CEV Champions League, ancora Italia contro Turchia: le Final Four sono un derby tra superpotenze

Conegliano e Scandicci volano a Istanbul per le semifinali del 2 e 3 maggio. Di fronte troveranno VakifBank ed Eczacibasi: è ancora Italia contro Turchia, la rivalità che domina il volley.

Scandicci Conegliano volley
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Image Credits: foto Canè / LVF

I quarti di finale di Champions League femminile di pallavolo hanno emesso il loro verdetto: le semifinali del 2 maggio a Istanbul saranno Imoco Volley Conegliano vs VakifBank e Savino Del Bene Scandicci vs Eczacibasi. Due italiane, due turche.

Non è una coincidenza. È la fotografia di una rivalità strutturale – quella tra Italia e Turchia – che domina il volley europeo e mondiale.

Il cammino verso Istanbul

Il percorso di Conegliano ai quarti è stato quasi di ordinaria amministrazione: vittoria per 3-0 all’andata contro lo Zeren Ankara, sconfitta per 3-2 in casa nel ritorno, ma con la qualificazione in tasca. Anche così, la battuta d’arresto ha interrotto due primati significativi: si ferma a 29 la striscia di successi consecutivi in Champions League per la formazione di Daniele Santarelli, e cade dopo sette anni l’imbattibilità casalinga in Europa, che durava dal 13 marzo 2019 (0-3 all’andata dei playoff contro l’Eczacibasi).

È la terza volta che Conegliano punta a vincere il torneo in modo consecutivo: un traguardo che manca dal 1983, quando ci riuscì la squadra sovietica Uraločka di Ekaterinburg. Per il resto, è l’ottava qualificazione alle Final Four in undici partecipazioni: un rendimento di élite assoluta.

Più complicato, e più emozionante, il cammino di Scandicci. Dopo il 3-0 all’andata, la squadra toscana ha ceduto 3-1 in Turchia contro il Fenerbahce, dove militano l’alzatrice italiana Alessia Orro e l’opposta cubana naturalizzata turca Melissa Vargas. Il risultato speculare ha reso necessario il golden set, set supplementare al meglio dei 15 punti previsto in questi casi dal regolamento. Scandicci ha vinto anche quello.

Milano, la terza italiana ai quarti, si è arresa al VakifBank con due sconfitte per 3-2.

Una rivalità che vale più di una finale

Le ultime venti edizioni della Champions League parlano chiaro: undici titoli alle squadre italiane, otto a quelle turche. Dal 2019 in poi, in finale sono arrivate soltanto formazioni dei due paesi. Il Mondiale per club dell’ultima edizione ha visto Scandicci battere in finale proprio una squadra turca, dopo che Conegliano aveva sollevato lo stesso trofeo nell’edizione precedente.

Alle Final Four dell’Ülker Sports Arena ci saranno quindi due italiane e due turche, tutte e quattro allenate da tecnici italiani: Daniele Santarelli a Conegliano, Marco Gaspari a Scandicci, Giovanni Guidetti al VakifBank e Giulio Bregoli all’Eczacibasi.

Un dettaglio che dice molto sui rapporti tra i due sistemi.

Il modello contro i capitali

Il meccanismo è ormai consolidato: la Turchia compra in Italia, dove i roster vengono costruiti con cura e i vivai producono giocatrici di alto livello, e poi offre condizioni economiche inaccessibili per i club della Serie A.

I club turchi appartengono a polisportive con sezioni di calcio e basket, una base di tifosi ampia e sponsor che moltiplicano le risorse disponibili. Il Fenerbahce è l’esempio più noto. Non a caso Istanbul si è aggiudicata l’organizzazione delle Final Four fino al 2028.

Il presidente della Lega Pallavolo Serie A Femminile, Mauro Fabris, ha commentato la doppia qualificazione con soddisfazione: «E sono due! Abbiamo due squadre della Serie A in lotta per la Champions League: l’ennesimo grande traguardo, insieme al successo della Megabox Vallefoglia in CEV Challenge Cup e alla qualificazione in finale di CEV Cup della Reale Mutua Fenera Chieri. Siamo ancora noi il campionato da battere».

Sulla rivalità con la Turchia, nell’intervista realizzata da Sport e Finanza Fabris è stato diretto: «Va di moda fare paragoni tra noi e la Turchia, ma credo che la differenza sia molto evidente. Noi abbiamo strutture societarie, allenatori apprezzati in tutto il mondo e una mentalità vincente, un ambiente complesso che abbiamo costruito nel tempo. Il nostro campionato non esprime solo un paio di squadre di vertice, ma un’eccellenza complessiva. Prima di paragonarsi a noi, i turchi ci devono prendere».

La sfida della profondità

Il punto è esattamente questo. La Turchia ha importato non solo giocatrici, ma anche know-how tecnico, portando in serie allenatori italiani. Eppure la profondità del sistema italiano – settori giovanili radicati, cultura pallavolistica diffusa nei piccoli centri, gestione attenta alla sostenibilità – resta difficilmente replicabile nel breve termine.

Conegliano ne è l’emblema: campionessa d’Europa in carica, costruita senza capitali statali, con una visione tecnica e gestionale che ha pochi paragoni nel panorama mondiale.

Il calendario parla chiaro:

  • Sabato 2 maggio, semifinali all’Ülker Sports Arena di Istanbul Conocgliano vs VakifBank | Scandicci vs Eczacibasi
  • Domenica 3 maggio, finale

Sarà ancora Italia contro Turchia. O meglio, Italia contro Istanbul.

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