La WTA ha reso noto il calendario del 2027 e, insieme ad esso, un obiettivo inseguito per decenni: nella categoria dei Masters 1000, la seconda per prestigio dopo i quattro Slam, il montepremi destinato alle donne sarà uguale a quello degli uomini. L’adeguamento riguarda i tre tornei nei quali la parità non era ancora stata raggiunta: gli Internazionali d’Italia, il National Bank Open in Canada e il Cincinnati Open.
Altri quattro appuntamenti, Indian Wells, Miami, Madrid e il China Open di Pechino, adottano già lo stesso principio. Rimangono esclusi dalla novità i tre tornei WTA 1000 che non hanno una corrispondente manifestazione maschile diretta.
Il montepremi rappresenta la somma complessiva distribuita ai giocatori sulla base dei risultati raggiunti. Agli Internazionali d’Italia dello scorso maggio, per esempio, quello maschile era pari a circa 8,5 milioni di euro, mentre quello femminile raggiungeva i 7,3 milioni.
La distribuzione interna, tuttavia, può essere stabilita diversamente dai singoli circuiti: nell’ultima edizione la vincitrice del singolare ha ricevuto 1.055.285 euro, una cifra per la prima volta superiore ai 1.007.165 euro incassati dal campione.
Una battaglia che parte dal 1973
La questione della parità dei compensi accompagna il tennis da più di mezzo secolo. Nel 1973 un gruppo di tenniste fondò la WTA anche con l’obiettivo di ottenere premi uguali a quelli dei colleghi uomini. Tra loro figurava Billie Jean King, che ha ricordato più volte come la vittoria a Roma nel 1970 le avesse fruttato 600 dollari, mentre Ilie Năstase, vincitore del torneo maschile, ne aveva ricevuti 3.500.
Negli Slam la parità è stata raggiunta nel 2007.
«La WTA si sta impegnando per offrire di più alle giocatrici e ai tornei nel 2027, – ha dichiarato Valerie Camillo, Presidente della WTA. – Abbiamo ascoltato il feedback delle giocatrici sulle esigenze del calendario e abbiamo risposto con una significativa riduzione degli impegni. Raggiungere la parità di montepremi in tutti i tornei WTA 1000 combinati è un traguardo importante per il tennis. Dimostra il costante impegno della WTA a guidare il settore sportivo nell’offrire alle nostre atlete parità competitiva e finanziaria, ed è una testimonianza della natura duratura della visione fondante della WTA».
Il circuito si è dotato di un quadro orientato alla sostenibilità economica: secondo la strategia dell’ente, premi equi devono essere sostenuti da ricavi commerciali solidi.
Un fondo per sostenere i tornei
Per questo obiettivo la WTA ha istituito il Tournament Investment Fund, uno strumento che prende spunto dai modelli di finanziamento centralizzato già diffusi in altre leghe professionistiche.
Il fondo destinerà risorse ai mercati individuati come prioritari, nei quali l’impatto potrà essere maggiore, sostenendo l’iniziativa sulla parità dei premi e gli obiettivi di rafforzamento del circuito a beneficio di giocatrici, tornei e tifosi.
«E il nostro nuovo Tournament Investment Fund si ispira ai modelli di finanziamento centralizzato comuni ad altre leghe sportive professionistiche, in quanto indirizzerà il supporto finanziario verso mercati selezionati a beneficio della salute generale del Tour e per promuovere la missione strategica della WTA».
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Meno obblighi per le giocatrici
Il calendario 2027 comprende 55 eventi distribuiti in 26 tra paesi e territori, con l’ingresso di un nuovo WTA 250 a Manila, nelle Filippine, e il trasferimento delle WTA Finals a Charlotte, in North Carolina. La stagione prevede inoltre cambiamenti elaborati dal Tour Architecture Council, il gruppo di lavoro presieduto dalla numero 3 del mondo Jessica Pegula, che riunisce rappresentanti delle giocatrici, dei tornei e dei vertici dell’associazione.
Le misure, approvate dal consiglio di amministrazione della WTA, rispondono alla richiesta delle atlete di avere una programmazione più flessibile. Le giocatrici comprese tra le prime 50 dovranno partecipare a quattro tornei WTA 500 invece dei sei previsti in precedenza, per un impegno di base di 14 tornei WTA oltre ai quattro Slam. Sarà inoltre consentito sostituire il risultato ottenuto in un WTA 1000 idoneo con un piazzamento migliore conquistato in un 500 o in un 250.
«Siamo in viaggio per la maggior parte dell’anno, quindi avere maggiore flessibilità nei nostri programmi e impegni fa davvero la differenza, – ha affermato Jessica Pegula. – Le modifiche introdotte nel 2027 ci offrono maggiore flessibilità nella pianificazione delle nostre stagioni, in base ai nostri obiettivi, sia a livello agonistico che personale. Si tratta di un passo avanti significativo».
Le novità verranno introdotte in via sperimentale nel 2027. La WTA analizzerà l’impatto delle modifiche sull’intero circuito prima di stabilire le linee guida per il 2028 e per gli anni successivi.