Il ritorno di Gucci ai vertici del lusso globale passerà anche dai circuiti di Formula 1. Lo ha confermato Luca de Meo, amministratore delegato di Kering, intervenuto al Milano Fashion Global Summit organizzato da Class Editori, come riportato da Italia Oggi e MF.
«Stiamo rimettendo Gucci dove si merita, nell’Olimpo dei grandi marchi», ha dichiarato de Meo durante la seconda giornata dell’evento milanese, sottolineando che il brand fiorentino resta comunque «nella Top 5 della desiderabilità», nonostante la fase di transizione attraversata negli ultimi anni.
Un anno alla guida di Kering
Per de Meo, arrivato alla guida del gruppo francese dopo 35 anni nell’industria automobilistica, si è trattato della prima uscita pubblica in presenza dopo il capital markets day di Firenze dello scorso aprile. Intervistato da Stefano Roncato, direttore di MFF, il manager ha tracciato un bilancio dei suoi primi dodici mesi: «È stato un anno pieno, pieno di cose. Io venivo da un altro pianeta e ho dovuto imparare molto».
Secondo de Meo, la gestione di un’azienda della moda non è poi così distante da quella di un costruttore automobilistico: «Direi che il 70% del lavoro manageriale è comparabile: persone, organizzazione, numeri, clienti, investimenti, capacità di costruire una strategia». A fare la differenza, ha precisato, è soprattutto l’elemento creativo, che nell’automotive ricopre un ruolo diverso.
Anche sul concetto stesso di lusso, il ceo di Kering preferisce utilizzare un termine alternativo: «Lusso è una parola che non mi piace, che diventa anche socialmente non troppo accettabile, una cosa che esclude. Preferisco la parola eccellenza». Un’eccellenza che, secondo de Meo, si misura nella capacità di distinguersi nel prodotto, nel servizio al cliente e nell’organizzazione interna.
Gucci Racing Alpine: la moda entra nel paddock
Eccellenza che l’automotive vede rappresentata in Formula 1. Dal 2027 Gucci diventerà title sponsor della scuderia francese Alpine, che correrà con la denominazione Gucci Racing Alpine Formula One Team. Una scelta che, per de Meo, nasce dalla crescente sovrapposizione tra i pubblici di sport e moda.
«Oggi più del 40% del pubblico della Formula 1 è femminile e si è abbassata l’età media», ha spiegato il manager, ricordando come il circus internazionale raggiunga tra 70 e 100 milioni di spettatori per Gran Premio e sfiori complessivamente il miliardo di appassionati.
Un bacino che, secondo de Meo, coincide sempre più con quello a cui si rivolgono i marchi del lusso: «Per questo Gucci può stare nel paddock: perché sport e moda oggi condividono sempre di più linguaggi, pubblico e cultura».
De Meo ha attribuito l’espansione del seguito della disciplina anche al lavoro del presidente della Formula 1, Stefano Domenicali, che negli ultimi anni ha ampliato l’audience oltre il pubblico storico dell’automobilismo.