Il mercato piloti 2027 della MotoGP sta generando ripercussioni anche sul fronte delle sponsorizzazioni. Il cambiamento più clamoroso riguarda Red Bull, che dalla prossima stagione tornerà a sostenere il team ufficiale Honda HRC Castrol.
La notizia, anticipata da GPone.com, ha trovato rapidamente conferme, producendo conseguenze dirette anche sulla carriera commerciale di Fabio Quartararo.
Fabio Quartararo cambia bandiera
Il francese, individuato da Honda come punta di diamante del progetto, sarà costretto a separarsi da Monster Energy, marchio rivale di Red Bull e suo partner fin dall’esordio nella classe regina nel 2019. Secondo quanto riportato da Oriol Puigdemont su Motorsport.com, Honda si farà carico della penale prevista dall’accordo che legava il pilota a Monster, un contratto inizialmente destinato a proseguire oltre il 2026.
Da gennaio, quindi, «El Diablo» entrerà a far parte del portafoglio atleti della Red Bull.
Resta da capire quale scenario si presenterà al test di Valencia, previsto per il martedì successivo all’ultima gara del Mondiale, quando i piloti proveranno per la prima volta le moto da 850cc con le nuove livree. Come ricorda Palco23, l’ipotesi più probabile, anche se non ancora definitiva, è quella di una RC214V senza nuovi sponsor e di un Quartararo che indosserà ancora, per l’ultima volta, l’artiglio verde di Monster sul casco. Motorsport.com considera invece possibile che a Valencia faccia già la sua comparsa il logo Red Bull.
Un ritorno dopo lo strappo del 2023
Alla fine del 2023 Red Bull aveva interrotto la sponsorizzazione di HRC esercitando una clausola che le permetteva di recedere dall’accordo nel caso in cui Marc Marquez avesse lasciato la Honda. Il pluricampione rinunciò all’ultimo anno di un contratto quadriennale e approdò al team Gresini, prima tappa di un percorso che lo ha poi condotto al titolo 2025 in sella alla Ducati ufficiale. Insieme a lui aveva lasciato la Honda anche lo sponsor austriaco.
Adesso la traiettoria cambia direzione. Motorsport.com prevede che il marchio del toro rosso possa ottenere una visibilità decisamente superiore rispetto alla precedente esperienza, quando era confinato principalmente nella zona inferiore della carena e sul parafango anteriore.
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Gli equilibri tra Red Bull e Monster
Il confronto tra i due colossi per la visibilità offerta dalla MotoGP prosegue ormai da tempo. Monster è attualmente main sponsor dei team ufficiali Yamaha e Aprilia, dove il suo logo è apparso sulla carena laterale a partire dal Mugello 2026, e mantiene un ruolo importante anche in Ducati. Red Bull, invece, al momento è presente soltanto con KTM.
Non è ancora chiaro se Monster ridurrà la propria presenza sulla Yamaha ufficiale oppure se lascerà completamente la M1.
Il ritorno in Honda potrebbe tuttavia rappresentare il primo tassello di un riequilibrio più ampio. Il contratto tra Ducati e Monster terminerà infatti alla fine della prossima stagione, mentre nel 2028 la coppia del team ufficiale di Borgo Panigale sarà composta da Marquez e Pedro Acosta, entrambi legati a Red Bull. Un accordo tra il marchio austriaco e Ducati sembra dunque una possibile evoluzione naturale.
Chi ha scelto di non giocare
In un settore nel quale due bevande si contendono lo spazio disponibile, sorprende l’assenza di un terzo protagonista globale. Coca-Cola, secondo Strock Sponsorship&Events Consulting, ha concluso nel 2025 ben 198 accordi di sponsorizzazione sportiva, il numero più elevato tra tutti i marchi analizzati su un campione di oltre 7.200 contratti: 76 nel running, 44 nel calcio, 22 nel basket e 10 nel ciclismo. È partner dei Giochi Olimpici dal 1928 e della FIFA dal 1976.
Nel motorsport di vertice, tuttavia, continua a rimanere ai margini.
In Formula 1 lo spazio è occupato da Pepsi, che affianca al contratto con il campionato (che comprende anche altri marchi del gruppo, come Gatorade, Sting e Doritos) un accordo con Mercedes dal 2026. Il barometro annuale della società segnala inoltre Red Bull come la bevanda analcolica maggiormente associata alla F1, grazie soprattutto alla proprietà della scuderia Red Bull Racing, una delle squadre più vincenti della storia recente della competizione, e di Visa Cash App Racing Bulls (scuderia con sede a Faenza).
«Questo fa sì che, naturalmente, Coca-Cola non sia presente (in maniera rilevante) nel territorio delle sponsorizzazioni del motorsport d’élite, ovvero la Formula 1, – afferma Carlos Cantó, CEO di SPSG Consulting, a Palco23. – E non si tratta soltanto di visibilità del marchio, ma anche di accesso all’hospitality, esperienze uniche… e della generazione di business diretto, attraverso la vendita esclusiva dei propri prodotti nei Gran Premi».
La scelta di Coca-Cola evidenzia come, in determinate circostanze, per un marchio la strategia più efficace possa consistere nel rimanere fuori da una piattaforma già presidiata da un concorrente. Anche se il richiamo a Lando Norris dopo il Gran Premio di Madrid ha sicuramente giovato.
Nel paddock della MotoGP, nel frattempo, la sfida tra Red Bull e Monster è tutt’altro che conclusa, e le prossime decisioni relative a Yamaha e Ducati chiariranno quale delle due realtà riuscirà a ottenere il maggiore vantaggio.