La Federazione Italiana Tennis e Padel (FITP) ha chiuso i conti del 2025 con incassi superiori ai 230 milioni di euro, superando per la prima volta la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC). Quest’ultima infatti dovrebbe attestarsi poco sopra i 200 milioni (il bilancio di previsione 2025 indica un valore pari a 197 milioni). Un traguardo impensabile solo pochi anni fa, quando i ricavi del tennis rappresentavano circa la metà di quelli attuali.
Come riporta Il Sole 24 Ore, già nel 2024 il distacco si era assottigliato in modo significativo: 209 milioni per la Federtennis contro 224 della FIGC. L’assenza di grandi manifestazioni internazionali per il calcio nel 2025 ha facilitato il sorpasso, ma i numeri parlano chiaro: il tennis italiano ha innescato una crescita inarrestabile.
I numeri di una crescita esponenziale
Nel 2021 i ricavi della Federtennis erano la metà di quelli attuali. Vent’anni fa si faticava a raggiungere i 50 milioni. Oggi il movimento vale oltre 8 miliardi annui considerando anche il padel, con un impatto economico che sta trasformando il panorama sportivo nazionale.
I praticanti sono passati a 6,2 milioni contro i 6,5 del calcio, un gap ormai minimo. I tesserati hanno raggiunto quota 1,2 milioni, con un incremento superiore al 200% rispetto al 2020. I circoli affiliati sono 4.465 (+47% sul 2004), le scuole di tennis e padel 2.553, i tecnici circa 15mila e persino gli ufficiali di gara sono più che raddoppiati in dieci anni, superando le 10mila unità.
Secondo le ricerche Nielsen, gli sport della racchetta contano circa 20 milioni di appassionati, più di pallavolo, atletica, nuoto e basket, posizionandosi appena sotto il calcio con i suoi 21,6 milioni.
La spinta dei successi sportivi
Il 2025 è stato l’anno della consacrazione per il tennis azzurro. Jannik Sinner ha conquistato Australian Open, Wimbledon e ATP Finals, Sara Errani e Jasmine Paolini hanno trionfato al Roland Garros in doppio. Nei circuiti ATP e WTA, l’Italia ha raccolto 11 titoli: da contare anche le vittorie di Luciano Darderi e Flavio Cobolli.
L’Italia è stata inoltre l’unico Paese ad avere rappresentanti in tutte le categorie delle Finals di Torino.
Un’enormità dopo quasi mezzo secolo di carestia sportiva, che ha elevato la popolarità del tennis nella Penisola e trasformato uno sport di nicchia in un fenomeno di massa.
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La strategia vincente: eventi internazionali
Il modello di business della Federtennis si regge su una gestione aziendale innovativa, avviata sotto la guida di Angelo Binaghi. Oltre il 70% del fatturato deriva dalle manifestazioni internazionali: 157 milioni nel 2024, oltre 170 milioni nel 2025.
Gli Internazionali d’Italia di Roma rappresentano il fiore all’occhiello. All’inizio degli anni Duemila erano un torneo in declino, oggi producono un impatto economico stimato in 900 milioni di euro in circa due settimane, con più di 400mila presenze e incassi diretti che nel 2025 hanno superato i 35 milioni (+22% rispetto al 2024).
Le ATP Finals di Torino hanno generato un impatto complessivo di 591 milioni di euro, quasi sei volte superiore rispetto alla prima edizione, con 230mila spettatori e un gettito fiscale di circa 100 milioni a fronte di un contributo statale di soli 13,7 milioni annui. A queste si è aggiunta dal 2025 la Final Eight di Coppa Davis a Bologna, con un impatto economico di 144 milioni.
Un modello di efficienza gestionale
La chiave del successo risiede nella capacità di minimizzare i costi di struttura (16 milioni nel 2025) e reinvestire oltre l’80% del valore della produzione nello sviluppo del settore.
I costi per l’attività sportiva sono stati pari a 182 milioni nel 2024 e dovrebbero superare i 200 milioni nel 2025, destinati principalmente all’organizzazione di manifestazioni, premi di classifica, formazione e contributi a società e associazioni.
La voce pubblicità e sponsor incide solo per l’1% dei ricavi, poiché i tennisti hanno partner personali, a differenza del calcio dove questa voce vale 81 milioni.
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Le prospettive future
Le previsioni indicano che la Federtennis supererà i 250 milioni nel 2026, mentre per la FIGC sarà cruciale la qualificazione ai Mondiali nordamericani per invertire la tendenza. Il sorpasso non riguarda solo i ricavi: il tennis è ormai una seria alternativa al calcio come sport più amato nel Paese.
Il tennis non è più uno sport di élite ma un movimento di massa con una governance moderna e una visione imprenditoriale che ha saputo trasformare i successi sportivi in opportunità economiche. Se il calcio non reagirà con grandi eventi internazionali, la forbice è destinata ad allargarsi ulteriormente, consolidando il primato della racchetta sul pallone.