Imola si candida per il gran finale del Mondiale. Il sindaco Panieri: «Serve l'aiuto del Governo»

Imola ipotesi concreta per il finale del Mondiale di F1 2026. ACI sostiene la candidatura, mentre il sindaco Panieri chiede al Governo risorse per l’autodromo.

formula 1 imola 2025
decisione a settembre
Image credits: DPPI/Panoramic/Insidefoto

Imola torna a vedere la Formula 1 all’orizzonte. Il circuito del Santerno è ormai entrato concretamente nelle valutazioni per il finale del Mondiale 2026, nel caso in cui la situazione in Medio Oriente dovesse impedire lo svolgimento dei Gran Premi di Qatar e Abu Dhabi. Liberty Media non ha ancora deciso, ma la prospettiva di riportare il Circus in Italia nelle ultime settimane della stagione ha assunto contorni sempre più definiti.

La decisione è attesa entro la metà di settembre. Fino a quel momento l’obiettivo resta confermare il calendario attuale, con Qatar e Abu Dhabi regolarmente in programma. Stefano Domenicali, presidente e CEO della Formula 1, ha però chiarito che, qualora le condizioni internazionali non consentissero di correre nel Golfo, il Mondiale dovrebbe necessariamente chiudersi in Europa.

«Ci prenderemo tutto il tempo necessario per valutare come evolverà la situazione e sarà presa una decisione nel momento opportuno, che non sarà prima della metà di settembre – ha spiegato Domenicali a Motorsport.com a fine luglio. – Ad oggi le gare del Qatar e di Abu Dhabi sono confermate e, tra l’altro, sono già entrambe sold out. Naturalmente, se entro metà settembre la situazione non sarà sufficientemente chiara, valuteremo le decisioni necessarie. Imola è tra le opzioni prese in considerazione, ma non è stato ancora scelto nulla. Posso solo dire che è nel gruppo delle possibilità disponibili».

Il circuito italiano parte da una condizione favorevole rispetto ad altre piste europee. Imola conosce bene le esigenze del Circus, avendo ospitato la Formula 1 fino allo scorso anno. Negli anni più recenti il circuito ha inoltre continuato a investire nell’ammodernamento dell’impianto e a mantenere i rapporti con il mondo della Formula 1.

In caso di chiamata, dunque, il Santerno potrebbe contare su un’esperienza organizzativa già consolidata. Un’eventualità già vissuta nel 2020, quando il Santerno entrò in un calendario stravolto dalla pandemia dimostrando di saper reggere organizzazioni lampo.

L’apertura di ACI e del territorio

A rafforzare la candidatura è stato Geronimo La Russa. Il presidente dell’ACI, intervenendo al Meeting di Rimini, ha dichiarato che l’associazione sta lavorando con le istituzioni sportive e governative per «farci trovare pronti a organizzare un secondo Gran Premio di Formula 1 nel nostro Paese già tra pochi mesi», indicando Imola come «la soluzione ideale».

Il territorio ha raccolto l’apertura con favore.

«Accogliamo con grande apprezzamento le parole del presidente di ACI Geronimo La Russa – ha sottolineato il sindaco Marco Panieri – e il sostegno dalle istituzioni sportive per l’ipotesi di ospitare un secondo Gran Premio di Formula 1 in Italia. È un segnale chiaro che conferma la centralità e il valore strategico dell’Autodromo “Enzo e Dino Ferrari”»,.

Il sindaco ha ricordato come il dialogo con la Formula 1 non si sia mai interrotto e come il lavoro sull’autodromo sia proseguito anche dopo l’esclusione dal calendario 2026.

«In quell’occasione (lo scorso 25 luglio in occasione della nostra presenza al Gran Premio d’Ungheria), – spiega – abbiamo proseguito l’analisi degli standard internazionali e portato avanti il nostro piano di investimenti: dalla nuova passerella e la copertura del corpo box alla Casa degli Eventi alla curva Tosa, fino agli interventi sul nuovo ponte Tosa e alla nuova viabilità sulla via Emilia, e oggi stiamo proseguendo questo percorso».

Necessario aiuto dal Governo

Ma proprio qui si apre il capitolo più delicato. Un eventuale Gran Premio a dicembre richiederebbe risorse aggiuntive e una mobilitazione rapida. La disponibilità dell’autodromo deve essere accompagnata da un sostegno economico e istituzionale adeguato.

«Per cogliere fino in fondo questa straordinaria opportunità e dare continuità a una sfida di questa portata è fondamentale lavorare uniti: serve un impegno corale e sono necessarie le giuste risorse a livello di Sistema Paese per affiancare gli sforzi che la comunità locale sta già compiendo», ha spiegato Panieri.

Il sindaco chiede in particolare al Governo un intervento economico per sostenere il percorso di ammodernamento degli autodromi pubblici, Imola compresa. Il riferimento è anche a quanto avvenuto in passato con Monza, dove il sostegno nazionale ha accompagnato gli investimenti necessari per mantenere il Gran Premio d’Italia nel calendario.

Il nodo tempo

Il fattore più delicato resta quello del tempo, sia organizzativo che climatico.

Innanzitutto, con la decisione che dovrebbe essere presa a metà settembre, la sede europea avrebbe a disposizione poche settimane per allestire l’evento. Un margine ristretto per predisporre un evento che coinvolge migliaia di persone e richiede garanzie precise sul piano della sicurezza, della logistica e dei servizi.

Per quanto riguarda invece il periodo dell’anno, la Formula 1 a Imola è tradizionalmente legata alla primavera, mentre l’eventuale appuntamento sostitutivo sarebbe collocato a fine stagione. Temperature più basse e condizioni dell’asfalto differenti imporrebbero valutazioni specifiche, anche se Domenicali ha ridimensionato il problema, giudicandolo un fattore da monitorare ma non un ostacolo decisivo.

L’incognita del Medio Oriente

La vera variabile, tuttavia, resta internazionale. Qatar e Abu Dhabi sono ancora in calendario e Liberty Media attende di capire se esisteranno le condizioni per disputare regolarmente le ultime due gare. Solo davanti a un quadro sufficientemente chiaro si passerà alla scelta definitiva.

«Guardiamo con profonda attenzione e dispiacere alla drammatica situazione che investe il Medio Oriente e altre aree del mondo, – ha detto il sindaco Panieri, auspicando una rapida normalizzazione delle tensioni. – Crediamo fermamente che lo sport e il motorsport non siano soltanto un’occasione di competizione e indotto, ma debbano farsi interpreti di un ruolo più alto: un veicolo universale di speranza, unione e cooperazione tra i popoli per un forte messaggio di pace di cui il mondo ha profondamente bisogno».

Intanto Imola resta alla finestra. La candidatura esiste, ACI la sostiene e le istituzioni locali hanno chiarito di essere disponibili a fare la propria parte. Per trasformare l’ipotesi in realtà servirà però una risposta coordinata dell’intero sistema italiano.

E anche una decisione di Liberty Media.

Se Qatar e Abu Dhabi dovessero uscire dal finale del Mondiale, il Santerno potrebbe diventare il teatro dell’ultima gara della stagione. Sarebbe un ritorno inatteso per Imola, esclusa dal calendario 2026 e improvvisamente proiettata verso un appuntamento dal peso enorme, soprattutto in una fase del campionato che potrebbe rivelarsi decisiva per la lotta al titolo, che potrebbe vedere come vincitore un italiano.

A casa nostra.