Eurolega, ai club fondatori oltre 30 milioni a testa in vista dell’espansione a 24 squadre

La competizione cestistica punta ad allargarsi in vista della stagione 2027/28, con l’incasso previsto di oltre 400 milioni di euro che andrebbe spartito tra i 13 club fondatori.

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il valore dell'operazione
Shavon Shields, Olimpia Milano (Image credits: LBA)

L’Eurolega si prepara a passare ad un modello a franchigie. La trasformazione che vedrà la competizione abbandonare il modello delle licenze è destinata a cambiare in profondità l’assetto della competizione. Secondo quanto riportato da Eurohoops, i 13 club azionisti della lega dovrebbero formalizzare il nuovo sistema poco dopo l’inizio della stagione 2026/27, fissato per il prossimo 1° luglio.

La riforma garantirà ai membri fondatori – tra cui l’Olimpia Milano una partecipazione a tempo indeterminato alla competizione, rafforzando il valore patrimoniale delle società e offrendo alla lega una base più stabile per lo sviluppo commerciale dei prossimi anni.

Gli obiettivi dell’espansione

La trasformazione in franchigie permanenti, infatti, potrebbe determinare un incremento del valore della lega e dei club pari a circa il 25%, con il lavoro legale per convertire le attuali licenze in strutture di franchigia permanente che sarebbe già stato avviato. 

La ristrutturazione rappresenta anche il primo passaggio del piano strategico che punta ad ampliare la propria presenza in nuovi mercati e in città considerate ad alto potenziale commerciale. In vista della stagione 2027/28 ci sarebbe infatti in cantiere un’espansione che porterebbe il torneo a 24 squadre, mantenendo due posti di promozione diretta dall’EuroCup ogni stagione, così da preservare un collegamento competitivo con la seconda competizione continentale.

La fee di ingresso per le nuove franchigie – che inizialmente saranno sei – dovrebbero oscillare tra 50 e 90 milioni di euro, con importi diversi a seconda della dimensione del mercato, del peso economico della città e del rapporto storico con la competizione. Tra i club più interessati figurerebbero, oltre alla Virtus Bologna, anche le due realtà di Belgrado, il Partizan e la Stella Rossa, con il processo di valutazione formale che prenderà il via nella prima settimana di luglio.

La lega avrebbe già ricevuto oltre 17 manifestazioni di interesse tra club, amministrazioni cittadine e gruppi di investimento, con piazze come Londra, Roma e Berlino tra i principali mercati obiettivi dell’espansione. In una fase successiva, il progetto potrebbe spingersi ancora oltre, con l’ipotesi di allargare il campo fino a 30 squadre tra il 2028 e il 2029. 

Il valore dell’operazione

La prima ondata di espansione potrebbe generare oltre 400 milioni di euro attraverso le fee versati dalle nuove franchigie. L’intero incasso verrebbe distribuito esclusivamente tra i 13 club azionisti originari, con un ritorno superiore ai 30 milioni di euro per ciascuna società fondatrice.

Le nuove franchigie otterranno pieni diritti di voto all’interno degli organi dell’ECA e potranno accedere al market pool della competizione. Tuttavia, non parteciperanno alla distribuzione iniziale dei proventi derivanti dall’espansione, che resteranno riservati ai club già azionisti al momento della trasformazione del modello.

Secondo l’analisi di di JB Capital, il valore aggregato dell’Eurolega e dei club con licenza supera oggi i 3,2 miliardi di euro, mentre la sola competizione viene stimata 1,41 miliardi per la stagione 2025/26.

Le proiezioni indicano inoltre una crescita del valore della lega fino a 1,64 miliardi di euro nella stagione 2026/27. Considerando l’intero ecosistema composto dalla competizione e dai club coinvolti, la valutazione complessiva potrebbe arrivare a 4,3 miliardi di euro già entro il 2026/27.

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