Manca poco più di un anno alla prima regata della 38esima America’s Cup Louis Vuitton, in programma a Napoli il 10 luglio 2027, e il countdown comincia a farsi sentire sui cantieri di Bagnoli. A sollevare il tema è Grant Dalton, ceo di Emirates Team New Zealand e presidente dell’America’s Cup Partnership, in un’intervista a Il Mattino in cui l’entusiasmo per la città partenopea si intreccia con la preoccupazione per i tempi di consegna delle infrastrutture.
Dalton non nasconde il legame speciale che unisce il team neozelandese a Napoli, città scelta anche grazie al ricordo delle regate del 2012. «Nel 2012, quando vidi le regate di Napoli, non fu la competizione velica a colpirmi di più, ma la gente» racconta il manager, spiegando come quell’esperienza abbia pesato nella decisione di riportare la Coppa sul golfo.
Il progetto, sottolinea, punta su due pilastri: la legacy per il territorio e l’accessibilità economica dell’evento per il pubblico, dai gadget alle iniziative collaterali.
Le basi consegnate e il nodo New Zealand
Sul fronte infrastrutturale il quadro resta a macchia di leopardo. Le aree per le basi a Bagnoli sono state finora assegnate a GB1 il 10 giugno, seguita da Alinghi e dal team La Roche Posay il 30 giugno. Britannici in vantaggio di venti giorni sui rivali. Il team guidato da Ian Walker ha peraltro scelto il Circolo Canottieri come punto d’appoggio in città, mentre Luna Rossa risulta già pienamente operativa sul territorio napoletano.
Per Emirates Team New Zealand, invece, non c’è ancora una data. «È inconcepibile che, a questo punto, non sappiamo ancora quando ci verrà consegnata la nostra base – afferma Dalton, ricordando che a differenza di altri team, che gestiscono in autonomia la costruzione dei propri impianti, il contratto neozelandese affida la responsabilità a Sport e Salute. – Se mi chiedete quando avverrà, non lo so. Anche se i lavori iniziassero oggi, dovremmo comunque arrivare al 2027 perché ci vogliono almeno sei mesi per completarlo».
Alla vigilia delle gare, in sostanza.
Le implicazioni per la difesa del titolo
Il tema non è solo organizzativo ma tocca direttamente la competitività sportiva del defender, chiamato a difendere la Coppa conquistata a Barcellona nel 2024.
«I team accettano i ritardi relativi al progetto nel suo complesso e anche New Zealand li accetta; tuttavia, il ritardo nella costruzione della nostra base è tutt’altro che accettabile – chiarisce Dalton, che tiene comunque a precisare la natura del proprio intervento: – La mia è semplicemente una fotografia di ciò che sta accadendo».
Il ceo ribadisce la piena collaborazione con le istituzioni, con il Governo, con il sindaco e con Sport e Salute, pur rivendicando il dovere di tutelare gli interessi sportivi del proprio team.
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Le regate preliminari di settembre e lo sguardo al 2029
Prima dell’appuntamento clou di luglio 2027, Napoli ospiterà dal 24 al 27 settembre le pre-regate, un banco di prova che Dalton definisce cruciale non tanto per il valore agonistico quanto per la costruzione dell’attesa attorno all’evento.
Il manager guarda già oltre, alla possibilità che Napoli resti sede della Coppa anche nel 2029, decisione che spetterà però all’intera Partnership.
«È evidente che meglio riuscirà la Coppa del 2027, più semplice sarà guardare avanti» conclude Dalton, legando così il futuro della città come palcoscenico velico internazionale alla capacità di sciogliere in tempo i nodi infrastrutturali ancora aperti.