Tennis, effetto Sinner: in Italia boom dei diritti TV. Caos abbonamenti per i tifosi

Il tennis italiano è in pieno boom grazie al traino di Jannik Sinner. Il valore dei diritti TV ha raggiunto i 40 milioni di euro annui, ma la frammentazione obbliga gli appassionati a moltiplicare gli abbonamenti.

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Tra cifre e complicazioni
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La storica vittoria di Jannik Sinner a Wimbledon ha segnato un punto di non ritorno: il tennis, in Italia, non è più uno sport di nicchia. L’interesse esploso attorno al numero uno al mondo ha trasformato il tennis in un prodotto di massa, attirando audience da Nazionale di calcio e spingendo il valore dei diritti televisivi ai massimi storici. Ma se da un lato l’appeal economico è in crescita, dall’altro il sistema di distribuzione appare sempre più frammentato.

Il risultato? Un risiko complesso che coinvolge Sky, Warner Bros. Discovery, SuperTennis e la Rai, e che sta costringendo gli appassionati a destreggiarsi tra abbonamenti multipli.

Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, il valore complessivo dei diritti televisivi legati al tennis in Italia ha toccato quota 40 milioni di euro annui, con Sky a fare la parte del leone (circa 20 milioni), seguita dalla Federazione italiana tennis e padel (FITP) tramite SuperTennis e dalla Rai, entrambe con investimenti compresi tra i 6 e gli 8 milioni.

Gli US Open tornano in chiaro, ma a caro prezzo

L’ultima vera rivoluzione è arrivata con gli US Open, tornati in chiaro grazie a un investimento della FITP pari a 15 milioni per cinque anni (3 milioni a stagione). Una mossa che ha interrotto la precedente gestione dei diritti all’interno del pacchetto paneuropeo di Warner Bros. Discovery, con un incremento del 40-50% rispetto al passato.

Il torneo newyorkese è oggi trasmesso in esclusiva su SuperTennis, canale della Federazione nato nel 2008 e sostenuto con circa 10 milioni di euro l’anno grazie agli utili dei tornei organizzati. Dal 2023, però, è attivo un accordo di simulcast con Sky, che consente anche agli abbonati della pay-tv di vedere il torneo, in cambio della condivisione dei diritti dei tornei WTA con SuperTennis.

Sky accaparra tutto (o quasi)

La vera svolta si è avuta nel 2023, quando la Federazione e Sky presentarono un’offerta congiunta per i diritti ATP, ritenuta però insoddisfacente dall’organismo internazionale. A quel punto, Comcast, casa madre di Sky, ha agito da sola e investito 12 milioni all’anno per l’Italia, assicurandosi dal 2024 al 2028 oltre 80 tornei tra ATP e WTA, incluse le Nitto ATP Finals: un pacchetto di oltre 4.000 partite a stagione.

Con questo accordo, Sky è diventata la “casa del tennis”, trasmettendo in esclusiva anche eventi italiani di punta come gli Internazionali d’Italia e le ATP Finals (con una finestra in chiaro garantita alla Rai, una partita al giorno).

Il tramonto di Eurosport, l’incognita HBO Max

Intanto, sul fronte Warner Bros. Discovery, i diritti dell’Australian Open (fino al 2031) e del Roland Garros (fino al 2030) restano in loro possesso, rispettivamente per 2 e 5 milioni annui. Tuttavia, con lo spegnimento dei canali Eurosport sulla piattaforma Sky, gli abbonati dovranno cercare altrove: Dazn, Tim Vision, Discovery+, e — dal gennaio 2026 — HBO Max, il nuovo servizio streaming del gruppo in Italia.

Il mancato rinnovo dell’accordo tra Sky e Warner Bros. Discovery non ha fatto bene a nessuno: Sky ha perso Eurosport, che generava oltre il 60% degli ascolti sul suo bouquet, mentre Eurosport ha perso visibilità. A rimetterci anche, e soprattutto, i tifosi che sono costretti a due abbonamenti pay per seguire l’intero Grande Slam.

Gli spot valgono oro

L’interesse del pubblico si traduce anche in ritorni pubblicitari da record. La Rai, per esempio, ha venduto 30 secondi di spot durante gli Internazionali d’Italia tra i 200 e i 250 mila euro.

E non è difficile capire il perché: come riporta La Gazzetta dello Sport, la finale delle Nitto ATP Finals 2023 tra Sinner e Djokovic ha raggiunto 6,7 milioni di spettatori complessivi, mentre la finale degli Internazionali 2024 tra Sinner e Alcaraz ha toccato il 46,4% di share, un dato impressionante.

E ora Bruxelles

In parallelo, a Bruxelles la Commissione Europea discute la nuova lista degli eventi sportivi d’interesse nazionale da mandare obbligatoriamente in chiaro. Secondo le anticipazioni, anche le fasi finali dei tornei di tennis più importanti dovrebbero rientrare nel provvedimento. Tuttavia, la misura scatterà solo al momento del rinnovo dei diritti, per non penalizzare gli operatori attuali.

Una tempistica che non entusiasma il presidente federale Angelo Binaghi, che invece spinge da tempo per un’esposizione gratuita e garantita del tennis nei momenti chiave.

Rischio paradosso?

Il tennis italiano sta vivendo una fase di espansione mai vista prima, alimentata dal fenomeno Sinner e dal consolidamento di un pubblico trasversale e fedele. Ma con il moltiplicarsi degli operatori e la mancanza di una regia unitaria nella gestione dei diritti TV, il rischio è che la passione crescente si traduca in confusione e frammentazione per gli spettatori.

Un paradosso che potrebbe rallentare, anziché favorire, la crescita di valore del prodotto tennis nel medio termine.

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