Si avvicinano i Giochi del Mediterraneo: 350 milioni di fondi pubblici e dubbi sulla legacy

La ventesima edizione dei Giochi del Mediterraneo si disputerà a Taranto dal 21 agosto al 3 settembre 2026. Il budget pubblico ha raggiunto 350 milioni di euro, ma sponsor e televisioni latitano.

Giochi del Mediterraneo finanziamenti
biglietti non in vendita
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Mancano meno di sessanta giorni all’apertura della ventesima edizione dei Giochi del Mediterraneo, in programma a Taranto dal 21 agosto al 3 settembre 2026. Un appuntamento che avrebbe dovuto rappresentare il riscatto di una città storicamente legata all’acciaio e oggi in cerca di una nuova identità.

Ma con l’avvicinarsi dell’evento emergono con chiarezza i numeri di un’operazione finanziaria che ha pochi paragoni nella storia dello sport italiano di secondo piano.

Un budget lievitato oltre ogni previsione

Il finanziamento pubblico originario, stanziato dal governo Conte, era di 150 milioni di euro. Stando a quanto ricostruisce il Corriere della Sera, la cifra è progressivamente salita fino a 315 milioni con il governo Meloni, necessari per completare trenta impianti sportivi in diciannove comuni della provincia jonica, ai quali si sono aggiunti 35 milioni della Regione Puglia per le strutture di Manduria, Fragagnano, Avetrana e Faggiano.

A pochi giorni dall’evento, il Consiglio dei ministri ha approvato il 16 giugno un ulteriore stanziamento da 15 milioni per compensare un taglio preventivo del Mef, portando il totale complessivo attorno a 350 milioni.

A governare la macchina organizzativa è Massimo Ferrarese, imprenditore brindisino ed ex presidente di centrodestra della Provincia di Brindisi, nominato commissario straordinario dal governo Meloni nel 2023, dopo che in cinque anni di gestione regionale non era partita una sola opera. Accanto a lui, alla presidenza del comitato organizzatore siede l’ex judoka olimpionico Carlo Molfetta.

Sponsor assenti, biglietti introvabili

Le Olimpiadi possono contare su imponenti trasferimenti del Cio, diritti televisivi di valore e sponsorizzazioni multimilionarie. I Giochi del Mediterraneo, invece, viaggiano praticamente senza private revenue. Le televisioni mostrano scarso interesse e l’esito dell’appalto per le dirette, tutte in palazzetto, non è stato reso pubblico, il che a sua volta scoraggia gli sponsor. Al 20 giugno i biglietti non erano ancora in vendita.

Un precedente storico in materia fornisce un dato eloquente: per l’edizione di Pescara 2009, i cui libri contabili sono poi finiti in tribunale, vennero vendute poche centinaia di tagliandi e gli spalti risultarono costantemente vuoti.

Anche il profilo agonistico dell’evento rimane modesto. Tra metà agosto e settembre si disputano in contemporanea Europei e Mondiali di atletica, canottaggio, ginnastica, nuoto e pallavolo, sottraendo ai Giochi gli atleti di prima fascia. Le iscrizioni ai tornei già sorteggiati parlano chiaro: otto squadre nella pallanuoto maschile, zero in quella femminile, sette nel calcio, sei nella pallamano femminile. In media aderisce da un quarto alla metà degli aventi diritto.

La questione delle navi e delle spese accessorie

Fallito il progetto di un villaggio atleti da riconvertire in alloggi popolari, abbandonato per via di costi stimati attorno ai 200 milioni, il comitato internazionale ha bocciato anche la proposta di sistemare i seimila ospiti nelle strutture turistiche dell’hinterland, per un cavillo regolamentare che impone l’alloggio entro i confini comunali di Taranto. La soluzione adottata è quella di due navi da crociera ormeggiate nella base navale della Marina, al costo complessivo di 30 milioni di euro.

La prima, la più cara, è stata noleggiata dalla saudita Aroya Cruises. Per la seconda, il bando è andato deserto e si ripiegherà su un traghetto da 13 milioni, destinato agli atleti italiani. Il Foglio ricorda che per chi presiede il Comité International des Jeux Méditerranéens sarà riservata a bordo una suite da 350 metri quadri.

Tra le altre voci di spesa, il Corriere cita un appalto da 5,5 milioni per uno spray park con una pallina da tennis gigante in levitazione d’acqua, 200 mila euro per l’area hospitality dello stadio Iacovone, più una serie di interventi sulla viabilità e sulle aree portuali che andrebbero solitamente coperti da altri canali di finanziamento.

Giochi del Mediterraneo – Il nodo del dopo

La vera incognita resta la gestione post-evento. Il piano prevede di affidare i trenta impianti a privati tramite project financing, ma al momento le manifestazioni di interesse concrete riguardano solo due o tre grandi stadi, e principalmente per ospitarvi concerti. Il commissario Ferrarese ha costituito una fondazione con funzioni di raccordo, ma le strutture rimangono di proprietà comunale, e il Comune non dispone delle risorse per gestirle.

Le piscine, con i loro alti costi operativi, rappresentano il caso più critico: perfino la Federazione Italiana Nuoto ha declinato l’invito a occuparsene direttamente. Una consulenza da 140 mila euro affidata a PricewaterhouseCoopers ha prodotto l’apertura di bandi per le strutture minori, con un project financing in corso per le altre.

Il Corriere della Sera pone una domanda che vale la pena riprendere: con uno stato dell’impiantistica sportiva meridionale che conta, secondo l’ultimo rapporto di Sport e Salute, 0,8 impianti attivi ogni mille abitanti – ovvero la metà della media nazionale – investire 350 milioni attorno a una singola provincia sarebbe davvero la scelta più efficiente?

La risposta arriverà, come sempre accade in queste vicende, qualche anno dopo la cerimonia di chiusura.