Sempre più in evoluzione rispetto al passato, la NFL continua a macinare numeri da record fuori dal campo, tra ricavi che aumentano e un appeal mediatico senza precedenti. Non è un caso infatti che la National Football League, lo scorso venerdì, abbia annunciato un Salary Cap record di 301,2 milioni di dollari, in aumento di 22 milioni rispetto all’anno precedente e di quasi 100 milioni rispetto solamente a 4 anni fa.
In continuità con il boom economico a cui stiamo assistendo ormai da anni, il nuovo Salary Cap della NFL è la prova concreta della crescita esponenziale di tutto il movimento e della salute economica dei suoi club.
I ricavi crescono velocemente e con loro la possibilità di spendere per gli ingaggi dei giocatori. È su questa base che entra in gioco la visione strategica della NFL: la spartizione equa della “ricchezza” infatti impedisce ai club più importanti di concentrare il denaro e di costruire così squadre troppo competitive rispetto alla concorrenza.
In questo modo, le franchigie USA non costruiscono dinastie statiche ma edificano cicli di vittorie “a tempo”. Un meccanismo che non fa altro che aumentare l’imprevedibilità delle gare e, più in generale, l’esito dei tornei stessi. Così, cresce a vista d’occhio l’interesse mediatico verso il campionato, anche al di fuori dei confini nazionali.
Secondo quanto riporta Sport e Finanza infatti, le partite all’estero della NFL sono aumentate e aumenteranno in futuro: l’apertura verso nuovi mercati significa nuovi ricavi e nuovi ricavi significano Salary Cap sempre più competitivi. La Lega così continua ad arricchirsi, diventando un modello di business per gli altri campionati.
I benefit: come i club incassano per spendere sempre di più sul mercato
L’altro aspetto da considerare sono i benefit, cifre che i club contabilizzano come costi ma, a tutti gli effetti, elemento costitutivo del budget di spesa per gli stipendi dei giocatori. Si stima che per il 2026 ogni società riceverà “benefici” pari a circa 78 milioni di dollari, in aggiunta al Salary Cap.
La somma delle due voci rappresenta dunque il “player spending” totale per singolo team, che per la nuova regular season ammonterà a ben 378,8 milioni di dollari.
I benefit in sostanza non sono un semplice “bonus una tantum”; sono invece parte integrante della finanza operativa della lega almeno per due motivi: in primo luogo, integrano lo stipendio base riconosciuto ai giocatori; in seconda battuta, influenzano anche le prestazioni sul campo grazie ad incentivi collegati agli stessi.
La NFL continuerà a crescere: le proiezioni per il 2027
Tutto ciò rende evidente come la Lega stia letteralmente fabbricando soldi grazie all’impetuosa crescita dei ricavi derivanti da fonti eterogenee (diritti TV, streaming, sponsorship, internazionalizzazione del format) tutte attività da cui il tetto salariale, come detto, dipende proporzionalmente.
E il trend continuerà ancora a essere lo stesso se l’incremento delle entrate continuerà a essere forte e sostenuto. Le proiezioni dicono infatti che per la stagione 2027, se il ritmo di crescita rimarrà invariato (7/9% annuo) il Salary Cap, salvo imprevisti, potrà facilmente arrivare a quota 320-330 milioni.
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