Milano festeggia il 32° scudetto della sua storia. L’EA7 Emporio Armani ha chiuso la serie contro la Reyer Venezia vincendo gara 4 al Taliercio per 86-72, fissando il punteggio della finale sul 3-1.
Un trionfo che arriva al termine di una stagione segnata da cambiamenti profondi e che consegna al club biancorosso un primato mai raggiunto in nove decenni di storia: il triplete italiano, conquistato grazie alla Supercoppa, alla Coppa Italia e ora allo scudetto, tutti vinti nella stessa annata.
Una stagione di grandi cambiamenti
Un risultato che pesa ancora di più se si considera il contesto in cui è maturato. La stagione si era aperta sotto il segno del lutto, con la scomparsa di Giorgio Armani all’alba del campionato, dopo quasi vent’anni alla guida della società come proprietario. A novembre era arrivato un altro scossone, con le dimissioni di Ettore Messina dal ruolo di allenatore, il primo cambio in panchina a stagione in corso da quindici anni a questa parte.
Al suo posto si è insediato Peppe Poeta, già designato come erede naturale, che ha saputo tenere la squadra a galla nei momenti più complicati di un’annata altalenante in campionato e deludente in Eurolega.
Per Poeta si tratta del primo scudetto da capo allenatore, conquistato dopo aver guidato Brescia a una finale tricolore. Un percorso che lo consacra definitivamente come uno dei tecnici emergenti del basket italiano, capace di raccogliere un’eredità pesante senza disperdere il lavoro fatto in precedenza da Messina.
Vittoria scudetto Olimpia Milano – Bilancio sportivo da record
Il successo arriva proprio nell’anno del novantesimo compleanno del club e si aggiunge a una bacheca che resta la più ricca della pallacanestro italiana. Milano allunga ulteriormente sulle inseguitrici nell’albo d’oro, con la Virtus Bologna ferma a 17 titoli e Varese a 10, e resta la squadra con più finali disputate, ventitré in totale.
Considerando anche le nove Coppe Italia e le sei Supercoppe in bacheca, l’Olimpia diventa la quarta formazione nella storia del basket italiano a centrare il triplete in una singola stagione, dopo Treviso nel 2002-03, Siena per tre volte tra il 2008 e il 2011 e la Dinamo Sassari nel 2014-15.
Nell’era aperta da Giorgio Armani nel 2008 il club ha messo in bacheca 18 trofei, tra cui sette scudetti.
Una squadra da ricostruire
Ora però la festa lascerà presto spazio alla programmazione. Il quintetto che ha conquistato il triplete si scioglierà quasi per intero nelle prossime settimane. Ellis tornerà a giocare nei college, Brooks è atteso in Eurolega all’Asvel, Shields sembra arrivato al capolinea della sua avventura milanese dopo diverse stagioni, LeDay si trasferirà al Partizan Belgrado e Nebo è seguito con interesse dal Barcellona.
Per ricostruire la squadra il club ha già messo le mani su Darius Thompson, a lungo inseguito, e su Alec Peters, mentre torna a Milano anche Devon Hall, scelto direttamente da Messina, a cui si aggiungerà l’energia di Jason Burnell, già allenato da Poeta a Brescia.
Eurolega, ai club fondatori oltre 30 milioni a testa in vista dell’espansione a 24 squadre
Obiettivo Eurolega
Resta aperta la questione europea, con l’Olimpia che da quattro stagioni manca l’accesso ai playoff di Eurolega. Il club punta a costruire un’identità diversa, meno legata agli acquisti dal grande nome e più vicina al modello di squadre come Valencia o lo Zalgiris Kaunas, capaci di valorizzare giovani talenti con fame di vittorie.
Un obiettivo che si intreccia con i cambiamenti in arrivo nella massima competizione continentale, dove dal 2027 l’allargamento a nuove squadre porterà le risorse complessive da dividere tra i club con licenza pluriennale oltre i 400 milioni di euro.
Per ora, però, è il tempo dei festeggiamenti. Milano ha chiuso un’annata partita in salita con il trofeo più prestigioso del basket italiano, regalandosi il compleanno numero novanta nel modo che più le si addice.