Jannik Sinner è atterrato sulla Costa Azzurra con la consapevolezza di chi ha appena chiuso il mese di marzo più brillante della sua carriera. Dopo il doppio trionfo ai Masters 1000 di Indian Wells e Miami – conquistati senza cedere un set – l’altoatesino si presenta a Montecarlo con un obiettivo dichiarato fin dall’inizio della stagione: riprendersi la vetta del ranking ATP.
Un’occasione che, vedendo il calendario, per una volta sembra costruita su misura per lui.
La matematica del sorpasso
Il distacco da Carlos Alcaraz, che tiene il numero uno da novembre 2025, si è assottigliato a 1.190 punti. Ma la vera opportunità si apre già prima della prima pallina giocata: alla vigilia del torneo il ranking virtuale legge Alcaraz a 12.590 punti e Sinner a 12.400, un margine destinato a ridursi ulteriormente nel corso della settimana. Lo spagnolo difende i mille punti del titolo conquistato dodici mesi fa, mentre l’italiano – assente l’anno scorso per la squalifica concordata con la Wada – non ha nulla da scalare dal proprio bottino.
Un’asimmetria che trasforma Montecarlo in un campo minato per il campione in carica e in un trampolino per il suo rivale.
Le combinazioni che porterebbero Sinner al numero uno sono quattro. La più lineare è anche la più netta: se l’azzurro alzasse il trofeo, salirebbe a 13.400 punti, una quota che Alcaraz non potrebbe raggiungere neppure arrivando in finale (dove si fermerebbe a 13.240). In quel caso il sorpasso sarebbe automatico, indipendente dai risultati dello spagnolo. Le altre tre richiedono incroci favorevoli: Sinner in finale con Alcaraz eliminato in semifinale o prima; Sinner in semifinale con lo spagnolo fuori ai quarti; Sinner ai quarti e Alcaraz sconfitto all’esordio.
Il ventiquattrenne della Val Pusteria, però, sceglie di tenere i piedi per terra. «Il nostro sport è così individuale che è molto difficile fare questo genere di ragionamenti, – ha dichiarato dopo la vittoria di Miami, come riporta la Gazzetta dello Sport. – Per me tutto dipende da come gioco e la classifica dovrebbe riflettere questo. Adesso la cosa più importante è recuperare».
Parole che suonano come una strategia mentale oltre che una valutazione tattica: niente calcoli, massima concentrazione sulla propria metà campo.
L’ascesa del tennis italiano: da specialisti della terra a protagonisti in tutti i campi
Montecarlo come test: occhi già su Roma e Parigi
Sul piano tecnico, il torneo monegasco è anche la prima prova sulla terra rossa di una stagione che punta dritta verso il Foro Italico e il Bois de Boulogne. Le condizioni del Principato – lente, simili a quelle di Roma e Parigi – rendono Montecarlo un banco di prova privilegiato rispetto a Madrid, dove la terra è più veloce e l’altitudine altera le traiettorie.
Non a caso, Sinner ha scelto di iscriversi anche al doppio, in coppia con il belga Zizou Bergs, per accumulare il maggior numero possibile di ore in campo e affinare il servizio – colpo in netta progressione – e il gioco a rete.
«Dopo Doha abbiamo passato giornate lunghe in campo con poca pausa, giocando sotto il sole per tante ore, – ha spiegato l’altoatesino. – L’obiettivo era di migliorare la prestazione al caldo».
C’è poi un fattore non trascurabile: Montecarlo è casa. Sinner vi risiede stabilmente e la prospettiva di dormire nel proprio letto invece che in un hotel ha un peso reale nella sua pianificazione. «Siamo in hotel tutto l’anno, – ha ricordato. – Mi piace l’idea di tornare a casa mia, mangiare e dormire lì. Mi aiuta anche a pensare un po’ meno al torneo».
Il Roland Garros rimane l’orizzonte più ambizioso: lì l’azzurro vuole completare il Career Grand Slam e riscattare la finale persa nel 2025 contro lo stesso Alcaraz, ma per arrivarci nel modo giusto bisogna costruire mattone su mattone. E il primo si posa sotto la Rocca.