Anta Sports continua a guadagnare terreno nel mercato dello sportswear. Il gruppo cinese, nato come produttore di calzature sportive e diventato negli anni una holding internazionale di marchi, ha chiuso il 2025 con ricavi pari a 11,8 miliardi di dollari, un livello che lo colloca ormai alle spalle soltanto di Nike e Adidas per volume d’affari, riporta Palco23.
La crescita del gruppo si è costruita attorno all’acquisizione di partecipazioni rilevanti in brand già affermati, lasciando però alle singole aziende un’ampia autonomia gestionale. Un modello che consente ad Anta di ampliare il proprio portafoglio senza snaturare l’identità dei marchi, favorendone allo stesso tempo l’espansione in Asia e soprattutto in Cina.
Il percorso di crescita
Il primo grande salto internazionale è arrivato nel 2019 con l’operazione su Amer Sports, conglomerata che controlla marchi come Salomon, Wilson, Atomic e Arc’teryx. Attraverso questa acquisizione, Anta ha rafforzato la propria presenza in segmenti premium e tecnici, entrando in mercati ad alto valore aggiunto come outdoor, tennis, sci e attrezzatura sportiva specialistica.
Il passo più rilevante è arrivato invece all’inizio del 2026, quando il gruppo cinese ha rilevato il 29% di Puma per 1,7 miliardi di dollari. Un’operazione che ha permesso ad Anta di aggiungere al proprio perimetro un altro marchio globale, dopo aver già costruito una presenza significativa attraverso i diritti cinesi di Fila e quelli della giapponese Descente.
L’ingresso in Puma ha avuto effetti immediati anche sul mercato finanziario. Dall’arrivo di Anta nel capitale, le azioni del gruppo tedesco hanno registrato una crescita del 60%, alimentando le aspettative degli investitori sulla possibilità che Puma possa beneficiare della rete distributiva e commerciale del partner cinese.
Il modus operandi di Anta
Il precedente di Fila è uno degli elementi che rafforzano questa lettura. Tra il 2019 e il 2021, il marchio ha contribuito a generare quasi la metà degli utili di Anta, dimostrando la capacità del gruppo di valorizzare brand internazionali attraverso una gestione fortemente adattata al mercato locale.
Una parte centrale del modello Anta passa infatti dall’apertura di negozi fisici in Asia, con una particolare attenzione alla Cina. Il gruppo affida la gestione delle attività locali a manager radicati nei rispettivi mercati, lasciando ai punti vendita una relativa indipendenza dalla sede centrale per favorire strategie di localizzazione più efficaci.
L’espansione non riguarda però soltanto il mercato domestico. A livello regionale, Anta punta ad aprire mille nuovi punti vendita nel Sud-est asiatico entro il 2028, accompagnando questa crescita con un rafforzamento dei canali di e-commerce e della distribuzione digitale nell’area.
Il contesto di mercato aiuta a spiegare la portata della sfida. Secondo le stime di Euromonitor, il mercato cinese dell’abbigliamento sportivo dovrebbe raggiungere i 66,3 miliardi di dollari nel 2027, con un tasso medio di crescita del 4,2% tra il 2026 e il 2027, un ritmo superiore sia alla media globale, stimata al 2%, sia a quella dell’area Asia-Pacifico, indicata al 4%.
La pressione competitiva su Nike
In questo scenario, Anta non è l’unico marchio locale a crescere: la competitor Li Ning, che ha firmato un accordo multimilionario con la stella NBA Stephen Curry, e còn Xtep, specializzata soprattutto nelle scarpe da running, stanno rafforzando la propria posizione, contribuendo a rendere il mercato cinese sempre più competitivo anche per i colossi occidentali.
Il gruppo che appare più esposto a questa pressione è Nike. Per la prima volta, secondo gli analisti, i marchi cinesi stanno contendendo al gigante statunitense lo stesso segmento di clientela, sottraendo progressivamente quote di mercato in un Paese che per anni ha rappresentato una delle principali aree di crescita per l’azienda americana.
Il rallentamento è già visibile nei numeri del business di Nike in Cina, che ha registrato sei trimestri consecutivi di calo delle vendite, mentre la società ha riconosciuto che il percorso per recuperare il terreno perso sarà ancora lungo e complesso.
Anta, nel frattempo, continua a investire anche sul fronte del marketing sportivo. Il gruppo ha legato il proprio marchio a stelle NBA come Kyrie Irving e Klay Thompson, utilizzando il basket come leva di posizionamento internazionale e come strumento per rafforzare la propria credibilità presso un pubblico giovane e globale.