La MotoGP cambia ancora pelle sotto la regia di Liberty Media e compie un sostanziale passo di avvicinamento alla sorella maggiore F1.
A poco più di un anno dal passaggio di proprietà di Dorna Sports al gruppo americano, MotoGP Sports Entertainment ha ridisegnato nuovamente la propria governance, nominando Derek Chang presidente e portando Stefano Domenicali nel consiglio di amministrazione.
Un cambio ai vertici che, al di là delle singole nomine, racconta la direzione presa dal Mondiale dopo l’ingresso di Liberty Media: una MotoGP sempre più integrata con la Formula 1, con l’obiettivo di sviluppare il business su una scala globale e di sfruttare le sinergie tra i due principali campionati del motorsport, creando un’unica grande casa.
Chang, che dal gennaio 2025 ricopre il ruolo di presidente e CEO di Liberty Media, prende il posto di Charles Gordon Carey, che aveva assunto l’incarico nell’ottobre dello scorso anno mentre, Domenicali, invece, entra nel board della società mantenendo contemporaneamente il ruolo di presidente e CEO di Formula One Group.
Il compito, non sbandierato ma neanche taciuto, del manager italiano, sarà velocizzare il progressivo avvicinamento tra i due mondiali.
La nuova governance di MotoGP a trazione Liberty
Il passaggio di oggi si inserisce in una riorganizzazione che Liberty Media ha avviato dopo l’acquisizione di Dorna Sports e che negli ultimi mesi ha coinvolto diversi ruoli chiave della società.
Secondo quanto ricostruisce Palco23, ad agosto Vince Russell è entrato nel consiglio di amministrazione come procuratore, dopo essere stato nominato CFO di MotoGP nel maggio precedente mentre, nello stesso mese Carlos Ezpeleta, figlio dello storico CEO Carmelo Ezpeleta, è stato nominato Deputy CEO.
Ezpeleta “senior”, alla guida di Dorna dal 1998, non lascia invece del tutto la gestione del campionato: il manager spagnolo continua a ricoprire il ruolo di CEO, con il supporto del figlio come suo vice.
Una sorta di continuità familiare che si innesta però dentro un’organizzazione profondamente diversa rispetto a quella che aveva governato la MotoGP negli ultimi decenni.
Già nell’ottobre 2025, pochi mesi dopo il passaggio di proprietà, MotoGP Sports Entertainment aveva proceduto a un’importante revisione dell’organigramma, con dieci revoche e nove nuove nomine. Tra i manager confermati c’erano proprio Ezpeleta e Enrique Aldama, allora direttore finanziario, entrambi rimasti anche nel consiglio della società.
Derek Chang, la lezione tra sport ed intrattenimento: dalla NBA alla Liberty Media
Tornando alla nuova governance, la scelta di Chang porta alla presidenza di MotoGP il manager che guida direttamente Liberty Media. Prima di diventare presidente e CEO del gruppo, Chang era stato membro del board di Liberty dal marzo 2021 e aveva maturato esperienze in diversi settori dello sport e dell’intrattenimento.
Tra il 2018 e il 2020 era stato CEO di NBA China, mentre successivamente aveva ricoperto il ruolo di executive chairman di EverPass Media, società collegata alla NFL.
Dall’altra parte, l’ingresso di Domenicali nel board crea un collegamento altrettanto diretto con la Formula 1.
L’ex team principal Ferrari, entrato nel gruppo Volkswagen attraverso Lamborghini dopo l’esperienza in Formula 1 e successivamente tornato nel Circus alla guida di Formula One Group, diventa così uno dei punti di raccordo tra i due campionati, in un’ottica che va letta nel senso di rafforzamento strategico e di proposizione mediatica, non certo di fusione a carattere industriale.
MotoGP Group, Carlos Ezpeleta è il nuovo vice amministratore delegato
Dalla Formula 1 alla MotoGP, la stessa strategia che sa parlare a livello globale
Liberty Media ha costruito negli ultimi anni una strategia fondata sulla crescita internazionale degli asset sportivi, sull’ampliamento della fan base, sulla valorizzazione commerciale dei contenuti e sulla capacità di trasformare il singolo campionato in un prodotto globale di sport entertainment.
È il modello che la Formula 1 ha seguito con particolare intensità negli Stati Uniti e che ora Liberty vuole applicare anche alla MotoGP.
Questo perché il mercato americano rappresenta uno dei terreni più evidenti di questa strategia, anche se – è giusto puntualizzare – il disegno è chiaramente più ampio.
La MotoGP ha già una presenza internazionale molto più articolata rispetto al passato e il progetto di Liberty punta a portare il campionato verso nuove audience, aumentando il valore commerciale del prodotto e la sua capacità di attrarre sponsor, media partner e pubblico.
Già prima del completamento dell’acquisizione, il management di Dorna aveva indicato nell’espansione in America una delle direttrici di crescita: oggi quella prospettiva si inserisce nella strategia di un gruppo che dispone già della Formula 1 come piattaforma globale e può quindi mettere in comune competenze, relazioni commerciali e capacità di sviluppo.
Il ridisegno della governance arriva inoltre in una fase nella quale MotoGP ha recuperato redditività dopo le perdite del 2024.
Nel 2025 MotoGP Sports Entertainment ha chiuso con 12,5 milioni di euro di utile, dopo i 12,3 milioni di perdita dell’esercizio precedente. Il giro d’affari ha raggiunto 457,5 milioni di euro, in crescita di quasi il 9% rispetto al 2024.
Un recupero significativo anche considerando che il 2024 si era chiuso con ricavi per 420,52 milioni di euro, in calo rispetto ai 442,2 milioni dell’anno precedente, e con perdite per 12,31 milioni.
Il warning della UE e l’acquisizione: la lunga estate 2025
Per capire la portata del processo è doveroso fare un passo indietro, a più di un anno fa quando, nel luglio 2025, quando Liberty Media ha completato l’acquisizione di Dorna Sports, la società titolare dei diritti commerciali della MotoGP.
Il gruppo americano ha rilevato l’84% del capitale per un corrispettivo di circa 3,1 miliardi di euro, mentre il restante 16% è rimasto nelle mani dei precedenti azionisti e del management. I dati definitivi pubblicati da Liberty indicano un corrispettivo complessivo di circa 3,122 miliardi di euro, pari a 3,659 miliardi di dollari.
Considerando anche la posizione finanziaria della società, il valore complessivo attribuito all’operazione era nell’ordine dei 4,4 miliardi di euro.
La Commissione europea aveva dato il via libera all’operazione nel giugno 2025, rimuovendo l’ultimo ostacolo regolamentare prima del closing. Liberty aveva allora indicato un enterprise value di circa 4,3 miliardi di euro e un equity value di 3,7 miliardi.
Con l’acquisizione, il gruppo che aveva trasformato la Formula 1 in uno dei principali asset globali dello sport entertainment è diventato anche il proprietario della MotoGP, riunendo sotto la stessa regia i due principali campionati del motorsport a livello internazionale.
A poco più di un anno dal passaggio di proprietà, la nuova governance è quindi un altro tassello dello stesso disegno e delle considerazioni si possono anche tirare.
La MotoGP resta MotoGP, con la propria storia, il proprio pubblico e il proprio management, ma la regia industriale è ormai quella di Liberty Media.
Il che, non è più un azzardo affermare, non è di certo un male.