La NBA ha fissato il conto alla rovescia. Entro 60-90 giorni dalla chiusura delle gare d’appalto, attesa per fine giugno, la lega inizierà ad annunciare i vincitori delle dodici licenze di franchising europee permanenti. Lo ha dichiarato il vice commissario Mark Tatum in un’intervista esclusiva a CNBC, confermando che il debutto di NBA Europe è previsto per ottobre 2027.
Le città già designate sono Roma, Milano, Londra, Manchester, Parigi, Lione, Madrid, Barcellona, Berlino, Monaco, Atene e Istanbul. A queste si aggiungeranno ogni anno quattro club affiliati alla FIBA, selezionati in base al merito sportivo.
Infrastrutture e candidature: chi può giocare
Il nodo centrale resta quello delle infrastrutture. Tatum ha ammesso senza giri di parole che in tutta Europa esistono appena «due o tre palazzetti del basket di livello mondiale». Un dato che spiega la natura delle candidature che la lega sta cercando: non semplici acquirenti di una licenza, ma operatori disposti a investire in nuovi impianti.
«Non stiamo parlando solo di squadre di basket già presenti nell’ecosistema, – ha spiegato il vice commissario. – Stiamo valutando proposte da società calcistiche, da singoli individui e da entità che non hanno mai avuto una squadra di basket ma vogliono costruirne una.»
La finestra temporale è stretta, e Tatum lo riconosce apertamente: «Individueremo i partner giusti nelle città giuste e ci prenderemo tutto il tempo necessario per farlo». Una frase che suona quasi contraddittoria, ma che tradisce la consapevolezza della posta in gioco.
Il mercato che non c’è ancora
Sul fronte economico, il ragionamento della lega poggia su un’asimmetria difficile da ignorare: il basket è il secondo sport più popolare in Europa, con circa 300 milioni di appassionati, ma detiene meno dell’1% della quota di mercato commerciale del continente.
Un divario che rappresenta una significativa opportunità di business e che ha già attirato l’interesse delle principali piattaforme di streaming globali. «I partner mediatici sono molto interessati a trasmettere queste partite», ha affermato Tatum.
NBA Europe, il commissioner Silver: «Siamo nei tempi. Stiamo esaminando il primo round di offerte»
Sul piano sportivo, l’integrazione con la NBA nordamericana procederà per gradi. Nel breve termine le squadre europee potrebbero affrontare le franchigie di Stati Uniti e Canada durante la preseason.
L’orizzonte più ambizioso è la partecipazione all’Emirates NBA Cup, il torneo di metà stagione lanciato nel 2023, che diventerebbe così il primo campo di confronto diretto tra i due campionati.
In parallelo, Tatum ha ricordato le prospettive della Basketball Africa League, attiva da sei stagioni e recentemente aperta agli investitori privati attraverso la vendita di franchigie singole. Le proiezioni indicano una crescita dell‘impatto economico sul PIL africano da 250 milioni di dollari attuali a circa 5,4 miliardi entro il 2034.
Un segnale che il progetto di espansione globale della NBA guarda ben oltre l’Europa.