Brandon McNulty ha vinto i Mondiali di ciclismo, tenutisi a Montreal fino a domenica 27 settembre, ma buona parte del pubblico italiano non ha visto come. Un finale di gara seguito da milioni di italiani, una scelta di palinsesto che ha spinto il pubblico a cercare la corsa altrove e un servizio online entrato in crisi proprio nel momento in cui serviva.
La diretta sulla tv di Stato ha lasciato domenica sera una lunga scia di proteste, culminata nella dura nota del sindacato dei giornalisti Rai.
Il buco nella diretta
La corsa in linea maschile, vinta a sorpresa dallo statunitense Brandon McNulty, è partita alle 15 italiane. La Rai l’ha trasmessa alternando le proprie piattaforme e, nelle fasi decisive, l’ha trasferita su Rai 2. Poco prima delle 20.30, a circa 38 chilometri dal traguardo, quando Mathieu Van der Poel e Primoz Roglic avevano appena attaccato e Giulio Ciccone era ancora nel gruppo dei migliori, la rete ha lasciato spazio al Tg2.
Il telecronista Francesco Pancani ha invitato il pubblico a proseguire la visione su RaiPlay Sport 3. Il canale 58 del digitale terrestre, RaiSport, era infatti impegnato con Pescara-Spezia, gara di serie C che l’emittente doveva trasmettere per ragioni contrattuali.
La corsa è finita così su un canale visibile esclusivamente online, attraverso l’app o tramite smart tv.
Lo streaming in blackout
Molti spettatori hanno provato a seguire l’indicazione, ma con risultati fallimentari. Alcuni non sono riusciti a individuare il canale all’interno dell’applicazione, altri si sono ritrovati davanti alla partita di serie C o a una registrazione delle prime fasi della gara. Poi il servizio è andato in tilt e il buco è durato circa venti minuti, fino alle 20.48.
Rai 2 è tornata in collegamento soltanto intorno alle 21, quando mancavano una decina di chilometri all’arrivo. Nel frattempo era maturato l’attacco di McNulty, gregario di Tadej Pogacar alla UAE, che ha deciso il titolo.
Il pubblico ha assistito al prima e al dopo, ma non al momento decisivo.
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La nota dell’Usigrai
La reazione del sindacato è arrivata nella mattinata di lunedì, insieme al Cdr di RaiSport. «È la solita Rai tafazziana e autolesionista che compra i diritti di alcuni grandi eventi sportivi e poi, come ieri su RaiDue, li interrompe sul più bello», si legge nel comunicato. I rappresentanti dei giornalisti parlano di un episodio che non rappresenta un caso isolato, con il duplice risultato di far arrabbiare gli appassionati e di perdere il pubblico interessato all’evento.
Il passaggio più severo riguarda l’organizzazione: quanto accaduto sarebbe, sempre secondo la nota, «la rappresentazione plastica di un’azienda priva del benché minimo coordinamento editoriale».
Sui social, intanto, molti utenti hanno chiamato in causa il canone e si sono domandati a cosa serva avere a disposizione numerosi canali se, nel momento decisivo, bisogna rifugiarsi su un’app.
La replica di RaiSport
Il direttore di RaiSport, Marco Lollobrigida, ha spiegato che il passaggio su RaiPlay era stato programmato. A suo dire, il blackout sarebbe stato provocato da un sovraccarico di utenza, risolto in forse meno di venticinque minuti. «Mi spiace davvero per i colleghi che stavano facendo un ottimo lavoro e per tutti gli appassionati», ha aggiunto.
Proprio la natura pianificata della scelta è il nodo che le critiche mettono in evidenza. Il guasto tecnico ha aggravato la situazione, ma l’ingorgo nasce a monte, da un palinsesto che sovrapponeva telegiornale, Mondiale e calcio di terza serie, con date e orari conosciuti da tempo. Tra i grandi sport rimasti nell’offerta della tv pubblica, dopo la perdita di calcio, motori, tennis, basket e rugby, il ciclismo è tra i più seguiti, e la gestione di domenica ha lasciato più di un interrogativo sull’attenzione riservata a questa disciplina.
Trattarla come un riempitivo da spostare in base alle esigenze del palinsesto significa svalutare un investimento già sostenuto per acquistarne i diritti, oltre a perdere il pubblico che quell’investimento dovrebbe attirare.
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Una gara da ricordare
Il finale ha comunque consegnato una corsa spettacolare. McNulty ha beffato i favoriti con un attacco da lontano: Remco Evenepoel è uscito di scena, Paul Seixas ha pagato i crampi e Van der Poel, sempre all’attacco, ha chiuso al terzo posto.
Per l’Italia, nono posto di Ciccone, protagonista fino agli ultimi chilometri.