Formula 1, Las Vegas allunga fino al 2037: la Strip punta a diventare la nuova Monaco

Il GP di Las Vegas rimane in calendario della Formula 1 fino al 2037. La gara sulla Strip è diventata il progetto commerciale più ambizioso. Domenicali guarda a Monaco, ma Las Vegas vuole andare oltre.

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le ambizioni
Image Credits: media centre Ferrari

Il Gran Premio di Las Vegas sarà sul calendario della Formula 1 almeno fino al 2037. L’annuncio è arrivato a Monte Carlo, scelta tutt’altro che casuale: la Formula 1 ha dichiarato apertamente le sue ambizioni, indicando nel Principato il modello a cui Las Vegas intende ispirarsi.

L’estensione dell’accordo con la Las Vegas Convention and Visitors Authority è la più lunga mai firmata nella storia dello sport. Dieci anni di impegno reciproco, che arrivano dopo investimenti complessivi superiori ai 500 milioni di dollari per costruire l’evento dal debutto del 2023.

Un segnale forte da parte di Liberty Media, tanto più significativo considerando che la Formula 1 gestisce la gara direttamente, assumendo il ruolo di promotore.

Un avvio burrascoso, poi la svolta

L’edizione inaugurale fu accolta con scetticismo diffuso. Fan, piloti e media contestarono un approccio eccessivamente orientato all’ospitalità e al lusso, a scapito dello spettacolo sportivo. Gli stessi organizzatori non hanno cercato alibi:

«La Formula 1 è arrivata in una sequenza temporale molto consolidata, cercando di fare cose che altri circuiti non avevano mai fatto prima, – ha ammesso Emily Prazer, amministratrice delegata del Gran Premio di Las Vegas. – Non eravamo stati promotori, e c’era l’aspettativa che tutto funzionasse e invece non è andata così. È stato un percorso di apprendimento

Quella che poteva essere una débâcle si è trasformata in una macchina da guerra commerciale. Al secondo anno, l’impatto economico sulla città ha raggiunto i 934 milioni di dollari. Un dato inferiore alla stima di 1,5 miliardi del 2023, ma Steve Hill, presidente della LVCVA, attribuisce il calo a fattori contingenti e prevede un rimbalzo per la terza edizione:

«È solo un cedimento temporaneo. Da un punto di vista economico, quella settimana di novembre è diventata probabilmente la migliore dell’intero anno per Las Vegas

Monaco come bussola

L’annuncio da Monte Carlo ha chiarito la direzione strategica. Stefano Domenicali, presidente e amministratore delegato della Formula 1, ha evocato esplicitamente il legame tra il Principato e la serie: «Pensate a Monaco e alla Formula 1 e a come le cose si sono evolute insieme. Questo è il nostro desiderio: costruire la stessa sensazione con la comunità di Las Vegas

L’analogia regge sul piano dell’estetica, ma Las Vegas punta a superare Monaco su un terreno preciso: l’accessibilità commerciale.

«A Monaco, – osserva Prazer, – non hai così tante proprietà con cui i partner possano lavorare. Tutti sono sugli yacht e l’evento è meno inclusivo. Vegas è accessibile a tutti, e i budget di partnership continuano ad arrivare.»

La differenza strutturale è sostanziale. Mentre in altre tappe il weekend di gara resta confinato alla pista e al paddock, a Las Vegas l’intera città diventa autodromo: gli hotel della Strip, la Sfera, l’Allegiant Stadium dei Raiders, la T-Mobile Arena dei Vegas Golden Knights. Squadre e sponsor prendono il controllo di ogni angolo della destinazione.

Una piattaforma da 39 acri tutto l’anno

L’ambizione va oltre la settimana di gara. Grand Prix Plaza, il complesso multiuso che ospita l’edificio dei box su un’area di circa 16 ettari, è già operativa come destinazione di intrattenimento permanente: kart, mostre, merchandising, spazi per eventi privati. Un flusso di ricavi continuo che rafforza il posizionamento di Las Vegas come capitale americana della Formula 1.

Prazer guarda già oltre: «Abbiamo il via libera di Domenicali e Liberty per pensare a cosa fare su quel terreno durante tutto l’anno. Festival di Formula 1? Qualcosa legato al food? Non abbiamo ancora le risposte, ma abbiamo l’opportunità di continuare a crescere.»

Alla domanda se il modello Las Vegas possa essere replicato altrove, Domenicali taglia corto: «La risposta è no.» Una gara che vede la Formula 1 stessa come promotore, con mezzo miliardo già investito e un accordo decennale appena siglato, è per definizione irripetibile.

Las Vegas rimane un caso a sé e intende diventarlo ancora di più.