La FIPAV festeggia 80 anni: un movimento in crescita, tra titoli mondiali ed Europei 2026

Dai successi internazionali alla crescita dei tesserati, la pallavolo italiana si conferma un modello vincente. Gli Europei 2026 rappresentano un’opportunità strategica per rafforzare il movimento su tutto il territorio.

finale volley femminile
Verso gli Europei in casa
Image Credits: FIPAV

Sette titoli mondiali. Cinque maschili, tre dei quali consecutivi – prima e unica nazionale ad esserci riuscita – e due femminili. Sette campionati europei maschili e tre femminili. L’Italia della pallavolo vince e, si sa, vincere aiuta a vincere.

Un primato costruito in ottant’anni di lavoro capillare sul territorio, che oggi la FIPAV si prepara a celebrare con gli Europei 2026 e un movimento che non smette di crescere.

Il sistema produce campioni e campionesse

Lo spiega lo stesso Giuseppe Manfredi, presidente FIPAV, nel corso della conferenza stampa di presentazione della stagione 2026 delle Nazionali azzurre seniores e giovanili: «Vincere medaglie in tutto il mondo ha sempre una ricaduta importante sul territorio. L’investimento che fa la Federazione sulle squadre nazionali è sempre finalizzato all’incremento del valore dell’intero movimento in termini di praticanti e di tesserati».

Un lavoro che parte dal basso. Manfredi aveva già illustrato la strategia in un’intervista a Sport e Finanza: collaborazione costante con i comitati territoriali, progetti di avvicinamento nelle scuole, formazione continua per allenatori e dirigenti, supporto capillare alle associazioni sportive in tutto il Paese.

I risultati sono sotto gli occhi di tutti. La pallavolo è lo sport di squadra femminile più praticato in Italia, ma anche il versante maschile regge bene, con un rapporto tra praticanti che si attesta intorno al 60% femminile e 40% maschile. Oltre 363mila tesserati FIPAV, in crescita rispetto al periodo pre-pandemia, con una forte componente femminile che alimenta continuamente il sistema.

È il sistema ad essere vincente. In ottant’anni di attività, la Federazione ha portato la pallavolo italiana all’avanguardia in molti settori, a partire da quello giovanile. Tanto che, come ha rivelato Manfredi, «la CEV ci ha chiesto di organizzare anche le finali di Champions League femminili del 2027 e 2028», mentre con l’FIVB si sta valutando l’ospitalità di una tappa di VNL nei prossimi anni.

La solidità della Federazione si vede anche nel saper dire no. E la FIPAV dice no all’organizzazione dei Mondiali. Nel corso dell’evento “Il Foglio a San Siro”, il presidente aveva chiarito la posizione: non si tratta di un evento sostenibile, l’investimento sarebbe eccessivo e rischierebbe di compromettere l’intero sistema.

Europei 2026: da Napoli a Milano, vicini alla gente

L’appuntamento più atteso resta l’Europeo 2026, che si svilupperà in tutto il Paese. Si parte da Napoli, con le partite nella suggestiva cornice di Piazza del Plebiscito – uno spot per l’intero movimento – per poi proseguire a Modena, culla del volley, e quindi a Torino e Milano per le fasi finali.

L’interesse è forte e le risposte dalla biglietteria sono positive. Un entusiasmo che, del resto, non sorprende: quello italiano è da tempo considerato uno dei pubblici più appassionati e competenti del panorama pallavolistico mondiale.

Lo confermano i vertici internazionali della disciplina. «Il successo dell’Italia va ben oltre i risultati sul campo – ha dichiarato a inizio anno Ugo Valensi, nuovo CEO di Volleyball World. – Le nazionali continuano a competere ai massimi livelli e il pubblico italiano rimane uno dei più coinvolti e competenti al mondo».

I dati parlano chiaro: durante i Mondiali, gli utenti italiani hanno generato oltre 530mila visualizzazioni live e più di 1,2 milioni di visualizzazioni complessive, tra dirette e highlights. Un interesse trasversale, che riguarda tanto il movimento maschile quanto quello femminile.

Ottant’anni di pallavolo: la celebrazione è di tutti

L’Europeo 2026 sarà dunque anche una celebrazione, nell’anno dell’ottantesimo anniversario della FIPAV. Un traguardo da vivere su tutto il territorio, con tutte le realtà che hanno contribuito a rendere grande la pallavolo italiana, senza dimenticare nessuno, nemmeno le periferie più lontane.

Come ha ricordato Manfredi nel corso dell’intervista a Sport e Finanza:

«Abbiamo un patrimonio enorme che non vogliamo disperdere. Gli Europei 2026 sono un’occasione importante, uno spettacolo indimenticabile, per far crescere ancora l’amore verso il nostro sport. Il gioco di squadra non è una parola: è la nostra filosofia. Senza la base non ci sarebbe il vertice, e senza il vertice non ci sarebbe la spinta».

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