Internazionali BNL d'Italia 2026: a Roma non scende in campo solo il tennis

Dal Music Break con i grandi nomi della musica italiana al Food Court con chef stellati, passando per gli eventi in città: gli Internazionali BNL d’Italia 2026 sono molto più di un torneo di tennis.

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Gli eventi
Image Credits: Gobbi/Sport e Salute

Roma non è mai soltanto uno sfondo. E quando il tennis arriva al Foro Italico, la città non si limita ad aprire i cancelli: si trasforma. L’edizione 2026 degli Internazionali BNL d’Italia conferma una tendenza ormai strutturale.

L’abbiamo analizzato anche per gli Australian Open. Il torneo ha smesso di essere soltanto una competizione sportiva per diventare un format di intrattenimento capace di generare valore su più livelli: dai biglietti agli sponsor, dalla ristorazione d’autore all’indotto commerciale diffuso in tutta la capitale.

L’espansione fisica del sito è la premessa di tutto il resto. Nelle ultime edizioni Sport e Salute ha portato il perimetro del parco da nove a venti ettari, una superficie che consente oggi di ospitare non soltanto i 21 campi da gioco, ma un ecosistema fatto di oltre seimila metri quadrati di nuove strutture coperte dedicate ad accoglienza, shopping e gastronomia.

Il risultato è un’esperienza che può durare una giornata intera senza che si esaurisca mai l’offerta: 33.500 posti a sedere, distribuite su campi, stadi e aree ground, proiettano il torneo romano nelle dimensioni di uno Slam.

Food court e stelle Michelin sulla terra rossa

Di fronte al Campo Centrale è stato allestito il Food Court, spazio coperto che propone un’offerta culinaria che va dallo street food al dining d’autore. Al vertice di questa piramide gastronomica si colloca il ristorante dello chef Andrea Aprea, due stelle Michelin, aperto al pubblico durante il torneo.

Non lontano, nell’area Lea – la zona hospitality più esclusiva – opera il catering di Da Vittorio, il celebre ristorante dei fratelli Cerea di Brusaporto (Bergamo), con paccheri, rigatoni al ragù di ossobuco, branzino con carciofo e dessert al mascarpone abbinati ai vini Villa Antinori.

Nel Fan Village, ampliato fino a 6.500 metri quadrati con 31 aziende tra retail e food & beverage, fa il suo debutto anche un pop-up di Crazy Pizza, il format di Flavio Briatore e Francesco Costa, con tanto di “Spinning Pizza Show”.

Secondo stime di Traders Union, quest’area commerciale dovrebbe generare circa 3 milioni di euro, in crescita del 18% rispetto al 2025: numeri che confermano come l’intrattenimento non sia più un contorno, ma una componente economica centrale del torneo.

Music Break: il Foro diventa festival

Confermato anche per quest’anno Music Break, il format che porta i principali nomi della musica italiana sul palco del Centrale prima e dopo i match di punta degli Internazionali di Roma.

Da sabato 9 maggio hanno iniziato a susseguirsi cantanti del calibro di Brunori Sas, Serena Brancale, Noemi, Ditonellapiaga, Francesco Gabbani, Fiorella Mannoia, Nek. Il 16 maggio Francesco Renga chiuderà il cerchio con una performance in anticipo rispetto alla finale femminile.

La logica è quella di prolungare la permanenza degli spettatori e aumentare i consumi, costruendo così un’identità di evento totale che vada oltre i confini del pubblico tennistico tradizionale.

Roma in campo, dalla Fontana di Trevi a Piazza del Popolo

La strategia di espansione non si ferma ai cancelli del Foro Italico.

Per il terzo anno consecutivo, Piazza del Popolo ospita un campo in terra rossa dove si sono svolte prequalificazioni, allenamenti di campioni in tabellone e tornei under 16 e wheelchair. Una cornice scenografica senza eguali: l’Obelisco Flaminio, la Fontana dei Leoni, Santa Maria dei Miracoli. Qualche residente di via di Ripetta ha protestato per la polvere rossa che si deposita tra i sanpietrini, ma il campo ha conquistato romani e turisti, ed è diventato uno degli snodi più fotografati del torneo.

Fino al 10 maggio, la facciata della Fontana di Trevi si è trasformata in schermo per un video mapping dedicato agli Internazionali: verde e oro, con i profili di Jannik Sinner e Jasmine Paolini proiettati sul travertino.

Trovata kitsch, c’è chi dice. Di sicuro, visibile.

Arte, design e hospitality premium

Il torneo ha curato anche la dimensione culturale: un percorso espositivo si snoda dalla Sala delle Armi fino alle lounge corporate, con opere di design contemporaneo e sculture classiche. La nuova struttura circolare della Fan Experience, una sorta di Pantheon moderno, offre vista privilegiata sull’area giocatori.

Nel frattempo, a pochi passi dal Foro Italico concettualmente ma ben nel cuore della città, l’Hotel Eden ospita fino al 28 maggio “Oltre la Rete”, mostra del pittore Mauro Baio nata dalla collaborazione con Maison Bosi: campi da tennis come spazi mentali, simmetrie e vuoti che dialogano con il tennis più del marketing riuscirebbe mai a fare.

Sul fronte hospitality, box e lounge premium si confermano il contenitore di relazioni b2b, dove la partita è solo una delle ragioni per esserci.

Young Village: i giovani guardano ai campioni

Chiude il quadro la componente educativa e giovanile, non secondaria nell’economia del brand. Lo Young Village, nell’area adiacente allo Stadio dei Marmi, ha accolto sin dal primo giorno centinaia di ragazzi coinvolti nel progetto federale “Racchette in Classe” – giunto al tredicesimo anno e approvato dal Ministero dell’Istruzione – con accesso a prezzi simbolici e la possibilità di provare tennis, padel, beach tennis e pickleball.

L’effetto Sinner sulle iscrizioni ai circoli è documentato; quello sulle presenze giovanili al Foro Italico, in questa edizione, si vede a occhio nudo.

“Where Tennis becomes Eternal” recita lo slogan 2026. Ammesso e non concesso che l’eternità si misuri in ettari, milioni di euro di indotto e scalette musicali, il torneo romano ci va molto vicino.

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