Il mercato delle proprietà sportive americane continua a correre a una velocità che, fino a pochi anni fa, sarebbe sembrata impensabile. La classifica Forbes 2026 delle franchigie NFL di maggior valore fotografa con chiarezza questa accelerazione: oggi dieci squadre valgono più di 10 miliardi di dollari e persino un’operazione record come quella dei Seattle Seahawks non basta per entrare nella top ten.
Il caso dei Seahawks è infatti emblematico. La franchigia è passata di mano quest’anno dopo che le regole della NFL, che impediscono alle eredità di mantenere la proprietà di una squadra, avevano reso inevitabile la vendita dopo la morte, nel 2018, del cofondatore di Microsoft Paul Allen. A rilevare il club è stato il venture capitalist Vinod Khosla, per 9,6 miliardi di dollari: un record assoluto per l’acquisizione di una quota di controllo in NFL.
Eppure, nella graduatoria Forbes 2026, Seattle occupa soltanto il quattordicesimo posto.
Dieci franchigie oltre i 10 miliardi
È soprattutto la profondità del mercato a sorprendere. Dieci delle 32 franchigie NFL hanno ormai superato la soglia dei 10 miliardi di dollari di valore d’impresa. Appena due anni fa i Dallas Cowboys erano stati la prima squadra nella storia dello sport mondiale a oltrepassare quel limite. Oggi Dallas è arrivata a 17 miliardi, dopo aver aggiunto in appena dodici mesi tre miliardi alla valutazione stimata lo scorso anno.
I Cowboys guidano la classifica NFL da vent’anni consecutivi, nonostante sul campo il club non sia più ai vertici del football: l’ultimo Super Bowl vinto da Dallas risale infatti al gennaio 1996. La macchina economica costruita dalla proprietà di Jerry Jones, però, continua a macinare risultati.
Secondo le stime Forbes, nella scorsa stagione la franchigia ha generato circa 1,28 miliardi di dollari di ricavi, superando anche gli 1,27 miliardi incassati dal Real Madrid nel 2024/25. È il dato più alto mai registrato per una squadra sportiva.
Ancora più significativo il risultato operativo: 677 milioni di dollari, ben 342 milioni in più rispetto alla seconda franchigia NFL per redditività. Dallas si conferma così la squadra sportiva più profittevole al mondo.
La media NFL raddoppia in quattro anni
La crescita appare evidente anche nelle posizioni più basse della classifica. I Cincinnati Bengals, ultimi per il quinto anno consecutivo, valgono oggi 8 miliardi di dollari. Una cifra che, nel 2022, sarebbe stata sufficiente per conquistare il primo posto nell’intera graduatoria.
Il valore medio di una franchigia NFL è salito a 9,5 miliardi di dollari, con un incremento del 34% rispetto ai 7,1 miliardi del 2025. È il secondo aumento percentuale più elevato mai rilevato dal 1998, dietro soltanto al +38% del 2015.
A livello di singole squadre, Seattle ha registrato una crescita del 43% rispetto ai 6,7 miliardi dello scorso anno. Ancora più forte il balzo dei Bengals, saliti del 52% dai 5,25 miliardi del 2025. Ma il record di crescita appartiene agli Atlanta Falcons: 10,1 miliardi di valutazione, con un incremento del 59% rispetto ai 6,35 miliardi dell’anno precedente.
NFL, ricavi a 14,5 miliardi nel 2025: ogni squadra incassa oltre 450 milioni dalla lega
Un modello di business quasi senza rivali
Alla base di questa corsa c’è un modello economico difficilmente replicabile negli altri sport. Il salary cap è stato fissato quest’anno a 301 milioni di dollari e ogni franchigia incassa oltre 400 milioni dai soli diritti televisivi nazionali. Una combinazione che offre alle squadre NFL una straordinaria visibilità sui ricavi e sulla redditività.
Le prospettive sono inoltre destinate a rafforzarsi. La Lega potrà rinegoziare i propri contratti televisivi a condizioni più favorevoli dopo le stagioni 2029 e 2030, anticipando di fatto la scadenza naturale degli accordi.
Sotto la guida del commissioner Roger Goodell, il cui contratto è stato recentemente prorogato fino al 2030, la NFL sta inoltre accelerando sul fronte internazionale. Nel 2026 sono previste nove partite fuori dagli Stati Uniti, compreso il primo incontro nella storia della Lega in Australia.
Parallelamente prosegue il ciclo di investimenti negli stadi sul mercato domestico. Almeno una franchigia inaugurerà un nuovo impianto o completerà una ristrutturazione di grande portata ogni anno fino al 2031. Il primo appuntamento è il nuovo Highmark Stadium dei Buffalo Bills.
Per le proprietà, nuovi o rinnovati impianti significano storicamente maggiori ricavi da biglietteria, sponsorizzazioni, hospitality e attività collaterali.
La top 10 delle franchigie NFL con maggior valore
- Dallas Cowboys – 17 miliardi di dollari Variazione annua: +31% | Ricavi: 1,278 miliardi | Utile operativo: 677 milioni | Proprietario: Jerry Jones
- Los Angeles Rams – 13,5 miliardi Variazione annua: +29% | Ricavi: 898 milioni | Utile operativo: 335 milioni | Proprietario: E. Stanley Kroenke
- New York Giants – 12 miliardi Variazione annua: +19% | Ricavi: 769 milioni | Utile operativo: 181 milioni | Proprietari: John Mara, Steven Tisch
- New England Patriots – 10,6 miliardi Variazione annua: +18% | Ricavi: 784 milioni | Utile operativo: 186 milioni | Proprietario: Robert Kraft
- San Francisco 49ers – 10,5 miliardi Variazione annua: +22% | Ricavi: 752 milioni | Utile operativo: 126 milioni | Proprietari: famiglia York
- Miami Dolphins – 10,4 miliardi Variazione annua: +39% | Ricavi: 810 milioni | Utile operativo: 198 milioni | Proprietario: Stephen Ross
- New York Jets – 10,35 miliardi Variazione annua: +28% | Ricavi: 716 milioni | Utile operativo: 216 milioni | Proprietari: famiglia Johnson
- Las Vegas Raiders – 10,3 miliardi Variazione annua: +34% | Ricavi: 887 milioni | Utile operativo: 191 milioni | Proprietario: Mark Davis
- Philadelphia Eagles – 10,25 miliardi Variazione annua: +23% | Ricavi: 713 milioni | Utile operativo: 154 milioni | Proprietario: Jeffrey Lurie
- Atlanta Falcons – 10,1 miliardi Variazione annua: +59% | Ricavi: 805 milioni | Utile operativo: 240 milioni | Proprietario: Arthur Blank