Le tre strisce conquistano Red Bull: Adidas blinda la Formula 1

Dal 2027 le tre strisce sostituiranno Castore sulle tute della scuderia di Milton Keynes. Un contratto che porta Adidas a quota tre team in griglia e ridisegna i rapporti tra i grandi brand dello sportswear in F1.

adidas f1
verso l'accordo
Image Credits: 2026 Getty Images - Audi media center

Dal 2027, le tute e il merchandise di Red Bull Racing non porteranno più il logo di Castore; al loro posto, le tre strisce di Adidas. Secondo quanto riportato da SportBusiness e dal quotidiano tedesco Bild, il contratto tra il brand tedesco e la scuderia campione del mondo sarebbe stato formalizzato per una durata di cinque anni, fino al termine della stagione 2031, per un valore complessivo stimato intorno agli 81 milioni di euro.

Una strategia costruita mattone dopo mattone

L’accordo non nasce dal nulla. Adidas era entrata nella massima serie del motorsport appena nel 2025, siglando quella che all’epoca venne descritta come la partnership di fornitura tecnica più remunerativa nella storia della Formula 1 per valore annuo: quella con Mercedes. Un anno dopo, le tre strisce erano già sulle tute dell’Audi, al suo esordio nel Circus nel 2026.

Con Red Bull si compie il terzo passo, il più significativo sul piano strategico: per la prima volta, Adidas veste un team privo di radici tedesche.

«L’interesse per il motorsport in generale e per la Formula 1 in particolare è cresciuto moltissimo – ha dichiarato Bjørn Gulden, amministratore delegato di Adidas. – Sta raggiungendo nuovi consumatori e ha una grande influenza sulla cultura sportiva e di strada».

Le parole del CEO risalgono al 2024, quando Gulden anticipava che i piani del brand in Formula 1 erano «già talmente avanzati» da non poter essere resi pubblici. Il puzzle, ora, appare completo.

Castore paga il conto

Sul fronte opposto, l’accordo segna un’altra battuta d’arresto per Castore. Il brand britannico aveva firmato con Red Bull prima della stagione 2023, estendendo poi la collaborazione all’inizio del 2024 con un’intesa di 7 anni – descritta all’epoca come la più ricca nella storia dell’abbigliamento in Formula 1, con un valore complessivo stimato attorno alle 200 milioni di sterline – che avrebbe dovuto garantirle la fornitura fino al 2030. Quel contratto viene ora rescisso anticipatamente.

Non è la prima volta. Già prima dell’avvio della stagione 2026, McLaren aveva attivato una clausola rescissoria per chiudere in anticipo il proprio rapporto con Castore, aprendo le porte a Puma.

Il brand britannico ha compensato aggiungendo Alpine e Haas al suo portfolio, ma la perdita di Red Bull lascia un segno difficile da ignorare.

Lo scontro con Puma

Con questo accordo, Adidas raggiunge lo stesso numero di team sponsorizzati dalla rivale storica: tre ciascuna su undici in griglia. Puma presidia Ferrari, McLaren e Aston Martin; Adidas risponde con Mercedes, Audi e Red Bull. Un equilibrio che fino a pochi anni fa sembrava inimmaginabile, considerata la posizione di rendita di Puma, official supplier della categoria dal 2023.

La scelta di associarsi a Red Bull non è casuale. Si tratta di una scuderia con quattordici titoli mondiali tra Costruttori e Piloti, ma anche di un brand che ha sempre coltivato un’estetica anticonformista, difficilmente catalogabile.

Per Adidas – storicamente attenta a valorizzare la propria tradizione pur in contesti nuovi – la sfida creativa è altrettanto rilevante di quella commerciale. Secondo quanto emerso, il brand avrebbe già presentato alla scuderia i bozzetti per la collezione 2027, con un restyling che, pur mantenendo il blu come colore dominante, introdurrebbe «accenti vivaci» rispetto all’attuale palette.

L’incognita Verstappen

C’è però una variabile che nessun contratto può eliminare. Adidas si appresta a legarsi a un team il cui pilota di punta, Max Verstappen, non ha ancora garantito la propria permanenza in Formula 1 oltre la stagione in corso.

Da mesi circolano voci su una possibile uscita dell’olandese, attraverso una clausola contrattuale, o addirittura su un ritiro anticipato dalla categoria. Lo stesso Verstappen non ha smentito categoricamente queste ipotesi.

Per Adidas significherebbe perdere, prima ancora di iniziare, uno degli ambassador più influenti dello sport globale, particolarmente seguito dalle generazioni più giovani anche grazie alla serie Drive to Survive.

Gli scenari alternativi esistono – un ruolo di ambassador per la scuderia o la partecipazione a gare endurance sotto i colori Red Bull – ma restano incerti.

Il mercato che Nike non ha ancora presidiato

Al di là delle singole partnership, il vero obiettivo di Adidas in Formula 1 sembra essere la costruzione di una posizione dominante in uno degli spazi commerciali più in crescita dello sport globale, e soprattutto in uno dei pochi in cui Nike è ancora assente, o comunque vi sta entrando in punta di piedi.

In un periodo in cui il brand dell’Oregon ha strappato ad Adidas alcune delle sponsorizzazioni più visibili – come il pallone ufficiale della Champions League – il paddock rappresenta un territorio vergine da presidiare prima che lo Swoosh decida di farvi ingresso.

Quando accadrà, troverà Adidas già ben radicata. Con tre team, un portfolio che copre dal campione in carica a costruttori storici e vincenti, e la consapevolezza che in Formula 1 il confine tra performance tecnica e cultura visiva è, ormai, definitivamente sfumato.