Volley femminile, la rivoluzione Spike Media triplica i ricavi della Lega

La pallavolo femminile italiana cambia marcia sul fronte commerciale. Con la newco Spike Media, nata dalla partnership tra Lega e fondo NJF, le entrate sono triplicate. La strategia punta su digitale.

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Digital e diritti tv
Image credit: LVF

La pallavolo femminile italiana vive una stagione d’oro non solo sul campo, ma anche sul fronte economico. Dopo aver conquistato tutti i principali trofei internazionali, il movimento ha deciso di innovare radicalmente la gestione dei propri asset commerciali, ottenendo risultati sorprendenti: le entrate sono triplicate rispetto al passato.

La svolta è arrivata con la nascita di Spike Media, una newco partecipata al 60% dalla Lega Pallavolo Serie A femminile e al 40% dal fondo di investimento NJF. La società, già operativa quest’anno per i diritti di immagine, dal 2026 gestirà anche i diritti media, subentrando a Volleyball World.

«Abbiamo avviato una collaborazione che ha portato alla creazione della newco Spike Media, – spiega a Italia Oggi Mauro Fabris, presidente della Lega pallavolo serie A femminile. – L’obiettivo è l’assunzione diretta della gestione dei nostri diritti: un passo molto ponderato, condiviso dalla stragrande maggioranza dei club, visto che solo uno su 36 ha votato per rimanere nel vecchio sistema, cioè l’affidamento a un’agenzia esterna».

Il successo sportivo si trasforma in valore commerciale

I numeri del movimento parlano chiaro. La nazionale azzurra è campione olimpica e del mondo in carica, mentre le squadre italiane dominano anche a livello di club. A dicembre si è disputata la prima finale del mondiale per club interamente tra formazioni italiane, un risultato che testimonia la supremazia del campionato nostrano.

«Veniamo da un anno incredibile, che considero difficilmente ripetibile, – afferma il presidente. – Abbiamo vinto tutti i titoli europei per club, a livello nazionale siamo campioni di tutto».

Il successo sportivo si riflette anche sui social media: la pallavolo femminile è diventata la prima lega dopo la Serie A di calcio per numeri social, superiamo anche la serie B calcistica.

La strategia digitale al centro del progetto

La scelta del fondo NJF non è stata dettata esclusivamente da ragioni finanziarie. Determinante è stata la visione strategica orientata al digitale, grazie anche alla partnership con Meta.

«La proposta ci ha convinto perché parteva dalla necessità di valorizzare il nostro brand sui media digitali, – rivela Fabris. – Abbiamo iniziato a vendere tappetini digitali, crescono le entrate da prodotti collaterali come il fantavolley, e lavoriamo con influencer e creativi digitali per aumentare la mediaticità della pallavolo. Tutto questo ha portato a triplicare le entrate rispetto al vecchio sistema, risparmiando anche i costi dell’agenzia».

Il modello che verrà applicato ai diritti tv rappresenta un cambio di paradigma.

«Con la nuova gestione applicheremo un modello che prevede l’accesso gratuito e libero alle immagini del campionato, sfruttando la visibilità social, – anticipa il presidente della Lega. – Non esiste più solo la tv, vogliamo raggiungere nuovi spettatori offrendo, magari, la partita gratuitamente già sul cellulare».

Professionismo sì, ma con sostegni adeguati

Resta aperto il tema del passaggio al professionismo, ancora assente nella pallavolo italiana. Fabris si dichiara favorevole, ma pone condizioni precise: «È un tema importante, che deve però essere accompagnato da misure in grado di rendere sostenibile il settore e, più in generale, lo sport italiano. Penso, ad esempio, alla defiscalizzazione delle sponsorizzazioni».

Il presidente della Lega richiama l’attenzione sulla concorrenza internazionale: «Già ora campionati come quello turco hanno una forza economica superiore alla nostra. Quindi, professionismo sì, ma solo con adeguati sostegni».

In un’intervista rilasciata al Corriere dello sport lo scorso ottobre, Fabris aveva definito «d’avanguardia» la scelta dei club, evidenziando come l’operazione punti a «accrescere seguito e visibilità del prodotto pallavolo femminile e a portare dei ritorni tangibili a quei club ignorati da tutti».

La scommessa di Spike Media dimostra come l’innovazione nella gestione dei diritti, unita a una strategia digitale mirata, possa trasformare il successo sportivo in valore economico concreto, offrendo un modello replicabile per altri movimenti sportivi.

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