La macchina dell’America’s Cup 2027 a Napoli avanza. Secondo quanto riportato da Il Mattino, il ministro per lo sport Andrea Abodi ha annunciato la consegna del primo spazio operativo sulla colmata a mare di Bagnoli al team britannico GB1, che potrà avviare da subito l’allestimento dei propri hangar.
Nelle prossime settimane toccherà alle altre squadre, fino al completamento progressivo del villaggio operativo.
Il cantiere prende forma
«I primi risultati raggiunti confermano che il percorso intrapreso è quello giusto, – ha dichiarato il ministro Abodi. – Oggi sarà consegnata la prima base operativa al team britannico GB1, che potrà immediatamente avviare le attività di allestimento dei propri spazi. È un passaggio particolarmente significativo perché testimonia il rispetto del cronoprogramma e il completamento delle prime opere a terra, destinate ad accogliere i team».
Tra i prossimi ad insediarsi ci sarà il team campione in carica, Emirates New Zealand, che in quanto detentore del trofeo ha avuto diritto di scelta sulla collocazione della propria base, optando per la posizione a ridosso del pontile. Un sopralluogo era già stato effettuato cinque giorni fa per valutare lo stato del cantiere. L’installazione degli hangar è prevista tra luglio e ottobre.
Sul fronte della bonifica, intanto, è partita la prima nave diretta in Belgio con i materiali di dragaggio dei fondali. Ansa riporta che il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi ha stimato una ventina di viaggi complessivi per smaltire circa 100mila metri cubi di materiale. «Questa prima nave sarà di rodaggio», ha spiegato il sindaco, aggiungendo che consentirà di calibrare i tempi per le rotazioni successive.
L’obiettivo dichiarato è completare la consegna delle aree ai team entro il primo ottobre.
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Scelta la sede delle pre-regate di settembre: sarà Nisida
Poiché le aree della colmata non saranno ancora pronte, le pre-regate in programma il 26 e 27 settembre si svolgeranno presso la base navale di Nisida, con le imbarcazioni AC40, le stesse utilizzate nel Golfo di Cagliari a maggio. Parallelamente, Abodi ha annunciato l’avvio dei lavori di adeguamento del molo militare di Nisida per accogliere i sette team partecipanti.
A delineare la portata dell’evento era stato, tre settimane fa a Cagliari, Marzio Parrella, CEO del Consorzio che raggruppa i team: «Immagino le AC75 che regatano davanti al lungomare di Napoli con decine di migliaia di persone che le guardano. Stiamo parlando di uno scenario unico».
Per Napoli la posta in gioco va oltre lo sport: l’America’s Cup è pensata come leva per trasformare un’area rimasta ferma per oltre trent’anni in un polo turistico, balneare e commerciale. Un’operazione che intreccia infrastrutture, riqualificazione urbana e visibilità internazionale, con le immagini del golfo destinate a rimbalzare in tutto il mondo.