Germania, Ungheria, India, Qatar, Sudafrica, Corea del Sud e Turchia hanno espresso il proprio interesse a ospitare i Giochi Olimpici e Paralimpici estivi del 2036. Il Comitato Olimpico Internazionale ha confermato il quadro in vista della scadenza del 31 ottobre 2026, oltre la quale non verranno prese in esame ulteriori candidature. Secondo quanto riportato da Associated Press, al momento le favorite sono India e Qatar, che dovranno raccogliere il testimone da Los Angeles (2028) e Brisbane (2032).
A colpire è soprattutto la presenza inedita di molte proposte: Ungheria, India, Qatar, Sudafrica e Turchia non hanno mai ospitato un’edizione dei Giochi, mentre per il Sudafrica si tratterebbe anche della prima volta in assoluto per il continente africano.
La Germania punta a tornare ventiquattro anni dopo l’edizione estiva di Monaco 1972, a seguito dei controversi Giochi del 1936, sia estivi sia invernali. La Corea del Sud, che ha già accolto Seul 1988 e i Giochi invernali di Pyeongchang 2018, completa il gruppo.
Il nodo del calendario per il Qatar
Sulla carta, la proposta di Doha è quella che potrebbe modificare maggiormente le abitudini degli appassionati. Da Atene 2004 le Olimpiadi estive vengono disputate tra luglio e agosto, una finestra che sarà mantenuta anche a Los Angeles e Brisbane. Le temperature del Golfo renderebbero però indispensabile uno spostamento nel calendario, come avvenne per i Mondiali di calcio del 2022, trasferiti dalla FIFA a dicembre.
Il modello di quella manifestazione sembra ispirare il progetto, con Doha al centro e la possibilità di distribuire alcune competizioni in altre città o in paesi vicini. A favore del Qatar ci sono l’esperienza accumulata con Formula 1 e MotoGP e quella maturata attraverso le grandi rassegne iridate: il Mondiale di atletica del 2019, quello di calcio del 2022 e il basket, in programma nel 2027.
L’edizione del Mondiale di atletica si disputò tra il 27 settembre e il 6 ottobre, un precedente che consentirebbe di evitare lo svolgimento dei Giochi estivi nel pieno dell’inverno.
L’India punta su Ahmedabad
La candidatura indiana affonda le proprie radici nel passato e si inserisce nel piano del Primo Ministro Narendra Modi per dotare il paese di infrastrutture all’avanguardia entro il 2047.
L’ultimo grande evento organizzato da Nuova Delhi risale ai Commonwealth Games del 2010, mentre l’edizione del 2030 della stessa manifestazione si svolgerà in India e rappresenterà un banco di prova sul piano organizzativo.
I dettagli rimangono limitati. Sempre secondo Associated Press, il progetto avrebbe Ahmedabad come fulcro, con la possibilità di trasferire alcuni sport in altre aree del paese seguendo il modello dei Giochi diffusi, lo stesso adottato da Milano Cortina 2026.
Le altre proposte
Il Sudafrica indica Città del Capo come sede. La Corea del Sud riproporrebbe il modello dei Giochi diffusi con Seul come città simbolo, mentre la Germania ha scelto Monaco di Baviera. Ungheria e Turchia hanno invece costruito le rispettive proposte attorno a Budapest e Istanbul.
Parallelamente, diversi Comitati Olimpici Nazionali stanno prendendo parte a colloqui informali con il CIO in vista di edizioni successive al 2036. Si ritiene che tra questi vi sia il Canada, il cui comitato olimpico indica come obiettivo il ritorno dei Giochi invernali entro il prossimo decennio e di quelli estivi entro il 2050. Per il momento, tra le sedi già assegnate, le Alpi francesi ospiteranno l’edizione invernale del 2030 e lo Utah quella del 2034.
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Il percorso fino al voto
Le regole sono state approvate dal Comitato Esecutivo del CIO e ratificate dalla 146ª Sessione di Losanna nel giugno 2026, nel quadro delle riforme «Fit for the Future». Si basano sull’approccio dialogico introdotto nel 2019 e supervisionato dalla Commissione per le future sedi, formata da membri neutrali rispetto a tutte le parti interessate.
Il calendario verso l’elezione della sede dei Giochi Olimpici e Paralimpici del 2036 prevede le seguenti tappe:
- 31 ottobre 2026: termine ultimo per la presentazione delle candidature;
- novembre 2026: presentazioni virtuali alla Commissione per le future sedi;
- entro marzo 2027: valutazioni di fattibilità del CIO; marzo 2027: avvio del Dialogo Strategico da parte del Comitato Esecutivo;
- dicembre 2028: selezione delle «sedi preferenziali» e avvio del dialogo mirato;
- metà 2029: elezione della città ospitante durante la Sessione del CIO.
Nel Dialogo Strategico il CIO metterà a disposizione un «supporto tecnico rafforzato», raccoglierà una prima risposta al questionario per le future regioni ospitanti e le principali garanzie legali e finanziarie, con l’obiettivo di individuare i candidati più idonei ed escludere quelli che non sono realmente interessati. Seguiranno le visite in loco e una relazione destinata al Comitato Esecutivo. Le sedi finaliste dovranno quindi presentare risposte definitive e garanzie complete sugli accordi finanziari e legali.
I progetti verranno valutati sulla base di cinque fattori tecnici, oltre ai quali saranno considerati la visione per i Giochi e l’allineamento con i piani di sviluppo locali e con gli obiettivi del Movimento Olimpico.
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L’effetto Parigi
L’interesse, spiega il CIO, è sostenuto dal successo di Parigi 2024 e Milano Cortina 2026, le prime edizioni «normali» dopo i Giochi condizionati dalla pandemia di Tokyo 2020 e Pechino 2022. Per Parigi, ad esempio, si stima un contributo netto all’economia dell’Île-de-France compreso tra 9 e 11 miliardi di euro entro il 2034.
La presidente del CIO Kirsty Coventry, che ha partecipato a cinque edizioni olimpiche su quattro continenti, ha ricordato che ogni paese ospitante ha lasciato una propria impronta, ma che rimane un punto fermo: gli atleti devono essere al centro di ogni decisione, e garantire loro la migliore esperienza possibile deve rappresentare sempre il punto di partenza per ogni futura città ospitante.
Chi vincerà avrà sette anni a disposizione per trasformare il progetto in realtà. La risposta arriverà nel 2029; per il momento la prossima tappa a cinque cerchi rimane Los Angeles 2028.