle quote degli associati: da 554.768 euro nel 2020 a 1.185.693 nel 2021, +114%.

Il secondo mandato presidenziale di Cito si aprì con la scommessa di riportare il World Taekwondo Grand Prix al Foro Italico per due anni consecutivi, nelle edizioni 2022 e 2023. Il bilancio 2022 registrò l’unica perdita del decennio: -778.664 euro su entrate di 6.534.129 euro. Come scritto nella Relazione del Presidente al Bilancio Consuntivo 2022, era pianificata e coperta da riserve accantonate ad hoc negli anni precedenti, in particolare da un fondo vincolato di 500mila euro creato dopo l’utile record del 2021 proprio per il Grand Prix di Roma.

2023: ritorno all’utile e nuova assegnazione dei contributi

Nel 2023 la Federazione tornò all’utile con 4.907 euro su entrate salite a 8.734.255 euro: il valore della produzione quasi raddoppiato rispetto al 2016.

A livello sportivo, in quell’anno continuò la crescita del movimento. Simone Alessio conquistò a Baku il suo secondo titolo mondiale nella categoria -80 kg, diventando il primo italiano a vincere due ori iridati in categorie diverse. L’Italia dominò i Giochi Europei di Cracovia con 5 medaglie. E fu l’anno della consacrazione definitiva anche per Antonino Bossolo, atleta paralimpico classe 1995.

Il 2023 segnò anche un aumento del 26% dei tesserati agonisti, pari a 36.494, con un dato significativo sulla composizione del movimento: la quota femminile aveva già raggiunto il 36,8% degli atleti totali. Il record assoluto di tesserati sarebbe arrivato l’anno successivo, nel 2024, con 39.466 tesserati.

Sempre nel 2023 entrò in vigore una trasformazione strutturale nel rapporto tra le Federazioni e il finanziamento pubblico. Sport e Salute introdusse il Modello Algoritmico di assegnazione dei Contributi (MAC), deliberato dal proprio Consiglio di Amministrazione in sintonia con gli indirizzi del Ministro per lo Sport e i Giovani.

Per la Federazione, il nuovo modello si è tradotto in un riconoscimento crescente. I contributi ordinari assegnati da Sport e Salute sono cresciuti del 27% in tre anni, in linea con la valutazione positiva dell’intero percorso federale: dai risultati olimpici e paralimpici alla crescita dei tesserati, dall’efficienza gestionale certificata da Deloitte & Touche ai progetti sociali radicati sul territorio.

Ultimo biennio 2024/2025: la maturità della Federazione

Se Tokyo aveva segnato il ritorno, Parigi 2024 ne certificò la maturità. L’Italia qualificò tre atleti ai Giochi Olimpici: Vito Dell’Aquila, Simone Alessio e Ilenia Matonti. Alessio conquistò il bronzo olimpico nella categoria -80 kg a Parigi, quinta medaglia olimpica nella storia del Taekwondo italiano. Dell’Aquila raggiunse la semifinale prima di essere costretto al ritiro per infortunio. Ai Giochi Paralimpici, Antonino Bossolo conquistò la prima medaglia paralimpica italiana nel Taekwondo.

Sul piano economico, il 2024 è stato gestito con solidità: utile di 80.451 euro su entrate di 8.228.123 euro, in un anno olimpico in cui il calendario internazionale non prevedeva il Grand Prix di Roma, con conseguente calo dell’85% dei ricavi da manifestazioni internazionali.

Il 2025 ha chiuso con entrate a 8.852.001 euro e un utile di 553.682 euro. Anch’esso un risultato ottenuto in un anno privo di Grand Prix, a conferma che la crescita dipende dal consolidamento strutturale del movimento: quote territoriali +22%, ricavi da manifestazioni nazionali +543%, sponsorizzazioni +63% grazie a nuovi accordi commerciali.

La crescita della Federazione Italiana Taekwondo sul digitale

La crescita del decennio si misura anche nel digitale. Nel 2019 la Federazione ha costituito un ufficio comunicazione interno dedicato, con il compito di sviluppare in modo strutturato la presenza social e la narrativa istituzionale dell’ente.

Nei quattro giorni dell’ultimo Grand Prix sono stati prodotti oltre 500 contenuti originali distribuiti sui canali ufficiali Instagram, Facebook, TikTok e YouTube, per un totale di circa 15 milioni di contatti generati.

Il percorso compiuto in sei anni è documentato dai numeri: 417mila follower su Facebook, 1,5 milioni su TikTok con 14,4 milioni di like, 242mila su Instagram, 80.100 iscritti al canale YouTube, a cui si aggiungono le community su Telegram, WhatsApp, Threads e X. Il totale supera i 2,2 milioni di follower aggregati su tutte le piattaforme.

La FITA si posiziona seconda tra tutte le Federazioni italiane, alle spalle soltanto della FIGC. Un risultato che non ha precedenti per uno sport olimpico di combattimento, e che riflette la capacità della Federazione di costruire attorno al Taekwondo una comunità digitale ampia, giovane e in continua espansione.