BYD in Formula 1, Ben Sulayem non ha dubbi: «Il 12° team verrà dalla Cina»

Il numero uno della FIA ha dichiarato a Le Mans che un eventuale dodicesimo team in griglia arriverà dalla Cina. Dietro le sue parole c’è il nome di BYD, che starebbe valutando un ingresso diretto in Formula 1.

F1 Cina
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Il presidente della FIA Mohammed Ben Sulayem ha tolto ogni velo diplomatico: se la griglia di Formula 1 dovesse allargarsi a dodici costruttori, il dodicesimo team arriverà dalla Cina. Lo ha dichiarato ai margini della 24 Ore di Le Mans, in Francia, parlando con i giornalisti presenti nella serata di sabato.

«Non si tratta di aggiungere una squadra, si tratta di aggiungere la squadra giusta, – ha detto Ben Sulayem, citato da The Athletic. – E la squadra giusta, possiamo vederla venire dalla Cina.»

Possibile approdo di BYD in F1

Dietro queste parole c’è un nome preciso. Secondo quanto riportato da Bloomberg, il colosso cinese BYD starebbe valutando differenti scenari strategici per la propria espansione internazionale. Le opzioni allo studio includono un ingresso nel campionato endurance, che comprende la storica 24 Ore di Le Mans, ma anche un approdo diretto in Formula 1 o attraverso la costruzione di una scuderia propria o l’acquisizione di una struttura già esistente.

Una strada, quest’ultima, già percorsa da altri produttori in passato.

Segnali concreti di questo interesse si moltiplicano. Stella Li, vicepresidente esecutivo di BYD, ha incontrato in più occasioni nel corso di quest’anno Stefano Domenicali, CEO e presidente della Formula 1. La stesso Li ha poi incontrato Christian Horner – ex team principal della Red Bull, oggi alla ricerca di una via di rientro nel paddock – durante il Festival di Cannes.

Per BYD, una presenza nella massima serie avrebbe anche un valore strategico al di là della pista. L’azienda non commercializza automobili negli Stati Uniti a causa di dazi elevati e restrizioni commerciali: la Formula 1, con la sua crescente audience nordamericana, rappresenterebbe una vetrina globale difficilmente replicabile con altri mezzi.

Sul fronte regolamentare, lo spazio esiste. Il regolamento attuale consente fino a dodici squadre in griglia; la Formula 1 è passata da dieci a undici per la stagione 2026 con l’ingresso della Cadillac, approvato dopo un lungo iter e dopo che il costruttore americano General Motors si è impegnato nello sviluppo di un proprio motore.

Qualsiasi nuova iscrizione richiederebbe l’approvazione congiunta della FIA e dell’organizzazione Formula 1.

Lo scenario cinese

Il terreno commerciale in Cina, del resto, è già cambiato. Il Gran Premio di Shanghai è tornato in calendario nel 2024 dopo cinque anni di assenza causati dalla pandemia; la gara ha attirato una forte presenza di pubblico giovane.

Il film di Formula 1 con Brad Pitt, uscito lo scorso anno, ha registrato risultati significativi al botteghino cinese. Zhou Guanyu, primo pilota cinese a tempo pieno nella categoria, ha corso con la Sauber dal 2022 al 2024, contribuendo a radicare il legame tra la serie e il pubblico locale.

Ben Sulayem, che nel 2023 aveva aperto una gara d’appalto ufficiale per l’espansione della griglia – accolta inizialmente con diffidenza dai team esistenti, preoccupati per i propri premi in denaro – ha ricordato come quella scelta si sia rivelata corretta.

«Non è un segreto, – ha aggiunto. – Il messaggio è stato detto: se c’è una squadra, verrà dalla Cina, si spera.»

Un ingresso di BYD rappresenterebbe una svolta storica per l’industria automobilistica cinese, finora priva di rappresentanza nella massima serie e con un coinvolgimento limitato nelle principali categorie del motorsport internazionale.