La storica cessione dei Los Angeles Lakers a Bob Iger e Joshua Kushner, genero di Donald Trump, per la cifra record di 12,5 miliardi di dollari rischia di trasformarsi in un nuovo capitolo della lunga saga della famiglia Buss. Quella che avrebbe dovuto essere la conclusione ordinata di un’epoca è invece diventata l’ennesimo scontro interno alla dinastia che controlla la franchigia dal 1979.
Al centro della disputa c’è Jeanie Buss, attuale governatrice dei Lakers, che ha deciso di rivolgersi alla magistratura dopo che i suoi cinque fratelli – Jim, Johnny, Janie, Jesse e Joey – avrebbero raggiunto un accordo per vendere la quota familiare ancora detenuta nella franchigia, pari al 17,8%.
La decisione sarebbe stata approvata con cinque voti favorevoli su sei, mettendo di fatto in discussione la permanenza di Jeanie nel ruolo che ricopre da anni.
Il ricorso di Jeanie Buss
Attraverso il suo avvocato Adam Streisand, Jeanie Buss ha depositato una petizione di 97 pagine presso la Corte Superiore di Los Angeles con l’obiettivo di bloccare l’operazione.
Nel documento, la Governor sostiene di non aver mai dato il proprio consenso alla vendita e di essere stata completamente esclusa dal processo decisionale. «Jeanie non ha mai acconsentito ad alcuna vendita, non è mai stata consultata e non è mai stata nemmeno informata», si legge nella petizione.
I fratelli vengono accusati di aver agito in modo «subdolo» per estrometterla dalle trattative e arrivare alla sua rimozione dalla presidenza dei Lakers.
Buss fa inoltre riferimento a un’ordinanza del tribunale del 2017, emanata al termine di una precedente controversia familiare. Secondo la ricostruzione contenuta nel ricorso, il provvedimento avrebbe imposto ai co-amministratori fiduciari del trust di famiglia di garantire che Jeanie rimanesse la «proprietaria di controllo dei Lakers» all’interno della NBA.
Un punto particolarmente rilevante, considerato che le regole della lega richiedono almeno il 15% della proprietà per mantenere la carica di Governor. La quota familiare ancora nelle mani dei Buss sarebbe dunque sufficiente a consentire a Jeanie di conservare il proprio ruolo.
I cinque fratelli sostengono però una tesi opposta: per autorizzare la vendita sarebbero sufficienti quattro voti su sei e il consenso di due dei tre co-amministratori fiduciari. Condizioni che, secondo la loro interpretazione, sarebbero già state rispettate.
Nel ricorso vengono citati anche due azionisti di minoranza dei Lakers, Patrick Soon-Shiong ed Ed Roski Jr., entrambi descritti come favorevoli alla permanenza di Jeanie Buss alla guida della squadra. La loro posizione sarebbe legata alla convinzione che Jeanie rappresenti la figura più adatta a tutelare e accrescere nel lungo periodo il valore dell’investimento nella franchigia.
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Una posta da oltre 2 miliardi di dollari
In gioco non ci sono soltanto gli equilibri di potere all’interno della famiglia. La quota del 17,8% detenuta dai Buss avrebbe oggi un valore complessivo di circa 2,2 miliardi di dollari.
Tradotto in termini individuali, la vendita garantirebbe ai sei fratelli poco più di 370 milioni di dollari ciascuno. Una cifra che contribuisce a spiegare la determinazione con cui i fratelli di Jeanie stanno portando avanti l’operazione, sullo sfondo di rapporti familiari da tempo segnati da tensioni e già sfociati in passato davanti ai giudici.
La petizione contesta anche alcune ricostruzioni circolate nei giorni scorsi. In particolare, viene smentita l’ipotesi secondo cui il vicepresidente finanziario dei Lakers, Joe McCormack, avrebbe convocato una riunione d’emergenza tra i fratelli Buss.
Secondo il documento, quell’incontro non si sarebbe mai verificato. La petizione definisce inoltre «falsa» qualsiasi insinuazione secondo cui Jeanie avrebbe nascosto informazioni sulla precedente vendita della maggioranza della franchigia a Mark Walter.
Il nodo giudiziario
La prima udienza sul ricorso è fissata per il 5 novembre. La controversia legale, tuttavia, dovrebbe procedere parallelamente alla vendita dei Lakers da Mark Walter a Bob Iger e Joshua Kushner, che secondo le fonti vicine alla trattativa non sarebbe al momento compromessa dallo scontro interno alla famiglia Buss.
Resta così aperto un conflitto che sembra uscito direttamente dalle sceneggiature di una serie sulle grandi dinastie familiari: una figlia che per anni ha mantenuto il controllo operativo della squadra e che ora si trova a combattere contro i propri fratelli per difendere il ruolo conquistato nel tempo.
In ballo però ci sono il controllo di una delle franchigie più celebri e redditizie dello sport mondiale, miliardi di dollari e l’ultimo atto della storia della famiglia Buss dentro i Lakers.
E, mentre i fratelli si contendono proprietà, potere e futuro della squadra, una certezza sembra già emergere: a beneficiare della battaglia saranno soprattutto gli avvocati chiamati a combatterla.
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