Fondazione Fiera Milano: dopo le Olimpiadi, palaghiaccio permanente e Live Dome

Il presidente Giovanni Bozzetti traccia la rotta post Olimpiadi: struttura temporanea dal prossimo ottobre, poi un impianto permanente. Riconversione dei padiglioni olimpici nel più grande venue eventi d’Europa.

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Dopo aver investito 25 milioni di euro per allestire due impianti temporanei a Rho in vista delle Olimpiadi Invernali 2026 – destinati ad accogliere le gare di hockey su ghiaccio e di pattinaggio di velocità – Fondazione Fiera Milano non intende fermarsi.

L’obiettivo dichiarato è quello di lasciare alla città un’eredità tangibile: un nuovo palazzetto del ghiaccio permanente, capace di riportare l’hockey di alto livello sotto i riflettori milanesi.

A illustrare il progetto è il presidente di Fondazione Fiera Milano (Ffm), Giovanni Bozzetti, in una lunga intervista rilasciata a MF – Milano Finanza.

Due fasi per il nuovo palaghiaccio

Il piano si articola in due momenti distinti. Il primo prevede una struttura temporanea a Rho, operativa già dall’ottobre 2026 e attiva per due stagioni sportive consecutive, fino all’aprile 2028. «Stiamo valutando se troverà luogo in uno dei padiglioni, come è accaduto per la pista di hockey e di pattinaggio alle Olimpiadi, oppure al di fuori dei padiglioni ma comunque a Rho, sempre senza incidere sull’operatività delle fiere», ha dichiarato Bozzetti a MF – Milano Finanza.

Quanto all’investimento, la fase è ancora embrionale: si valuta il riutilizzo di parte delle strutture olimpiche già realizzate, dagli spogliatoi alle dotazioni impiantistiche.

La seconda fase è quella che guarda più lontano: la costruzione di un impianto stabile e dedicato al ghiaccio. «Abbiamo avviato gli incontri per scegliere i nostri eventuali partner e per capire dove realizzarla, se a Rho o altrove», ha spiegato il presidente. Interlocuzioni già avviate con la Federazione sport su ghiaccio, mentre i dettagli finanziari confluiranno nel prossimo piano triennale.

L’acquisto di una squadra di hockey, invece, è esplicitamente escluso dai piani: «No, non fa parte del nostro piano di business», ha precisato Bozzetti.

La visione: rilanciare l’hockey a Milano e diversificare i ricavi

L’idea, secondo quanto riferito al quotidiano economico MF – Milano Finanza, nasce dall’ascolto del territorio. Da quando si è insediato alla guida di Ffm, Bozzetti ha raccolto un diffuso malcontento per l’assenza di una struttura del ghiaccio adeguata in città. Un gap reso ancora più evidente dall’entusiasmo suscitato dai Giochi, soprattutto tra i giovani.

«Vogliamo permettere loro di vincere quelle medaglie per cui hanno gioito in queste settimane», ha affermato.

Sul versante economico, il progetto risponde a una duplice logica: diversificare i ricavi di Fondazione Fiera e fungere da volano per lo sviluppo del territorio intorno a Rho Pero. Non mancano poi le suggestioni creative: interpellato sulle possibili sinergie, Bozzetti ha evocato persino l’ipotesi di sfilate sul ghiaccio durante la Fashion Week milanese.

Sul futuro del PalaAgorà di via dei Ciclamini, storico impianto chiuso dal 2023, il presidente ha invece mantenuto una netta distinzione: le due realtà resteranno separate ma complementari per la città.

Live Dome: il più grande palazzetto eventi d’Europa

In parallelo al dossier ghiaccio, Fondazione Fiera sta portando avanti un secondo progetto di ampio respiro legato all’eredità olimpica: il Live Dome. Con un investimento di 12 milioni di euro, i padiglioni 13 e 15, quelli che hanno ospitato le gare di pattinaggio di velocità, saranno riconvertiti in un venue polivalente per eventi musicali e sportivi, con una capienza massima di 45.000 persone in piedi.

L’obiettivo è ultimare i lavori entro la fine del 2026, posizionando la struttura come la più grande del suo genere in Europa.

«Per noi le venue olimpiche e il palaghiaccio rispondono anche alla volontà di attrarre più persone possibili verso Rho Pero, sia per promuovere i nostri spazi che per generare benefici sul territorio», ha dichiarato Bozzetti a MF – Milano Finanza.

Una legacy, quella olimpica, che Fondazione Fiera declina tanto in chiave materiale – il Live Dome e la casa del ghiaccio – quanto immateriale: il marchio Fiera è stato visto e sentito da tre miliardi di telespettatori in tutto il mondo.

 

 

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