Quando Lewis Hamilton decise di lasciare Mercedes per approdare in Ferrari, Toto Wolff individuò immediatamente in Andrea Kimi Antonelli il pilota a cui affidare il futuro della scuderia tedesca. Come raccontato dalla Gazzetta dello Sport, il team principal austriaco sostenne personalmente la promozione del giovane italiano, convinto che potesse diventare il riferimento della squadra nel lungo periodo.
A distanza di poco più di un anno, quella scelta sta assumendo una dimensione ancora più significativa. Se sul piano sportivo Antonelli e Hamilton potrebbero ritrovarsi protagonisti della corsa al Mondiale, sul fronte economico rappresentano due estremi della Formula 1 contemporanea: il campione globale capace di generare ricavi ben oltre il paddock e il giovane talento destinato a diventare uno degli asset più preziosi del motorsport.
Quanto guadagna Hamilton in Ferrari
Secondo le stime del portale specializzato F1 Salaries, Hamilton percepisce in Ferrari uno stipendio base di circa 70 milioni di dollari a stagione, il più elevato dell’intera griglia. Considerando bonus e premi legati ai risultati, i guadagni direttamente collegati all’attività sportiva possono raggiungere i 70,5 milioni di dollari annui.
L’accordo con il Cavallino Rampante, annunciato nel febbraio 2024 e valido dal 2025, avrebbe un valore complessivo stimato tra 210 e 211,5 milioni di dollari nell’arco del contratto.
La forza economica del britannico, tuttavia, va ben oltre il rapporto con Ferrari. F1 Salaries stima infatti che le attività commerciali e le sponsorizzazioni possano generare circa 29,5 milioni di dollari all’anno, portando il reddito complessivo potenziale a quota 100 milioni di dollari. Tra le principali fonti di ricavo figurano la collaborazione con Sony, il marchio personale +44 e il progetto Mission 44, iniziativa dedicata all’inclusione sociale e all’educazione.
Con un patrimonio di 435 milioni di sterline, è tra gli uomini più ricchi del Regno Unito.
Il contratto da rookie di Antonelli
Sul fronte opposto si trova Andrea Kimi Antonelli. Il pilota bolognese, che Mercedes ha promosso in Formula 1 come successore di Hamilton, percepisce uno stipendio base stimato in 2 milioni di dollari a stagione.
La vera particolarità del suo contratto riguarda però la componente variabile. Secondo F1 Salaries, il sistema di bonus concordato con Mercedes può garantire fino a 12 milioni di dollari aggiuntivi in funzione dei risultati ottenuti in pista. In questo scenario, i compensi sportivi complessivi arriverebbero a circa 14 milioni di dollari.
L’accordo, annunciato nell’agosto 2024, copre le stagioni 2025 e 2026 e avrebbe un valore complessivo compreso tra 4 e 28 milioni di dollari, proprio in funzione del raggiungimento degli obiettivi prestazionali.
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Sponsor e valore commerciale: il gap resta ampio
Anche sul piano delle sponsorizzazioni la distanza tra i due piloti è significativa. Hamilton rappresenta uno dei brand personali più forti dello sport mondiale, tanto da essere l’atleta più commerciabile al mondo, come evidenzia la classifica 50 Most Marketable Athletes (50MM) di SportsPro. Antonelli si trova ancora nella fase iniziale della costruzione della propria immagine commerciale.
Secondo F1 Salaries, il pilota Mercedes può contare su entrate da sponsorizzazioni stimate in circa 1,5 milioni di dollari annui. Tra i partner figurano IWC Schaffhausen, Monster Energy, Alpinestars e AKM Motorsport, aziende che hanno accompagnato la crescita del pilota italiano già dalle categorie giovanili.
Considerando stipendio, bonus e attività commerciali, il reddito annuo potenziale di Antonelli potrebbe raggiungere i 15,5 milioni di dollari. Una cifra importante per un pilota al secondo anno in Formula 1, ma ancora molto distante dai livelli raggiunti dal sette volte campione del mondo.
Oltre 84 milioni di differenza
I numeri raccontano con chiarezza il divario tra presente e futuro della Formula 1. Da una parte Hamilton, che secondo le stime può superare i 100 milioni di dollari di introiti annui complessivi. Dall’altra Antonelli, il cui potenziale economico per la stagione si attesta intorno ai 15,5 milioni di dollari.
La differenza supera quindi gli 84 milioni di dollari all’anno e riflette non soltanto i risultati ottenuti in pista, ma soprattutto il diverso peso commerciale dei due piloti.
Eppure proprio questa distanza rende ancora più interessante il confronto. Hamilton rappresenta ciò che Antonelli potrebbe diventare nei prossimi anni. Se il giovane italiano dovesse confermare le aspettative sportive che lo accompagnano fin dai tempi del programma junior Mercedes, la crescita del suo valore economico potrebbe accelerare rapidamente.
La sfida tra il pilota più vincente della sua generazione e il talento scelto per raccoglierne l’eredità, dunque, non riguarda soltanto il cronometro. Riguarda anche il business della Formula 1 e la capacità di trasformare i risultati sportivi in valore commerciale.