Il Mondiale di Formula 1 è arrivato alla pausa estiva regalando un ultimo appuntamento tutt’altro che banale. Sul circuito dell’Hungaroring, a salire sul gradino più alto del podio è stato il campione del mondo in carica Lando Norris, protagonista di una stagione fin qui sorprendentemente opaca, nella quale, prima dell’Ungheria, aveva raccolto appena due podi e pochi piazzamenti a punti
Alle sue spalle hanno chiuso l’eterno Max Verstappen e Andrea Kimi Antonelli, il gioiellino della Mercedes e motivo d’orgoglio di Toto Wolff, che continua a candidarsi tra i protagonisti assoluti di una stagione destinata a segnare il futuro della Formula 1.
Più amaro, per usare un tono lieve, il bilancio della Ferrari, uscita dal weekend ungherese con più di un rimpianto dopo una strategia che ha compromesso un risultato che sembrava poter riportare entrambe le monoposto di Lewis Hamilton e Charles Leclerc sul podio, firmando anche una potenziale doppietta 1-2.
Mentre piloti, team e ingegneri sfruttano la pausa per preparare la seconda parte del campionato, Formula One Group ha invece aperto i libri contabili.
La società controllata da Liberty Media che organizza e gestisce il Mondiale ha pubblicato i risultati del primo semestre 2026, evidenziando una frenata significativa dei principali indicatori economici, conseguenza diretta di un calendario profondamente modificato dagli eventi geopolitici degli ultimi mesi.
F1 semestrale 2026, ricavi giù del 17% e profitti in calo: tre Gran Premi in meno pesano sui conti
Nei primi sei mesi del 2026 Formula One Group ha registrato ricavi primari pari a 1,118 miliardi di dollari, in calo del 17% rispetto allo stesso periodo del 2025. Considerando anche le altre voci di ricavo, il fatturato complessivo del business Formula 1 si è attestato a 1,381 miliardi di dollari, il 15% in meno rispetto all’anno precedente.
In flessione anche la redditività, con un utile operativo che è sceso da 265 milioni del semestre 2025 a 180 milioni di dollari, mentre l’Adjusted OIBDA si è fermato a 311 milioni, in diminuzione del 30%.
Ancora più marcato il rallentamento nel solo secondo trimestre, quando sono contabilizzati i flussi legati ai GP. Tra aprile e giugno i ricavi sono diminuiti del 38%, attestandosi a 764 milioni di dollari, mentre l’utile operativo è sceso a 73 milioni e l’Adjusted OIBDA ha registrato una contrazione del 61%.
Il motivo è essenzialmente uno, come è noto. Nei primi sei mesi del 2026 sono stati disputati otto Gran Premi, contro gli undici dello stesso periodo del 2025. Tre appuntamenti in meno che hanno inevitabilmente ridotto le entrate derivanti dalle fee corrisposte – spesso oggetto di trattative riservate ma ormai in media sui 30 milioni di dollari – dai promotori dei circuiti, dai diritti televisivi e dalle sponsorizzazioni, tutte componenti direttamente collegate al numero di eventi disputati.
La guerra in Medio Oriente cambia il calendario della Formula 1
Alla base della contrazione dei ricavi c’è il profondo riassetto del calendario mondiale. L’escalation del conflitto in Medio Oriente, innescata dai bombardamenti statunitensi e israeliani contro l’Iran e dal successivo deterioramento della situazione nell’area, ha spinto FIA, Formula One Group e Liberty Media a rivedere il programma della stagione.
La conseguenza più immediata è stata la cancellazione dei Gran Premi del Bahrein e dell’Arabia Saudita nella tradizionale finestra primaverile, privando il campionato di due appuntamenti fondamentali anche dal punto di vista economico.
Ogni circuito versa infatti a Formula One Management una fee che può oscillare, a seconda degli accordi contrattuali, tra i 30 e i 60 milioni di dollari, con punte anche superiori.
Successivamente Liberty Media ha trovato una soluzione per recuperare almeno una delle due prove: il Gran Premio del Bahrein sarà infatti disputato in Malesia nel mese di ottobre. Una scelta che riporterà il calendario 2026 a 23 gare, una in più rispetto alle 22 inizialmente previste ma comunque inferiore alle 24 disputate nella passata stagione.
La società sottolinea inoltre come il diverso posizionamento delle gare nel calendario continui a incidere sul criterio di riconoscimento dei ricavi stagionali e dei relativi costi, elemento che continuerà a influenzare – inevitabilmente – il confronto con il 2025 anche nei prossimi trimestri.
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Domenicali: «Il coinvolgimento dei tifosi continua a crescere»
Nonostante l’impatto del calendario sui risultati economici, Formula One Group continua a guardare con fiducia ai principali indicatori commerciali del campionato.
«Questa stagione ha mostrato il meglio del nostro sport, con gare competitive e storie capaci di alimentare un forte coinvolgimento dei tifosi, con presenze ai circuiti, ascolti televisivi e impression digitali in crescita dall’inizio della stagione», ha osservato il presidente e ceo della Formula 1 Stefano Domenicali.
Il manager italiano ha inoltre sottolineato come la partnership con Apple continui a produrre risultati positivi, con le ore complessive di visione aumentate del 13% rispetto allo scorso anno, confermando il rafforzamento dell’audience digitale della categoria.
Nel semestre Formula One Group ha inoltre consolidato alcuni degli accordi più importanti per lo sviluppo del business.
Tra questi figurano il rinnovo decennale del Gran Premio di Las Vegas fino al 2037, l’estensione della partnership con Pirelli fino al 2028 e il nuovo accordo pluriennale con l’emittente austriaca ServusTV per i diritti televisivi.
Elementi che, nelle intenzioni del management, dovranno consentire alla Formula 1 di proseguire il percorso di crescita commerciale una volta superate le difficoltà generate dalla situazione geopolitica e dal conseguente riassetto del calendario mondiale.