Tennis, la federazione fattura 230 milioni: il piano per crescere ancora

La FITP punta a un 2026 in crescita. Dietro ai numeri c’è l’aumento di tesserati e praticanti, figlio dei successi di Sinner e la nuova generazione azzurra.
roland garros 2026 cobolli
i numeri della fitp
Image Credits: Michael Baucher / PSNewz / Insidefoto

Centotrent’anni di storia, una tradizione aristocratica, e poi la rivoluzione. Il tennis italiano ha chiuso l’ultimo esercizio con un valore della produzione superiore ai 230 milioni di euro, con ambizioni dichiarate di superare quota 250 entro la fine del 2026. Lo rivela Il Messaggero, citando i dati della Federazione Italiana Tennis e Padel.

Un traguardo costruito sull’onda lunga dei successi di Jannik Sinner e della nuova generazione azzurra, che ha trasformato uno sport da élite in un fenomeno popolare di massa.

 

Il modello finanziario: gli eventi come motore

La struttura dei ricavi della FITP è eloquente: il 70% del fatturato federale, pari a circa 157 milioni di euro, proviene dagli eventi. È su questa leva che il presidente Angelo Binaghi costruisce il suo argomento più ambizioso, ovvero portare in Italia il quinto Slam.

Agli ultimi Internazionali di Roma sono stati staccati oltre 400mila biglietti, record storico per il torneo e risultato di una crescita del 420% nell’arco di vent’anni. Il confronto con le altre grandi piazze è favorevole: Miami si ferma a 420mila presenze, Madrid a 381mila, Montecarlo a 155mila.

L’impatto è immediato, anche in ottica biglietti. Il presidente della FITP ha dichiarato alla Gazzetta dello Sport: «Nella prima settimana di vendita degli Internazionali del prossimo anno abbiamo già venduto due terzi dei biglietti della finale.»

Per sostenere questa traiettoria, la federazione ha avviato un piano di espansione da 160 milioni di euro per la ristrutturazione del Foro Italico, con l’obiettivo di portare la capienza del Centrale da 10.500 a 12.400 posti e dotarlo di un tetto retrattile entro il 2028.

Binaghi si è anche soffermato sul nuovo torneo sull’erba, che entrerà nel calendario nel 2028, con Milano come sede nel medio periodo.

«Lo faremo presumibilmente al Nord, – ha dichiarato. – Nelle prossime settimane dobbiamo scegliere esattamente dove, ma il nostro obiettivo nel medio periodo è Milano. Non è possibile che per una federazione, per un movimento come il nostro, di così grande crescita e che ha più della metà del suo bacino nel Nord Italia, che nessuna delle nostre attività stabili non abbiano come riferimento la capitale industriale del Paese».

La base: un milione di tesserati e il caso padel

Dietro ai bilanci c’è una storia di praticanti. Nel 2024 la FITP ha contato 1.151.769 tesserati, con un incremento del 266% rispetto al 2020. I praticanti totali sfiorano i 6,5 milioni, con un bacino di appassionati stimato in 18,3 milioni di persone. A trainare questa crescita è stato il padel, che ha ampliato la base del movimento trasformandosi da passione di nicchia in fenomeno capillare: nel 2026 in Italia nasce un nuovo campo ogni 24 ore.

Roma guida la classifica infrastrutturale con 1.570 campi da padel: è la terza città al mondo dopo Madrid e Barcellona, 600 dei quali coperti, e conta quasi 250mila praticanti su un totale nazionale di 1,5 milioni.

La Capitale è diventata la testa di ponte di una trasformazione che ora guarda a nord, verso Milano.

Il sistema Italia: oltre Sinner

La tenuta del modello si misura anche quando Jannik Sinner non è in campo. Quella di Flavio Cobolli al Roland Garros è l’ennesima finale Slam di un italiano, nonchè la conferma che il sistema-Italia funziona in profondità, come osservato dalla Gazzetta dello Sport.

Binaghi, presente in tribuna, ha sottolineato come i campioni siano solo la punta di un iceberg fatto di impianti, praticanti e salute pubblica: «I dati dimostrano quanto il tennis faccia bene alla salute e il risparmio per il servizio sanitario nazionale è quello più alto possibile tra tutte le discipline sportive».

Il dossier per le ATP Finals resta aperto, con il confronto in corso tra federazione, ministero dello Sport e Sport e Salute. Il cerchio si chiude dove era partito: un movimento da 230 milioni di euro, alimentato da milioni di praticanti, che guarda al futuro con ambizioni da grande potenza mondiale del tennis.

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