Jannik Sinner ha trasformato ogni secondo trascorso in campo in una rendita senza precedenti. Secondo i calcoli elaborati dal sito Tennis Connected e riportati dalla Gazzetta dello Sport, l’altoatesino guida nel 2026 non solo la classifica mondiale ma anche quella dei guadagni per minuto giocato, con una media di circa 1.403 euro, pari a 1.611 dollari.
Un dato che fotografa con precisione chirurgica la qualità della sua stagione. Pochissimi passaggi a vuoto, tre sole sconfitte all’Australian Open, a Doha e al Roland Garros, e cinque titoli conquistati nei Masters 1000: Indian Wells, Miami, Montecarlo, Madrid e gli Internazionali BNL d’Italia.
La metodologia adottata da Tennis Connected è semplice: mettere a confronto il monte premi incassato da ciascun giocatore con il numero totale di minuti trascorsi in campo, indipendentemente dall’esito delle partite.
Il risultato è una graduatoria dell’efficienza economica pura, che premia chi vince in fretta e punisce chi macina ore di gioco senza raccogliere i frutti delle fasi avanzate dei tornei.
Il podio: Alcaraz e Zverev inseguono
Alle spalle di Sinner figura Carlos Alcaraz, con una media di 1.320 euro al minuto. Lo spagnolo ha giocato meno tornei rispetto all’italiano, e da metà aprile è fermo a causa di un infortunio al polso destro che lo terrà lontano dai campi almeno fino a dopo Wimbledon, con il rischio concreto che lo stop si prolunghi ulteriormente, dato che il campione dell’Australian Open non ha ancora ripreso ad allenarsi.
Al terzo posto si colloca Alexander Zverev, che supera la soglia simbolica dei mille euro al minuto attestandosi a quota 1.149. Il tedesco ha accumulato 6,34 milioni di euro in premi, beneficiando in modo determinante della vittoria al Roland Garros e della costante presenza nelle fasi avanzate dei tornei.
La sua media risulta tuttavia penalizzata dall’elevato numero di minuti disputati: Zverev è noto per le partite lunghe e combattute, e questo abbassa il rapporto tra incassi e tempo di gioco pur a fronte di guadagni complessivi molto elevati.
Djokovic e la sorpresa Cobolli
Novak Djokovic resta un caso a parte. Il serbo, pur in una fase della carriera segnata da un volume di gioco ridotto rispetto agli anni d’oro, mantiene una resa per minuto competitiva intorno ai 748 euro, confermando come la sua capacità di arrivare nei turni che contano rimanga intatta.
La vera sorpresa della classifica è però Flavio Cobolli, che si inserisce al quinto posto con 685 euro al minuto. La finale raggiunta al Roland Garros, la più importante della sua carriera, lo ha portato a superare i 2,7 milioni di euro complessivi in premi nel 2026. Un salto di qualità che ha ridisegnato anche le coordinate economiche della sua stagione.
Sulla scia dello Slam parigino ha beneficiato anche Matteo Arnaldi, che ha raggiunto 483 euro al minuto.
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Il confronto con il 2025: l’anno del riscatto
Come fa notare La Gazzetta dello Sport, il confronto con il 2025 rende ancora più nitido il percorso di Sinner. Alla fine di quella stagione, una graduatoria analoga stilata per ora giocata lo incoronava già primo con circa 130mila euro per ogni ora in campo, davanti ad Alcaraz poco sopra i 100mila.
Ma quella era una stagione parzialmente compromessa dai tre mesi di squalifica concordati con la Wada nell’ambito del caso Clostebol, che gli aveva fatto saltare Indian Wells, Miami, Montecarlo e Madrid. Il rientro a Roma si era concluso con la sconfitta in finale contro Alcaraz.
Quest’anno, su quegli stessi campi, Sinner ha vinto tutto. Il conto, di conseguenza, è lievitato in modo proporzionale.