C’era chi temeva che la pioggia di Roma rovinasse i conti. Non è andata così. L’edizione 2026 degli Internazionali BNL d’Italia ha chiuso i battenti consegnando alla storia del torneo numeri mai visti: 418.815 spettatori paganti – senza contare i biglietti staccati nell’ultima giornata per il ground – che sommati agli oltre 161.000 accreditati tra giocatori, stampa, staff e fornitori portano il totale complessivo a 578.809 presenze.
Un dato che polverizza il precedente primato di 393.671 fissato nel 2025.
A riportare i numeri in conferenza stampa è stato il presidente della FITP, Angelo Binaghi: «Un dato ottimo che risente dei giorni di pioggia e che sicuramente sarebbe stato più alto». Il riferimento è ai due record giornalieri abbattuti nel corso del torneo – oltre 43.000 presenze sul sito in alcune giornate – e ai sold out registrati nelle ultime dieci sessioni, inclusa la finale esaurita addirittura qualche mese prima dell’inizio.
«Avevamo 3 obiettivi e ne abbiamo centrati 4, con il successo di Jannik, – ha dichiarato Binaghi. – Sono felice: questo ragazzo è strepitoso, è un esempio per tutti prima ancora di essere un campione vincente.»
Vent’anni di crescita: più 509% dal 2005
L’incremento rispetto al 2005 è del 509%, una traiettoria che racconta vent’anni di scelte strategiche: il formato combined con uomini e donne insieme, l’upgrade finanziario e dei giorni di gara, fino all’ampliamento del sito con l’integrazione dello Stadio dei Marmi. Nel 2006 gli spettatori erano circa 77mila.
Oggi il torneo romano è il terzo Masters 1000 per presenze al mondo, dietro soltanto agli eventi americani di Indian Wells e Miami.
I segnali erano arrivati già in aprile: oltre 220mila biglietti venduti a metà mese, crescita dell’8,6% rispetto all’anno precedente e incassi da ticketing in aumento del 26%. Un trend che riflette una fidelizzazione del pubblico ormai consolidata e un entusiasmo che nemmeno il maltempo è riuscito ad ammortizzare.
Sempre più internazionale: la quota straniera sale al 24,2%
Un punto su cui viene posta attenzione riguarda la composizione del pubblico. Cresce di 4 punti percentuali la quota internazionale, che raggiunge il 24,2% degli spettatori unici, circa 243mila persone provenienti dall’estero. Un dato che Binaghi ha sottolineato anche al sindaco di Roma, presente alla conferenza e «molto contento» del risultato.
«Sono cresciuti di 4 punti percentuali gli spettatori internazionali, – ha spiegato il presidente federale. – C’è da studiare questa crescita che ha sicuramente un valore indotto dalla bellezza di Roma e dalla coda lunga del Giubileo.»
Anche dalla forza magnetica del «miracolo italiano», lo stesso che si respira alle ATP Finals di Torino.
Non solo domanda interna, dunque: Roma attrae appassionati da ogni latitudine.
Internazionali d’Italia, l’impatto economico sfora il miliardo di euro
Il prossimo salto: il nuovo Centrale coperto nel 2028
La crescita non si fermerà qui. Il prossimo balzo quantitativo è atteso per il 2028, quando entrerà in funzione il nuovo Centrale da 12.500 posti dotato di copertura. I lavori partiranno a giugno e saranno finanziati con 60 milioni di euro da Sport e Salute, titolare dell’area del Foro Italico. La struttura aggiungerà circa 2mila posti per sessione – almeno 35mila in più sull’intera durata del torneo – che quest’anno sarebbero stati occupati con grande facilità, considerato il numero di sessioni andate esaurite.
«In linea puramente teorica, – ha ammesso Binaghi con un sorriso, – avremmo bisogno di uno stadio da 25.000 posti per assecondare la fame di tennis che c’è in Italia, avendo il numero 1 del mondo».
Un’iperbole rivelatrice: il torneo ha abbondantemente superato i propri confini strutturali, e la domanda corre più veloce di qualunque ampliamento.