Il valore medio di una franchigia NBA arriva a 6,64 miliardi di dollari, il 21% in più rispetto allo scorso anno e il 183% in più rispetto al 2020, quando la media si attestava a 2,35 miliardi. È quanto emerge dalle valutazioni 2026 realizzate da Sportico, secondo le quali le 30 squadre della lega valgono complessivamente 199 miliardi, includendo gli immobili di proprietà dei proprietari e le attività legate ai club, come le franchigie WNBA, la cui proprietà coincide in dieci casi con quella della squadra NBA, attuale o futura.
Warriors primi per il quinto anno consecutivo
I Golden State Warriors sono in testa alla classifica per la quinta stagione consecutiva, con un valore di 14,5 miliardi. Tra le franchigie sportive mondiali, soltanto un club NFL la precede, i Dallas Cowboys, valutati 15,5 miliardi. Al secondo posto, i New York Knicks (12,8 miliardi) hanno superato i Los Angeles Lakers (12,5), mentre i Los Angeles Clippers (8,21) e i Chicago Bulls (8,13) completano la top five. In fondo alla graduatoria si trovano i Memphis Grizzlies, con una valutazione di 4,2 miliardi.
Le stime di Sportico rappresentano il prezzo di una vendita che comporti il trasferimento del controllo, e non il valore di una transazione tra soci di minoranza. Di seguito la top 10 delle franchigie per valore di mercato:
- Golden State Warriors – 14,5 miliardi di dollari
- New York Knicks – 12,8 miliardi di dollari
- Los Angeles Lakers – 12,5 miliardi di dollari
- Los Angeles Clippers – 8,21 miliardi di dollari
- Chicago Bulls – 8,13 miliardi di dollari
- Miami Heat – 8,05 miliardi di dollari
- Boston Celtics – 8 miliardi di dollari
- Brooklyn Nets – 7,45 miliardi di dollari
- Philadelphia 76ers – 7,15 miliardi di dollari
- Houston Rockets – 6,92 miliardi di dollari
La crescita ha seguito ritmi diversi. La metà superiore della classifica ha registrato un aumento medio del 26%, mentre le ultime quattro squadre si sono fermate al 5%. La vendita in corso dei Lakers e il percorso verso l’espansione a Las Vegas hanno confermato l’importanza dei mercati più grandi, dopo anni in cui erano state soprattutto le franchigie di fascia bassa a crescere più rapidamente: tra il 2020 e il 2025, il valore della trentesima squadra è triplicato, con un ritmo superiore a quello delle società ai vertici della classifica.
Serie A basket, la stagione 2026/27 parte tra budget in salita e arene nuove
Ricavi in aumento grazie ai diritti televisivi
Nell’ultima stagione, le 30 squadre hanno prodotto circa 13,7 miliardi di ricavi, pari a 456 milioni per club, comprendendo anche gli utili derivanti dagli eventi non NBA ospitati negli impianti di proprietà o gestiti dalle franchigie. L’incremento è stato del 12% rispetto al 2024-25, grazie all’entrata in vigore del nuovo accordo nazionale sui diritti media, del valore di 76 miliardi in undici anni: la media annua del contratto è aumentata del 160% e ogni squadra ha ricevuto dalla lega circa 180 milioni tra diritti condivisi, sponsorizzazioni e licensing.
I Warriors continuano a rappresentare un caso a sé, con 895 milioni di ricavi al netto dei contributi al sistema di revenue sharing, il 26% in più rispetto ai Knicks. Questi ultimi hanno beneficiato di nove partite casalinghe di playoff nel percorso verso il titolo, mentre Golden State non ha raggiunto la postseason. Le sponsorizzazioni hanno generato circa 190 milioni e quest’anno supereranno i 200 grazie al nuovo main sponsor sulla maglia, Iren, con un contratto da oltre 50 milioni annui, il più ricco mai firmato nello sport professionistico nordamericano. I ricavi dei palchi di lusso si avvicinano ai 150 milioni l’anno e ogni partita casalinga produce circa 5,5 milioni di incassi dai biglietti.
Nel 2010 Joe Lacob e Peter Guber guidarono il gruppo che acquistò il club per 450 milioni: oggi il valore è 32 volte superiore. A contribuire alla valutazione sono anche la proprietà del Chase Center, il complesso Thrive City e le Golden State Valkyries, la franchigia WNBA di maggior valore, stimata 850 milioni e destinata a superare i 100 milioni di ricavi in questa stagione.
Il nodo dei diritti locali e del revenue sharing
La stagione 2026-27 potrebbe presentare un andamento dei ricavi più irregolare a causa della scadenza degli accordi sui diritti locali con le FanDuel Sports Networks. I club avevano già subito riduzioni nei contratti con Main Street Sports Group, passata attraverso una procedura fallimentare e che ha interrotto i pagamenti alle squadre nel corso del 2025-26. Nel frattempo, il salary cap, legato alle previsioni dei ricavi, aumenta del 6,7%.
A offrire una protezione interviene il meccanismo di redistribuzione. Nel 2024-25, secondo un memorandum della lega di marzo, le ultime 22 squadre hanno ricevuto 429 milioni. Il fondo è stato finanziato da otto club (Lakers, Knicks, Warriors, Celtics, 76ers, Nets, Raptors e Clippers), che hanno versato 189 milioni, mentre i restanti 230 milioni sono arrivati dal 50% degli introiti della luxury tax.
Per il 2025-26 il bilancio definitivo non è ancora disponibile, ma le grandi piazze potrebbero dover sostenere esborsi più elevati: sette squadre sono scese al di sotto della soglia della tassa prima della scadenza per gli scambi e la somma disponibile si è ridotta a 110 milioni. Le franchigie che non versano la tassa riceveranno dall’altra metà dei proventi poco meno di 5 milioni ciascuna.
Maxima e BC Roma al derby, mentre NBA ed Eurolega si giocano il futuro del basket europeo
Multipli record e operazioni di mercato
Il multiplo medio dei ricavi è salito a 14,6, rispetto a 13,5 dello scorso anno e a 8,5 nel 2020, raggiungendo il livello più alto tra le leghe nordamericane, davanti a NFL (12,7), NHL (9,4), MLS (9,2) e MLB (7,2).
Le operazioni più recenti confermano questa tendenza. A marzo i proprietari hanno approvato l’acquisto dei Portland Trail Blazers da parte di Tom Dundon: il pagamento è suddiviso in due tranche, con la seconda pari a 4,5 miliardi e una media ponderata di circa 4,1 miliardi, equivalente a 12 volte i ricavi del 2024-25. Un multiplo simile riguarda i Minnesota Timberwolves, che i soci di minoranza Marc ed Elisa Stad hanno accettato di acquistare ad agosto con una valutazione di 4,5 miliardi, comprese le Lynx (355 milioni secondo Sportico).
I Cleveland Cavaliers sono stati valutati circa 12 volte i ricavi normalizzati quando Blue Owl ha acquistato il 5% sulla base di una valutazione di 5,5 miliardi; il fondo ha investito separatamente anche nelle Sirens, la franchigia WNBA cittadina che debutterà nel 2028.
All’estremo opposto si trova la cessione dei Lakers a Josh Kushner e Bob Iger per 12,5 miliardi. Il club ha chiuso con 681 milioni di ricavi lordi, ma l’operazione equivale a circa 20 volte i ricavi netti, una volta sottratti il contributo al revenue sharing e la quota della lega sugli incassi dei playoff.