NBA Europe: a Milano è già derby sul parquet e nei portafogli

RedBird e Oaktree hanno entrambi presentato un’offerta per aggiudicarsi la franchigia milanese di NBA Europe, la nuova lega che NBA e FIBA puntano a lanciare nell’autunno 2027. La partita è aperta.

Olimpia Milano
RedBird e Oaktree
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Il calcio si è fermato, il basket comincia. O meglio: mentre i tifosi milanesi metabolizzano l’ennesimo derby sui campi di Serie A, le proprietà di Milan e Inter si sfidano su un altro tavolo, più silenzioso ma non meno strategico. La posta in gioco è un posto nella futura NBA Europe, la lega che NBA e FIBA puntano a far debuttare nell’autunno del 2027 in dodici città europee. E Milano, naturalmente, è una di queste.

Entrambe le proprietà – RedBird per il Milan, Oaktree per l’Inter – hanno depositato un’offerta non vincolante entro la mezzanotte del 31 marzo, termine fissato dalla NBA per raccogliere le manifestazioni di interesse. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, il numero complessivo di proposte arrivate sul tavolo della lega americana ha superato quota 120, con diverse valutazioni comprese tra i 500 milioni e il miliardo di dollari e alcune addirittura oltre quella soglia.

Il vice commissioner NBA Mark Tatum ha commentato l’esito della prima fase con soddisfazione: «Il livello di coinvolgimento e il valore delle offerte riflettono l’interesse del mercato per la nostra proposta», dichiarazione che conferma come il progetto stia raccogliendo consensi ben oltre le attese iniziali.

RedBird parte avvantaggiata

Gerry Cardinale si è mosso con largo anticipo. Il 19 gennaio 2026, quando la NBA riunì a Londra i potenziali proprietari delle franchigie europee, 250 presenti in sala, RedBird era in prima fila: Cardinale e Zlatan Ibrahimovic, advisor del Milan, furono invitati dalla lega a prendere la parola pubblicamente. Oaktree, in quella circostanza, non era presente. Un dettaglio che pesa, se si considera che Adam Silver, commissioner NBA, fu ospite dell’assemblea generale di RedBird nell’ottobre scorso.

A rafforzare la candidatura rossonera concorre anche un fattore simbolico difficilmente quantificabile ma politicamente rilevante: il marchio. Milan è un nome universalmente riconoscibile, capace di evocare passione sportiva ben oltre i confini europei, e la NBA avrebbe manifestato entusiasmo all’idea di lanciare una franchigia che ne porta il nome, in maglia rossonera.

Sul fronte infrastrutturale, RedBird può inoltre contare sull’area di San Donato acquisita nel 2024 per la costruzione del nuovo stadio calcistico, dove sorgerebbe anche un impianto con standard NBA nell’arco di tre-quattro anni.

Oaktree risponde con i numeri

La risposta di Oaktree è di natura più finanziaria che relazionale. Il fondo gestisce oltre 200 miliardi di dollari di asset, contro i 14 miliardi di RedBird: una potenza di fuoco che nei negoziati conta. La strategia di Oaktree appare inoltre più articolata, costruita su più livelli.

Secondo quanto risulta a La Gazzetta dello Sport, il fondo starebbe trattando per acquisire una quota di minoranza dell’Olimpia Milanostorico club di Eurolega di proprietà del Gruppo Armani – posizionandosi così come attore rilevante a prescindere dall’esito del dossier NBA Europe: dentro la nuova lega se dovesse prevalere nella corsa alla franchigia milanese; comunque presente nel basket europeo d’élite attraverso l’Olimpia, in caso contrario.

Il nodo Eurolega e il calendario delle decisioni

Prima di arrivare a qualsiasi annuncio, resta da affrontare un passaggio cruciale: il meeting tra NBA, FIBA ed Eurolega, programmato dopo Pasqua. Se la nuova lega dovesse essere governata a tre – con Eurolega al fianco di NBA e FIBA – la posizione dell’Olimpia si rafforzerebbe considerevolmente, portando acqua al mulino di Oaktree. Sul fronte opposto, un accordo mancato con Eurolega potrebbe accelerare i tempi di una decisione più netta in favore di RedBird.

C’è poi il capitolo titolo sportivo. La futura franchigia milanese dovrà competere nel campionato italiano di Serie A, il che impone l’acquisizione di un titolo sportivo da un club già iscritto. In questo senso, i dialoghi in corso tra Cardinale e Luis Scola – uomo NBA e azionista di maggioranza della Pallacanestro Varese – appaiono significativi.

Varese vanta dieci scudetti e cinque Coppe dei Campioni: cedere il proprio titolo sportivo, e magari il nome, a una nuova entità targata Milan è uno scenario che solleva interrogativi profondi sull’identità di un club con novant’anni di storia.

Una partita ancora aperta

La NBA procederà per gradi, svelando progressivamente i vincitori città per città. A Londra, considerata il ponte naturale tra il mercato americano e quello mediorientale, sarebbero arrivate le offerte più elevate, superiori al miliardo. Milano e Roma si collocano su fasce d’investimento diverse, proporzionali alla dimensione del mercato locale.

Il quadro che emerge è quello di una competizione finanziaria e politica di rara complessità, in cui i rapporti personali con la lega, la forza del brand, la solidità patrimoniale e le alleanze nel basket europeo si intrecciano senza una gerarchia definita. Cardinale parte davanti, ma Oaktree ha le risorse per rimontare.

A Milano, il derby non finisce mai.

 

 

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