La Maxima Roma si presenta: il progetto di Matiasic guarda oltre il parquet

La Maxima Roma presenta il progetto di Paul Matiasic, tra costruzione della fan base, 5 milioni di euro per la Fondazione e ambizioni europee. Un modello di sport entertainment che punta a radicare la nuova realtà nel tessuto della Capitale.

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Ambizioni europee
Image credit: Maxima Roma

Fondazione, fan base e ambizioni europee. Questi i pilastri di un progetto che deve ancora scendere sul parquet per la prima volta ma che punta ben oltre i confini del campo.

La Maxima Roma si presenta ufficialmente alla città e lo fa mettendo sul tavolo un’ambizione che va oltre la semplice costruzione di una squadra competitiva: trasformare il basket in un’esperienza sportiva capace di coinvolgere pubblico, famiglie, aziende e territorio.

A guidare il progetto, come è noto, l’imprenditore italo (di lontane origini triestine) americano Paul Matiasic, che ha rilevato il titolo sportivo di Brescia per gettare le fondamenta del suo progetto nella Capitale.
Un progetto divenuto in fretta realtà e che ha portato, come non accadeva da diverse decadi, Roma ad avere due squadre nella massima serie italiana, insieme alla BC Roma.

E il modello che Matiasic vuole mettere in scena nella Capitale parla sì italiano e guarda all’Europa ma non nasconde di certo la visione dichiaratamente ispirata al modello americano dello sport entertainment.

Al fianco di Matiasic ci sarà Francesco Totti, scelto come advisor per lo sviluppo della fan base e delle attività rivolte alla comunità, non un semplice ambassador, bensì un “capitano”, una guida che potrà insegnare al neo presidente cosa vuol dire avere una società sportiva chiamata Roma, in tutte le sue accezioni.

Ma, al di là della presenza del simbolo del calcio romanista, il progetto Maxima si muove su direttrici precise: costruire un pubblico, sviluppare un ecosistema commerciale e sportivo attorno alla squadra e puntare rapidamente al massimo livello europeo.

Matiasic presenta Maxima Roma: un progetto che parte dalla città

«Roma merita il grande basket», ha spiegato Matiasic presentando la sua idea, sottolineando come l’obiettivo non sia soltanto quello di ottenere risultati sul parquet, bensì «costruire non soltanto una squadra, ma un’esperienza sportiva per la città».

La società guarda come sottolineato, al modello a stelle e strisce, dove la partita rappresenta soltanto una parte dell’esperienza complessiva. «Negli USA siamo abituati allo sport come qualcosa che inizia molto prima della partita e continua anche dopo la sirena finale. È competizione ma anche intrattenimento, identità e comunità», ha spiegato il patron della Maxima.

L’obiettivo è quindi costruire progressivamente una fan base propria, portando famiglie e giovani al palazzetto e trasformando le partite in un appuntamento per la città. «Puntiamo, col lavoro, a vedere il palazzo dell’Eur pieno, con la gente che senta la squadra come propria».

Una strategia che ha anche una precisa valenza economica, come è facilmente intuibile. Una base di tifosi più ampia significa infatti maggiore capacità di generare ricavi attraverso sponsorizzazioni, hospitality, attività commerciali e, soprattutto, diritti televisivi. «Per noi i diritti TV sono molto importanti. – ha sottolineato Matiasic – Per crescere il nostro ecosistema di basket in Italia dovremo come organizzazione avere una solida base di tifosi».

Una fondazione da 5 milioni per il basket romano

La costruzione dell’ecosistema pensato dall’imprenditore non si fermerà però alle attività della prima squadra. Matiasic ha annunciato la nascita della Maxima Roma Foundation, alla quale saranno destinati 5 milioni di euro nei prossimi cinque anni.

L’idea è utilizzare la Fondazione per intervenire sul territorio, migliorando i campi da basket, coinvolgendo scuole e palestre e ampliando il rapporto tra la società e la comunità romana. Il progetto prevede inoltre collaborazioni con realtà della Capitale, tra cui Luiss e Stella EBK.

«La fondazione non è qualcosa di secondario, è il cuore di quello che siamo», ha spiegato Matiasic, indicando nell’attività sul territorio uno degli elementi destinati a dare stabilità al progetto nel lungo periodo. Perché la logica è quella di creare radici prima ancora di costruire una grande squadra: «Al di là dei risultati in campo, è importante che i punti bassi che ci saranno non si rispecchino fuori. Le radici devono essere autentiche».

NBA Europe, la vera partita si gioca sul futuro

Il progetto Maxima guarda, già ora prima di scendere in campo per la prima volta, ben oltre il campionato italiano. La società guarda infatti direttamente all’Europa e, in particolare, a quello che dovrebbe essere il contenitore che raccoglie il meglio del basket del vecchio continente.

Il grande tema è quello della futura NBA Europe, il progetto al quale Matiasic non ha nascosto di guardare con interesse e per il quale la Maxima dovrà confrontarsi anche con la BC Roma. La nuova competizione è ancora in fase di definizione, ma rappresenta una potenziale svolta per il basket europeo e, per le società coinvolte, un’opportunità di crescita anche sul piano economico e commerciale.

«Vogliamo la lega di più alto livello nel minor tempo possibile», ha spiegato Matiasic. La Maxima disputerà questa stagione in EuroCup, ma la seconda competizione gestita dall’EuroLega è poco più di un banco di prova per il patron di Maxima: «Ci sono alcune opportunità per altre leghe. Per noi la scelta è semplice: vogliamo giocare a livello più alto».

L’ambizione europea è quindi parte integrante del disegno imprenditoriale della società che intende arrivare rapidamente ai vertici significherebbe infatti aumentare la visibilità internazionale, ampliare il valore commerciale del progetto e posizionare Roma tra le città di riferimento del nuovo basket europeo.

Totti è sempre il “Capitano”

Non secondaria, in questa visione la presenza di Totti, che alla Maxima avrà un ruolo più ampio rispetto a quello di semplice testimonial.

«Lui avrà un ruolo grande nella nostra organizzazione. Non è un ruolo simbolico – ha chiarito Matiasic -. Quando ho detto che è il nostro capitano non scherzavo. Lui capisce Roma in un modo che noi non possiamo capire».

Totti sarà coinvolto nello sviluppo della fan base e nelle attività della Fondazione, con l’obiettivo di utilizzare il suo rapporto con la città per accompagnare la Maxima nella costruzione della propria identità.

L’obiettivo sportivo di Matiasic è molto semplice: vincere

Al di là della costruzione del progetto, resta naturalmente il campo. La Maxima debutterà il 27 settembre in Serie A contro Napoli e sarà impegnata anche in EuroCup, con una squadra costruita per essere competitiva fin dalla prima stagione.

«Obiettivo? Vincere. E vincere». Un concetto ribadito anche da Totti», ha sottolineato con naturalezza il neo presidente.

Guardando al parquet che attende la Maxima, il coach Matteo Cotelli ha invece descritto una squadra costruita per giocare a ritmi elevati, lasciando libertà ai propri giocatori ma mantenendo una forte attenzione alla fase difensiva. L’obiettivo iniziale sarà quello di inserirsi a ridosso delle formazioni più accreditate della Serie A, per poi capire quanto lontano potrà spingersi la nuova realtà romana.

Sul collo delle nuove maglie nero-oro campeggia intanto una frase che sintetizza bene l’ambizione del progetto: “Tutte le strade portano a Roma”.
Per la Maxima, la partita è appena cominciata.

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