Formula 1, Domenicali apre all'India: «L'interesse cresce a tutti i livelli»

Stefano Domenicali rilancia l’ipotesi di un nuovo Gran Premio in India, oltre dieci anni dopo l’addio. Decisivo il ruolo del Gruppo Adani, che ha rilevato il Buddh International Circuit e punta a riportare la F1 nel paese.

F1 India
ritorno dal 2013
Image Credits: DepositPhotos.com

La Formula 1 torna a guardare con attenzione all’India. Lo ha confermato l’amministratore delegato Stefano Domenicali, secondo cui il paese resta tra i mercati prioritari e potrebbe ospitare nuovamente un Gran Premio a più di dieci anni dall’ultima apparizione in calendario, avvenuta nel 2013.

 

L’operazione Adani e il Buddh International Circuit

A riaccendere le speculazioni, secondo quanto riportato dal The Economic Times, è stata l’operazione con cui il Gruppo Adani ha rilevato Jaiprakash Associates, già parte del Jaypee Group, attraverso una procedura di risoluzione delle insolvenze approvata dal tribunale NCLT.

Nel pacchetto rientra anche il Buddh International Circuit, l’impianto costruito con un investimento dichiarato di 400 milioni di dollari che per anni ha ospitato il Gran Premio indiano.

All’interno del gruppo guidato dalla famiglia Adani lo slancio per un ritorno della F1 è già concreto. Karan Adani, amministratore delegato di Adani Porti & SEZ, ha raccontato a febbraio di seguire personalmente il dossier, descrivendo l’operazione come un’occasione per raccontare al mondo il patrimonio culturale del paese attraverso lo sport.

Le parole di Domenicali

Domenicali, intervistato da FanCode, partner ufficiale dello streaming F1 in India, ha confermato il pressing: «C’è un grande interesse da parte nostra per il ritorno in India». Il manager ha però precisato che servono ancora i promotori giusti e la collaborazione adeguata, oltre al tempismo corretto, che secondo lui non sarà immediato.

Parlando di orizzonti temporali, Domenicali ha aggiunto che un quinquennio nello sport può sembrare lontano ma in realtà non lo è affatto, segno che la federazione ragiona già in prospettiva.

Il numero uno della F1 ha ricordato che il paese fu già sede di un Gran Premio anni fa, quando però il mercato non aveva ancora raggiunto la maturità necessaria. Oggi l’obiettivo è costruire l’attenzione e la consapevolezza giuste prima di tornare a correre sul circuito indiano, definito da Domenicali un mercato enorme grazie alle sue dimensioni e al pubblico giovane su cui la categoria intende investire.

I motivi dell’addio nel 2013

L’addio della F1 all’India dopo il 2013 era maturato per ragioni soprattutto economiche. Le controversie fiscali avevano appesantito i conti degli organizzatori, dato che lo sport veniva classificato come intrattenimento e non come attività sportiva ai fini tributari.

A questo si sono aggiunti i costi elevati di gestione dell’evento, mentre la redditività commerciale non è mai riuscita a consolidarsi.

Anche il Jaypee Group, proprietario del circuito, aveva faticato a sostenere le commissioni annuali di hosting a causa di un debito crescente, complice un giro di sponsorizzazioni che non decollava.

La strategia e il boom di FanCode

Negli ultimi anni la strategia indiana della F1 si è spostata sul digitale, con la collaborazione avviata nel 2024 con FanCode. Secondo Yannick Colaco, co-fondatore della piattaforma, la base di tifosi indiani della categoria è salita di quasi il 63% in tre anni, passando da 60 a 98 milioni di appassionati. «La nostra partnership con la Formula 1 ha prodotto risultati misurabili», ha dichiarato Colaco, sottolineando come le iniziative legate ai watch party abbiano costruito un legame solido con il pubblico locale.

A sostenere ulteriormente l’entusiasmo attorno al marchio ha contribuito anche il cinema: F1 The Movie si è imposto come il secondo titolo hollywoodiano più visto in India nel 2025, superando i 100 crore di rupie di incasso al botteghino.

 

 

Image Credits: Depositphotos.com