Tennis, gli italiani verso gli Internazionali d'Italia: la prova generale di Madrid

Dal Masters 1000 di Madrid agli Internazionali BNL d’Italia: Sinner vola verso il record di Edberg, Cobolli consolida il best ranking, Musetti cerca continuità sulla terra rossa. Paolini, invece, deve ritrovare se stessa.

Tennis Flavio Cobolli
Obiettivo Roma
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La stagione sulla terra rossa entra nel vivo e per il tennis italiano si apre una settimana cruciale. Il Masters 1000 di Madrid rappresenta l’ultima grande prova generale prima degli Internazionali BNL d’Italia, e gli azzurri arrivano alla Caja Magica con ambizioni, interrogativi e qualche certezza assoluta.

Sinner punta al record, Madrid è un’occasione d’oro

Jannik Sinner, numero uno al mondo alla sua 68ª settimana in vetta al ranking ATP, si presenta a Madrid con una doppia motivazione: sportiva e storica. L’altoatesino non aveva partecipato al torneo madrileno né nel 2024 né nel 2025 – la prima volta per un problema all’anca, la seconda per la squalifica – e si presenta dunque senza punti da difendere, con la concreta possibilità di allungare ulteriormente il vantaggio su Carlos Alcaraz, assente per infortunio.

Lo spagnolo, costretto al ritiro anche da Barcellona, ha potuto difendere appena 50 dei 330 punti conquistati al Godó Open lo scorso anno, consegnando a Sinner un margine di +390 in classifica. Un’emorragia silenziosa per Alcaraz, una manna per il rivale italiano.

Bastano una semifinale a Madrid all’azzurro per blindare matematicamente il primo posto fino alla finale del Roland Garros del 7 giugno, toccando quota 74 settimane in carriera da numero uno: un primato che vale l’undicesimo posto nella classifica all-time dei giocatori che hanno trascorso più tempo in cima dalla nascita del ranking computerizzato, nel 1973, scavalcando Stefan Edberg a 72.

Sinner, d’altronde, ha già fatto capire che su questa terra rossa non ha intenzione di fermarsi: dopo il titolo a Montecarlo – quarta vittoria consecutiva in un Masters 1000 – si candida a fare la storia anche in Spagna.

Cobolli vola: best ranking e top 10 nel mirino

Se Sinner è la certezza, Flavio Cobolli è la rivelazione di questo avvio di stagione sulla terra. Il romano ha raggiunto la finale all’ATP 500 di Monaco di Baviera, cedendo soltanto a un Ben Shelton in stato di grazia. Un risultato che gli è valso tre posizioni in classifica, riportandolo al suo best ranking di numero 13 al mondo, a soli 30 punti da Andrey Rublev, e proiettandolo in top 10 della Race verso le ATP Finals.

Cinque finali in carriera per Cobolli, che arriva a Madrid con una fiducia ritrovata e un tennis in crescita esponenziale. «Credo che uscirò da questo torneo più forte della settimana passata, con tanta convinzione e tanta voglia di far bene», ha dichiarato al termine della sfida con Alexander Zverev. Parole di un giocatore che ha trovato la sua dimensione.

Grazie ai risultati congiunti di Sinner, Musetti e Cobolli, l’Italia può vantare oggi un primato inedito: tre giocatori tra i primi 15 del ranking ATP, un’unicità nel panorama tennistico mondiale.

Musetti e Berrettini in cerca di continuità

Lorenzo Musetti, numero 9 del mondo, arriva alla Caja Magica con un imperativo chiaro: difendere la semifinale dello scorso anno per non perdere terreno prezioso in classifica. Il toscano è uscito ai quarti a Barcellona, raccogliendo appena 90 punti, non abbastanza per dormire sonni tranquilli in ottica top 10.

Il nodo centrale resta la continuità: Musetti ha saltato due mesi di stagione a causa di un infortunio al muscolo psoas che lo aveva costretto al ritiro all’Australian Open quando era avanti di due set su Djokovic, e il rientro non è stato privo di difficoltà. «Quello che mi mancava era il ritmo partita e la capacità di soffrire durante i match. Non saprei dire a che percentuale esatta sono, ma miglioro ogni giorno», ha ammesso il carrarino.

Madrid è il banco di prova: sulla sua superficie preferita, il talento non è mai stato in discussione. I risultati, adesso, devono seguire.

Matteo Berrettini prosegue il suo percorso di ritorno. I segnali di Montecarlo – dove ha mostrato miglioramenti concreti nella condizione fisica – alimentano un cauto ottimismo. Madrid sarà un ulteriore tassello nella costruzione della sua forma in vista degli Internazionali d’Italia, dove il romano sarà presente con una wild card.

L’obiettivo dichiarato è arrivare al Foro Italico nel pieno delle proprie possibilità.

Paolini: un momento da non sottovalutare

Sul fronte femminile, il quadro è decisamente più preoccupante. Come già ricostruito su Sport e Finanza, Jasmine Paolini attraversa uno dei periodi più difficili della sua carriera. La sconfitta all’esordio del WTA 500 di Stoccarda contro Zeynep Sonmez – numero 79 del mondo, con il punteggio di 6-2 6-2 – ha segnato un nuovo punto basso in una fase di crisi che si trascina ormai da diversi mesi.

La classifica inizia a risentirne: Paolini è scivolata al nono posto nel ranking WTA, e la situazione rischia di peggiorare considerando i 1.240 punti tra Roma e Roland Garros 2024 che dovrà difendere nelle prossime settimane. Un bilancio stagionale di nove vittorie e otto sconfitte a metà aprile non è in linea con il suo standard.

Eppure il calendario offre un’ancora: gli Internazionali d’Italia. Davanti al pubblico del Foro Italico, dove un anno fa ha trionfato conquistando il titolo più importante della sua carriera, Paolini potrebbe ritrovare quella serenità che al momento sembra smarrita. A trent’anni, alla vigilia di un appuntamento così carico di significato, il momento è decisivo.

La Caja Magica accende i riflettori. Per l’Italia del tennis, Madrid non è solo un torneo: è il termometro con cui misurare le ambizioni di un movimento che non ha mai brillato così in alto.

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