La Virtus potrebbe passare di mano. Dopo un decennio alla guida del club felsineo, l’imprenditore Massimo Zanetti sarebbe pronto a passare il testimone in caso di un’offerta congrua.
«Se arriva qualcuno che vuole la Virtus, e ne ha voglia e mezzi, tanti mezzi, mi siedo e l’ascolto – ha commentato in occasione dell’inaugurazione – la società oggi è mia, ribadisco che, come ho già spiegato, ancora un anno lo farò, e pure di più, se non arriverà nessuno al mio posto».
La dichiarazione da un lato ribadisce la volontà di dare continuità al progetto, aprendo a un potenziale passaggio di consegne. Non si tratta di un disimpegno immediato, bensì di un orizzonte futuro legato alla presenza di un interlocutore credibile.
Il potenziale passaggio di consegne
«Mi avvicino agli ottanta, e sono tanti, per cui starò a sentire eventuali offerte. Occorre però sapere a chi va in mano qualcosa che rappresenta un patrimonio della città».
La sostenibilità futura del progetto passa da una governance solida: la Virtus è un simbolo cittadino, con un peso identitario che rende la scelta legata al futuro proprietario particolarmente delicata.
Sul piano operativo, il club guarda avanti senza esitazioni. Il dialogo con l’Eurolega rappresenta un passaggio chiave per consolidare il posizionamento internazionale della squadra e garantire maggiore stabilità sportiva ed economica.
La nuova arena e il dialogo con Eurolega
«Quindi ripeto: tutto procede, stiamo facendo i piani per la nuova stagione, siamo a colloquio con l’Eurolega per avere una licenza migliore».
Il 2026 emerge come spartiacque: l’ingresso nella nuova arena segnerà una fase di rinnovamento strutturale per il club e per la città. In questo contesto, Zanetti immagina un possibile ridimensionamento del proprio ruolo, senza però un’uscita totale di scena.
«Quell’orizzonte del 2026 significa che vorrei essere io il presidente della Virtus che in autunno entrerà nella nuova arena in Fiera, magari conservando un ruolo, casomai ci fosse allora una gestione diversa da quella attuale».
Il bilancio del percorso evidenzia una crescita costante e tangibile. Dalla risalita dalla A2 fino ai successi nazionali e internazionali, la gestione Zanetti ha restituito competitività a una piazza storica del basket italiano, consolidandone l’ambizione.
Il percorso alla guida del club
«Sarebbe il giusto compimento di questo bellissimo decennio. Da proprietario arrivai in A2, cominciai con promozione e Coppa Italia, e di lì un trofeo all’anno l’abbiamo portato a casa».
Seduto nella prima fila del parterre per salutare la nascita del Mubit, Zanetti si è intrattenuto a lungo con Gianni Petrucci, discutendo anche di scenari futuri legati soprattutto all’espansione NBA in Europa.
Intanto, tra spifferi e indiscrezioni, il tema del passaggio di proprietà continua a circolare, ma senza sviluppi concreti: finora non si è arrivati né a trattative avanzate né alla definizione di una valutazione ufficiale del club.
La posizione resta quindi aperta: disponibilità all’ascolto, ma nessuna fretta. Se arriveranno nuove manifestazioni di interesse, dall’Italia o dall’estero, saranno valutate con attenzione. La condizione per raccogliere un’eredità così pesante resta un progetto che garantisca solidità, visione e risorse adeguate.