L'Italia brilla a Parigi anche senza Sinner: i numeri della Golden Age azzurra

Al Roland Garros ben tre azzurri hanno raggiunto i quarti di finale, un record per un torneo del Grande Slam: l’indagine targata Sport e Finanza e Question Pro testimonia che per il 96% degli appassionati questa è la miglior epoca tennistica di sempre.

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Photo by: Michael Baucher / PSNewz / Insidefoto

L’Italia si consolida tra le potenze del tennis mondiale. Nel corso del Roland Garros il movimento azzurro sta dando un’ulteriore prova dell’eccellenza dei suoi interpreti e soprattutto della profondità delle risorse.

Lo slam parigino è stato segnato dalla prematura uscita di Jannik Sinner, eliminato al secondo turno dopo un tour de force che l’ha visto conquistare cinque major consecutivi nel corso della stagione, un’impresa mai riuscita a nessun tennista prima dell’altoatesino.

Record di azzurri ai quarti in uno Slam

Nonostante il numero uno al mondo non sia riuscito a inseguire il trofeo, e Lorenzo Musetti – il secondo tennista italiano nel ranking piazzato all’undicesimo posto complessivo – non ha potuto partecipare per infortunio, la pattuglia azzurra sta onorando l’impegno al massimo delle possibilità.

L’Italia ha portato ben tre esponenti ai quarti di finale, ovvero Flavio Cobolli, Matteo Berrettini e Matteo Arnaldi, un risultato senza precedenti nel singolare maschile non soltanto a Parigi ma in tutti i tornei del Grande Slam.

La vittoria di Cobolli sul canadese Felix Auger-Aliassime ha inoltre sancito che ci sarà un italiano a giocarsi il titolo all’atto conclusivo, ovvero colui che emergerà vincitore dal derby azzurro in semifinale con Matteo Arnaldi.

La miglior epoca di sempre del tennis italiano

L’Italia si gode dunque uno stato di grazia senza precedenti, certificato anche dai numeri che sono emersi dall’indagine sul tennis italiano curata da Sport e Finanza in collaborazione con QuestionPro.

Tra coloro che seguono il tennis, il verdetto è sostanzialmente unanime: oltre il 96% pensa che il tennis italiano stia vivendo la sua miglior epoca di sempre, un dato che appare evidente dai risultati di campo e che trova conferma anche nelle percezioni della popolazione.

Dopo la risalita di Berrettini e Arnaldi, l’Italia vanta ben otto tennisti tra i primi cento del mondo, di cui addirittura quattro all’interno della top 20, un contingente che nessun’altra nazione riesce ad eguagliare, con gli Stati Uniti che si fermano a tre.

Il tennis dietro solo al calcio

Le performance dei tennisti italiani stanno contribuendo a consolidare la disciplina sempre di più all’interno della cultura popolare del paese: il 42% degli italiani menziona il tennis tra gli sport che segue abitualmente, dietro solo al calcio che si attesta al 57%.

Calcio e tennis sono gli unici due sport in grado di attirare almeno un italiano su tre, seguono a distanza i motorsport, ovvero Formula 1 e MotoGP, che invece coinvolgono il 26% della popolazione.

Il dato si inserisce in un contesto di crescita generale dell’interesse riscontrato negli ultimi due anni in Italia, fenomeno che ha coinvolto il 76% dei tifosi, di cui per il 46% c’è stato un forte aumento mentre per il 34% l’impatto è stato moderato. 

Un entusiasmo senza precedenti tra gli appasionati

Questo effetto è, almeno in gran parte, spiegabile dalle gesta dei campioni italiani, che stanno trainando un entusiasmo senza precedenti nel Belpaese per una disciplina che non ha un particolare radicamento storico. 

Tra gli appassionati, infatti, quasi il 70% afferma che l’interesse per la racchetta lunga è aumentato moltissimo in seguito all’exploit azzurro, e oltre il 26% invece dichiara che è cresciuto abbastanza.

Complessivamente dunque oltre il 96% degli italiani ha sperimentato un incremento della predisposizione a seguire il tennis, segnale inequivocabile di come questo magic moment stia facendo breccia nel cuore del Paese.

L’Italia incollata alla tv per i suoi beniamini

L’orgoglio nazionale rappresenta una componente fondamentale anche quando si guarda alle occasioni di visione dei match: la presenza di tennisti italiani infatti è la discriminante principale nello scegliere se vedere una gara per il 59% degli appassionati.

Vedere i propri compatrioti in campo stimola l’interesse in misura maggiore rispetto al prestigio dei grandi tornei, che si distinguono come un fattore decisionale per il 52% degli intervistati.

Inoltre, la presenza degli italiani prevale anche sulla qualità dell’incontro, considerando che le sfide di peso in generale attirano solamente il 30% del campione, mentre il 21% guarda il tennis in modo regolare.

L’allargamento degli eventi da trasmettere in chiaro

Anche il legislatore ha dovuto recepire questa tendenza, ampliando sensibilmente la lista degli eventi tennistici che sarà necessario trasmettere in chiaro in caso di presenza di atleti italiani.

Se prima l’elenco AGCOM si limitava infatti a semifinali e finali degli Internazionali d’Italia, della Coppa Davis e della Billie Jean King Cup, ora include le fasi finali dei tornei del Grande Slam, di ATP e WTA Finals, dei Masters 1000 oltre che della United Cup.

Il cambiamento non sarà tuttavia immediato, bisognerà infatti attendere la scadenza naturale dei contratti siglati prima che il provvedimento entri definitivamente in vigore: attualmente i detentori dei diritti hanno ancora facoltà di decidere liberamente.

Il Roland Garros, se ce ne fosse stato bisogno, ha confermato che c’è vita oltre Sinner, e che il percorso di crescita del tennis è ormai instradato e abbraccia tutta la popolazione italiana, per un movimento che ha fatto un salto di qualità in tutte le sue componenti.

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