Non capitava dai tempi di Valentino Rossi e Federica Pellegrini avere, contemporaneamente, due atleti italiani ai vertici mondiali capaci di diventare icone globali. Jannik Sinner, 24 anni, e Andrea Kimi Antonelli, 19, sono oggi molto più che campioni: sono aziende in crescita, catalizzatori di investimenti, simboli di un paese che torna a vincere.
Il paragone tra i due fa discutere – lo stesso Toto Wolff, team principal della Mercedes, lo ritiene fuorviante – ma i numeri raccontano una storia comune.
Sinner domina il ranking ATP, riscrivendo record appartenuti a Djokovic, Federer e Nadal. Antonelli, esordiente in Formula 1 nel 2025, ha vinto il primo Gran Premio a marzo 2026, seguito da altri tre consecutivi, balzando al comando del mondiale piloti.
Sinner: un’azienda da 34 milioni
Il numero 1 del tennis mondiale è oggi un marchio da alcune decine di milioni di euro. Secondo le stime del digital marketplace delle sponsorizzazioni ChainOn, elaborate per La Gazzetta dello Sport, le entrate commerciali annue di Sinner ammontano a circa 34 milioni di euro (più bonus), distribuiti su 14 partnership. A cui si aggiungono i premi in campo: già 4,7 milioni nel solo 2026.
La gestione dei suoi diritti d’immagine è affidata all’agenzia Avima, guidata da Alex Vittur, che negli ultimi anni ha lavorato su due fronti: monetizzare l’esplosione mediatica del campione altoatesino e selezionare partner con vocazione internazionale. Il caposaldo rimane l’accordo con Nike, firmato nel 2019 e rinnovato nel 2022 per dieci anni: 150 milioni di dollari complessivi, ovvero 15 milioni l’anno. A questo si aggiungono contratti con Rolex, Gucci, Lavazza, Intesa Sanpaolo, L’Oréal, Fastweb, De Cecco e molti altri.
Dal punto di vista dei soli tornei ATP, Sinner ha accumulato poco più di 65 milioni di euro in carriera. Il 2024 è stato l’anno della svolta: Forbes ha stimato guadagni totali di 26,6 milioni di euro, cifra record per un tennista, comprensivi dei circa 6 milioni incassati al Six Kings Slam.
Antonelli: tutto è ancora in divenire
Antonelli è all’inizio del percorso, e i numeri lo riflettono. Il suo valore commerciale individuale si stima attorno a 1 milione di euro annuo — cifra ancora poco significativa, precisa ChainOn, poiché «tutto è in divenire». A differenza delle stelle del tennis, i piloti di Formula 1 hanno vincoli stringenti con i team in materia di sponsorizzazioni personali: Antonelli non ha ancora accordi individuali e presta il proprio volto ai partner della Mercedes.
Sul fronte stipendio, il salto è già evidente: dopo il milione circa del 2025, anno di debutto, nel 2026 la parte fissa si attesta intorno ai 3 milioni di euro. Secondo Forbes, nel 2025 ha percepito circa 12,5 milioni di dollari complessivi, includendo 7,5 milioni di bonus legati ai risultati sportivi, una quota variabile destinata a crescere ulteriormente, vista la piega della stagione in corso.
I punti di riferimento per il futuro sono chiari: Leclerc e Verstappen, con 8-10 milioni di euro di introiti commerciali individuali. Giovanni Palazzi, amministratore delegato di ChainOn, è esplicito: «In un orizzonte di medio-lungo periodo, riteniamo che Antonelli possa raggiungere i livelli di sponsorizzazione di Leclerc e Verstappen».
Hamilton, a quota 30 milioni, rappresenta un altro pianeta.
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Chi vince davvero
C’è un fronte su cui Antonelli è già avanti: i social. Con 6,2 milioni di follower su Instagram contro i 5,3 di Sinner, il pilota bolognese ha registrato un boom straordinario: a gennaio 2026 era fermo a 4,5 milioni. Il tennista punta invece sul canale YouTube, con quasi 200 mila iscritti e contenuti dietro le quinte che raccolgono milioni di visualizzazioni.
Sinner e Antonelli incarnano qualcosa di raro: eccellenza sportiva e potenziale economico che si alimentano a vicenda. Uno ha già costruito un impero; l’altro sta posando le fondamenta.
Entrambi, a modo loro, stanno ridisegnando i confini di cosa significa essere un atleta italiano nel mondo.