Olimpiadi 2036, Buonfiglio: «Stiamo verificando la possibilità di candidare Roma»

Il CONI, dopo il no arrivato per i Mondiali di atletica, studia la candidatura di Roma per le Olimpiadi e Paralimpiadi del 2036. La Capitale dovrà però confrontarsi con altre ipotesi italiane.

Foro Italico, Roma
superare i no
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Il Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI) torna a guardare alle Olimpiadi 2036. Il presidente del CONI Luciano Buonfiglio, intervenendo a Pavia durante un incontro organizzato dal Panathlon Club, ha confermato che è allo studio la candidatura di Roma per i Giochi Olimpici e Paralimpici di quell’anno.

«Stiamo verificando la possibilità di candidare Roma alle Olimpiadi del 2036, – ha dichiarato Buonfiglio. – Un obiettivo che potremo centrare senza la necessità di realizzare nuovi impianti, ma adattando quelli esistenti, a parte la realizzazione di un villaggio olimpico. Non dimentichiamo che siamo il secondo Paese al mondo per l’organizzazione di grandi eventi sportivi, come hanno dimostrato anche le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina e i Giochi del Mediterraneo».

Buonfiglio ha parlato anche di medaglie, definendo lo sport italiano «condannato» a vincere dopo i successi ottenuti a Tokyo 2021, Parigi 2024 e Milano Cortina 2026. Ha inoltre rivendicato il ruolo del Comitato Olimpico Nazionale Italiano.

«Il CONI affianca le Federazioni e i gruppi sportivi militari, e mette a disposizione i centri di medicina dello sport. Il nostro impegno – ha spiegato il presidente – è anche quello di promuovere la formazione dei dirigenti sportivi e prestare attenzione all’impiantistica: l’obiettivo deve essere sempre quello di favorire l’attività degli atleti».

Roma abbonata ai no

Le parole del presidente arrivano però in un momento delicato per le ambizioni sportive della Capitale. Nella stessa settimana è arrivata infatti la notizia che i Mondiali di atletica del 2029 andranno a Nairobi, mentre l’edizione 2031 si svolgerà a Monaco di Baviera. Per Roma, ancora una volta, nessuna assegnazione.

È l’ultimo episodio di una sequenza che si allunga da anni. La città che negli anni Sessanta ha ospitato le Olimpiadi e nel 1990 i Mondiali di calcio fatica oggi a imporsi nelle grandi selezioni internazionali. È tramontata anche l’ipotesi di ospitare i Mondiali femminili di calcio del 2027, mentre l’attenzione si è spostata su Euro 2032, torneo condiviso comunque con la Turchia attraverso una formula di co-organizzazione.

Il tema non riguarda tanto la qualità dei dossier tecnici quanto la capacità di costruire alleanze solide in fase di candidatura. L’Italia gode oggi di una visibilità internazionale crescente e di una stabilità istituzionale che altri Paesi non possono vantare, ma questo capitale politico non sempre si è tradotto in assegnazioni concrete.

Le altre candidature italiane

A complicare ulteriormente il quadro per Roma c’è la concorrenza interna. Ad aprile, Piemonte, Lombardia e Liguria hanno annunciato insieme a Torino, Milano e Genova una candidatura condivisa del Nord-Ovest, presentata come un progetto capace di unire territori diversi attorno allo sport e ai giovani, rafforzando al tempo stesso la vocazione internazionale del Paese. Le istituzioni promotrici parlano di un modello diffuso, distribuito su più città e regioni, seguendo la linea dei Giochi di Milano Cortina 2026.

Parallelamente prende forma anche un comitato civile composto da imprenditori, docenti universitari e studiosi, che punta a rilanciare la candidatura congiunta di Emilia Romagna e Toscana. L’iniziativa nasce da una lettera d’intenti firmata dai presidenti delle due regioni nel gennaio 2025, rimasta finora priva di sviluppi concreti sul piano operativo.

Roma resta comunque la candidata che gode del maggiore sostegno da parte del CONI, un vantaggio non trascurabile in una partita che si gioca anche sui rapporti diplomatici. Ma la scena italiana per il 2036, o eventualmente per il 2040, non è un terreno riservato alla sola Capitale.

Per ora.